LA DONNA CHE UCCISE NEREO A VIA PO PATTEGGIA LA PENA

Per aver investito e ucciso Gino Nereo Murari, il clochard giramondo con il pallino della letteratura, Rosella De Luca, 58 anni, ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi di reclusione con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. La Procura ha dato il via libera al patteggiamento per la scelta dell’imputata di risarcire il danno ai familiari NEREO A VIA POdel clochard. Che non è mai stato un senzatetto qualunque. Nereo, veronese di origine, morto il 7 gennaio del 2019 all’età di 73 anni, era arrivato nella Capitale poco più di vent’anni fa dopo aver girovagato tra Africa, Asia ed Est Europa con un sacco a pelo e con un libro sempre nuovo a fargli compagnia. Da allora Roma era diventata la sua casa. Le sue giornate Nereo le ha trascorse fino all’ultimo a leggere gialli, accampato in un angolo di corso d’Italia, alla base delle Mura Aureliane, tra via Po e via Romagna. E poi a passeggiare con la sua fedele amica a quattro zampe, Lilla, un bracco. L’ultima giornata del clochard comincia verso le 4,50 del mattino. Il senzatetto attraversa la strada con Lilla per raggiungere il bar all’angolo tra corso d’Italia e via Po. Il semaforo segnala il verde per i pedoni, ma arriva una Smart a velocità sostenuta. Chi la guida commette un duplice errore fatale. Innanzitutto non si accorge del rosso. Ma soprattutto non vede Nereo. Inevitabile l’investimento. Il clochard viene trovato morto poco dopo. Chi sia l’investitore è un rebus. All’inizio dell’indagine, il timore è che nessuno paghi per la morte di Nereo. Ma la caccia al pirata comincia. E per venirne a capo vengono visionate le telecamere di sorveglianza piazzate lungo il tragitto compiuto dall’auto dopo l’impatto mortale. Smascherare l’automobilista si rivela complicato. Le immagini inquadrano la Smart ma senza metterne a fuoco la targa. Nel frattempo il pirata tenta di cancellare le tracce dello scontro. Porta la vettura da un carrozziere per farla riparare. E così quando gli investigatori ritengono di aver individuato l’auto in via Toscana il 15 gennaio, quartiere Ludovisi, poco distante dal luogo dell’investimento, scoprono che non ha nemmeno un graffio. Le ore sono comunque contate per il pirata. Gli agenti mettono sotto torchio i carrozzieri della zona e chi ha riparato l’auto rivela l’identità del proprietario: Rosella De Luca. In un primo tempo la donna prova a negare. Poi, messa alle strette, confessa. «Rosella è rimasta sconvolta. Ha più volte manifestato un sincero coinvolgimento verso i familiari di Nereo per quanto è successo», dice l’avvocato Mauro Giuliano Giaquinto, difensore dell’imputata. Fonte: Corriere della Sera