INCENDIO ISS DI VIALE REGINA ELENA, CI SONO I FILMATI

ISSLe minacce arrivavano senza sosta da mesi all’Istituto superiore di Sanità di Roma. Anche al presidente Silvio Brusaferro, via mail e per posta. Da alcune settimane la prefettura aveva disposto per il professore una forma di vigilanza, abbastanza discreta, quando si spostava per incontri di lavoro. Una tutela leggera ma che nelle prossime ore potrebbe essere rafforzata. A deciderlo sarà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per questa mattina. Intanto è stata aumentata la presenza delle forze dell’ordine fuori dall’istituto. Minacce al telefono e sui social erano rivolte anche a altri componenti dell’Iss e in un’occasione, proprio per un commento in rete, era stata anche presentata una denuncia. Ma nessuno era arrivato a tanto. L’incendio al portone d’ingresso di viale Regina Elena 299 ha colpito al cuore ” chi lavora per il Paese e si sente sotto attacco continuamente”, dicono dall’Istituto in una giornata di lavoro anomala. Da ieri il Lazio è zona rossa e quel rogo è arrivato a poche ore dalla misura restrittiva decisa per diverse regioni italiane. Un gesto dimostrativo contro la decisione della chiusura? L’azione di un folle? Sono gli interrogativi a cui devono dare risposta i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale e della compagnia piazza Dante. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno mostrato una figura che potrebbe appartenere a una donna, anche se i carabinieri su questo preferiscono non pronunciarsi. Di fatto si tratta di una persona con addosso un piumino beige lungo, da donna, in testa un cappellino di lana e sul viso una sciarpa. È questo l’identikit di chi ha dato fuoco all’Iss. In una mano, domenica sera intorno alle venti, teneva una borsa fiorata e nell’altra una busta lasciata davanti al portone monumentale. Quella busta ha preso fuoco pochi secondi dopo che quella figura si è allontanata da viale Regina Elena. I carabinieri oggi presenteranno un’informativa alla procura che ha aperto un fascicolo per incendio doloso. Non è escluso che Brusaferro o altri componenti dell’Iss verranno sentiti nelle prossime ore. Ma è ancora presto per dirlo, bisogna prima riuscire a collocare l’attentato nella giusta casella investigativa. Al lavoro ci sono anche i carabinieri del Racis per riuscire a migliorare la qualità del video che è stato estrapolato dalle telecamere di videosorveglianza. Oggi in prefettura il comitato discuterà anche di altre misure di sicurezza in via preventiva per altre istituzioni sanitarie, tra le quali l’Aifa. Intanto, il questore Carmine Esposito ha disposto, a partire da oggi, una vigilanza fissa davanti all’Istituto. Si tratta di un dispositivo formato dalle pattuglie del commissariato San Lorenzo e dall’esercito. Ieri l’ingresso principale dell’Iss era sbarrato dai nastri rossi e bianchi. Il portone ferito era aperto ma inaccessibile per i rilievi in corso. Tutto il personale ha preso servizio da via Castro Lorenziano. “Oggi si sta qui non certo a cuor leggero – racconta un vigilantes dell’Iss – ma bisogna andare avanti. Siamo abituati alle lamentele ma certo non ci aspettavamo tutto questo”. Fonte: la Repubblica