MERCATO TRIESTE: LA STORIA DI LUIGINO, FRUTTIVENDOLO

luiginoIl 23 novembre Virginia Raggi, in visita al mercato Trieste, ha chiesto di essere fotografata vicina a un anziano fruttivendolo. Durante il suo sopralluogo alla struttura di via Chiana, a margine della presentazione di una macchina per il riciclo della plastica, la sindaca si è fermata di fronte a un commerciante per salutarlo. Qualcuno le ha detto che lui è una figura storica del luogo e così è scattata una foto d’occasione. Ma chi è lo storico commerciante del mercato? “Ero qui quando i banchi erano all’aperto”, racconta Luigino Frattarelli. Lui qui ci è cresciuto, a partire dal 1950. “Arrivai a Roma da Pastena in Ciociaria all’età di 13 anni. Al paese non c’era lavoro e così seguii mio zio”. La sua foto di ragazzino che serve tra i banchi all’aperto campeggia ancora tra le immagini d’epoca all’interno del mercato. “Qui tutti mi volevano bene come a un figlio”, ricorda con il sorriso. Luigino è sposato dal 1965 con la signora Gelsomina, sempre al suo fianco a via Chiana, ormai ha 84 anni, ma ancora solleva pesanti buste della spesa e aiuta le anziane a caricarle sulla macchina. “Quando ero ragazzo tutti i giorni andavo a rifornirmi col camion ai mercati generali in via Ostiense. Quando i banchi erano all’aperto eravamo esposti al caldo, al freddo e alla pioggia, ma lavoravamo fino a 20 quintali al giorno. Oggi se va bene arriviamo a due”. Un altro cambiamento che Luigino nota è sulla quantità e la diversità di merce che ora viene esposta: “Un tempo avevamo sei tipi di prodotti. Le patate erano solo di un tipo, così come le mele. Oggi invece ci sono clienti che comprano 4 mele diverse tra loro, perché in famiglia sono in 4 e ognuno vuole una qualità diversa”. L’immagine in bianco e nero che accompagna questa curiosità è custodita nel volume “Come eravamo, Trieste Salario 1860-1950, il quartiere nelle immagini degli abitanti”, editore Typimedia. Un autentico viaggio nella memoria del Trieste-Salario con un’attenzione particolare al periodo della Seconda guerra mondiale, di cui nel 2020 ricorre l’ottantesimo anniversario. Un viaggio realizzato grazie al contributo degli abitanti del quartiere, che hanno messo a disposizione i loro album di famiglia con foto di straordinario valore affettivo, oltreché storico. All’opera hanno anche contribuito aziende, esercizi commerciali e archivi di vario genere. Fonte: Roma H24