SOTTO IL PONTE FLAMINIO DECINE DI BANCHI E COMPUTER

PONTE FLAMINIODecine di banchi accatastati sotto un cavalcavia. E poi computer, neon, alcune sedie e materiale da cancelleria. Un cimitero di ex arredi scolastici costeggia il tratto di strada che da via Pietro de Coubertin arriva fino a via Dorando Pietri. A due passi dall’ingresso dell’Auditorium Parco della Musica, proprio sotto il Ponte Flaminio, le attrezzature che fino allo scorso anno sono state utilizzate dagli studenti adesso compongono una piccola discarica abusiva. Sono state sostituite da arredi nuovi di zecca, garantiti dal Ministero durante l’emergenza dettata dal coronavirus. Rovistando tra quei rifiuti è possibile risalire facilmente alle scuole che un tempo ospitavano gli arredi, adesso trasformati in spazzatura e abbandonati illegalmente. Tra banchi, computer e materiale di ogni sorta ci sono infatti anche vecchie buste paga dei dipendenti, opuscoli sulla formazione degli insegnanti e appunti sull’organigramma di almeno due istituti: la scuola media Ettore Majorana, di piazza Minucciano, e l’istituto comprensivo Giovanni Falcone di piazza Hegel. Entrambe distano circa dieci chilometri dal luogo in cui il materiale è stato abbandonato. “Lo scorso giugno abbiamo affidato questi rifiuti a una ditta – spiega la dottoressa Luisa Mollo, dirigente amministrativa dell’istituto dedicato al magistrato ucciso da Cosa Nostra – Era il periodo dell’emergenza. Dovevamo liberare le scuole, le aule, per l’arrivo dei nuovi banchi. Il Comune doveva ritirare i vecchi arredi, poi evidentemente non hanno fatto il bando, non so cosa sia successo. Quindi le scuole hanno dovuto provvedere in autonomia”. Le norme infatti consentono agli istituti di organizzarsi autonomamente quando la spesa non supera le 500 euro. Quello che la legge non tollera sono le discariche abusive. “Ci siamo affidati a una ditta – continua la dirigente – la problematica ci è già stata segnalata e adesso un’azienda specializzata rimuoverà tutto”. A segnalare “la problematica” sono stati gli agenti della Polizia Locale del II Gruppo Parioli. Hanno indagato e convocato la dirigente. Sono risaliti alla ditta che ha gettato il materiale e hanno sanzionato chi ha creato quella discarica. I responsabili hanno ammesso le loro colpe. Sono stati multati. Gli sarebbe infatti stata offerta la possibilità di ripristinare lo stato dei luoghi. Se adempieranno a quanto intimato dagli agenti della Polizia Locale la faccenda, come prevedono le norme, non finirà in Procura. Resta comunque la fotografia di un cimitero banchi, un’istantanea destinata a far discutere. Fonte: la Repubblica