PARIOLI: IL REBUS DEL SUICIDIO DI ANTONIO CATRICALÀ

CATRICALACosa può aver spinto un uomo come Antonio Catricalà al suicidio? Perché l’ex garante dell’Antitrust e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che sei giorni fa è stato nominato presidente del Consiglio direttivo dell’Istituto grandi infrastrutture, si è tolto la vita ieri mattina nella sua casa ai Parioli? Perché non ha lasciato biglietti o lettera d’addio alla famiglia? Cosa (o chi) può averlo spinto a compiere un gesto CATRICALA CASAcosì estremo e, secondo amici e colleghi, assolutamente inaspettato? Tante, forse troppe le domande senza risposta dietro quello che appare come un rebus per gli investigatori della Squadra Mobile di Roma. Che si tratti di suicidio è certo. Quello che non è chiaro è il movente, su cui gli inquirenti ora sono chiamati a far luce. Ma facciamo un passo indietro e torniamo a ieri mattina. Secondo una prima ricostruzione, Catricalà si era svegliato prima del solito, è uscito sul balcone e ha esploso un colpo portandosi la pistola alla tempia. La moglie ha sentito lo sparo ed è accorsa trovandolo riverso a terra. Con il corpo copriva la pistola usata per compiere il gesto, un revolver Smith & Wesson calibro 38, che deteneva regolarmente. Sul posto anche i vigili del fuoco per aiutare gli investigatori a recuperare il bossolo del proiettile, che non è stato trovato sul terrazzo teatro del suicidio. Al momento gli investigatori escludono una malattia grave come possibile movente ma propendono più per l’ipotesi di una forma latente di depressione legata a problemi di salute. Catricalà, 69 anni, presidente del Cda della società Aeroporti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ex Garante dell’Antitrust, un uomo delle tante vite professionali (è stato avvocato, magistrato, dirigente della pubblica amministrazione e politico) non avrebbe lasciato alcun messaggio alla famiglia. E questo complica il lavoro degli inquirenti che stanno cercando di capire se il gesto possa essere stato dettato da un periodo di forte depressione o da altre ragioni di natura personale. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine e ha rubricato, come atto dovuto, per istigazione al suicidio il procedimento. Elementi utili alle indagini potrebbero arrivare dall’autopsia. La salma di Catricalà si trova ora al Gemelli a disposizione dell’autorità giudiziaria.