LA “NUOVA” GALLERIA BORGHESE DI FRANCESCA CAPPELLETTI

CAPPELLETTIFrancesca Cappelletti è dallo scorso novembre alla testa della Galleria Borghese, erede di Anna Coliva. In un’intervista rilasciata ad About Art, traccia le linee principali del suo mandato. La prima cosa che intende realizzare – dice la Cappelletti – è il catalogo: in tal modo si parte da un punto fermo, ossia quello di Paola GALLERIA BORGHESE 10Della Pergola che chiaramente per alcuni aspetti  è normale che debba essere aggiornato se pensiamo a quanta bibliografia si è aggiunta nel corso degli anni. Su questo del resto sta lavorando non da ieri Marina Minozzi, funzionaria e storica dell’arte che della Borghese conosce tutto, in particolare tutta la storia della collezione e che con la sua équipe GALLERIA BORGHESE 3all’interno sta già facendo un prezioso lavoro di confronto tra i vari inventari. L’ambizione è doppia, cioè portare avanti i lavori per il nuovo catalogo e poi mettere online le singole schede mano a mano che si realizzano. Inoltre, aggiunge Francesca Cappelletti, la Galleria Borghese sta per sottoscrivere – ma non c’è ancora niente di definito – accordi con galleria borghesel’Università Roma 3 e con la Normale di Pisa. Altro punto fermo: il  museo è un luogo dove si studia e si fa ricerca; dalla ricerca discendono gli eventi, non c’è nessuna contraddizione o opposizione. Di certo il museo rappresenta lo spazio fisico per la ricerca e lo studio: basti pensare anche alle occasioni che offre ad esempio lo Zoom che fino a pochi mesi fa non sapevamo cosa fosse e che invece offre oggi la possibilità di parlare, di scambiare esperienze GALLERIA BORGHESE 1anche da posti molto distanti e magari collaborare ad un evento internazionale con colleghi stranieri senza dover prendere aerei. Con Maria Laura Vergelli, che alla Borghese si occupa della comunicazione, si sta sviluppando un programma di eventi online che vede la partecipazione di molti studiosi, all’interno e all’esterno della Galleria. Penultimo argomento della lunga GALLERIA BORGHESEintervista: nel 2021 sarà inaugurata un’esposizione curata da Anna Coliva e Mario Codognato, che era già in cartellone per lo scorso 2020 e poi rimandata causa covid, dedicata a Damien Hirst. E, infine, la didattica: fa parte del Dna della Borghese. Paola Della Pergola è stata una pioniera in questo azzedine-alaia_galleria-borghesesenso. Dunque, è una tradizione quindi che si vuole sviluppare anche contando sulla guida di Stefania Vannini e delle sue ricerche sull’accessibilità, sul servizio offerto da guide storiche dell’arte che da anni collaborano, tenendo presente che sono diversi i pubblici cui rivolgersi, dal bambino delle elementari allo studente universitario, dall’appassionato al turista, per i quali occorre preparare percorsi diversi.