IPOTESI FLAMINIO PER IL NUOVO STADIO DELLA ROMA

stadio-romaDopo aver quasi del tutto accantonato il progetto miliardario di Tor di Valle, anche in seguito alla consulenza di JP Morgan che ha sconsigliato l’investimento in quell’opera, le preferenze della famiglia Friedkin ora pendono verso il trasloco al Flaminio. Lo stesso stadio che ospitò i giallorossi nella stagione 1989/90, visti i lavori all’Olimpico in vista del Mondiale di Italia ’90. Un’idea suggestiva e di certo più sostenibile in termini economici che il club giallorosso sta analizzando con attenzione. Il progetto sarebbe quello di aumentare la capienza a 45.000 posti a sedere, per un costo complessivo dell’opera di circa 350 milioni. Circa un terzo rispetto allo sforzo previsto per Tor di Valle. Per il Flaminio la Roma guarda al modello Juventus. Prima di realizzare lo Stadium sulle spoglie del Delle Alpi, i bianconeri hanno ottenuto una concessione a 99 anni del diritto di superficie dei terreni su cui sorge l’impianto da parte del Comune. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, se la Roma riuscisse ad ottenere la concessione dell’impianto a 99 anni, i Friedkin vorrebbero poi affidare il progetto di ristrutturazione del Flaminio all’“archistar” Renzo Piano. Come sottolinea la Repubblica, sono già stati analizzati i possibili ostacoli sulla strada che portano alla ristrutturazione del vecchio impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960. Il più importante è la necropoli romana che corre sotto lo stadio. Una delle tante meraviglie nascoste nel sottosuolo della capitale, ma pure un intoppo se la Roma dovesse decidere di puntare sul Flaminio e realizzare un sistema di parcheggi interrati sotto lo stadio. Immediatamente sotto all’impianto ci sono già 6 metri di strutture in disuso: una piscina e palestre utilizzate per la boxe e la scherma. Quegli spazi potrebbero essere riconvertiti in parcheggi, con la possibilità di poterne realizzare altri con la necropoli a vista. Per gli altri vincoli, invece, una mano arriva dal decreto Semplificazione. L’articolo 55 bis, per cui ha spinto Italia Viva, è tutto dedicato agli «interventi sugli impianti sportivi» e alla loro ristrutturazione. Le alternative sono quelle riconducibili ai Caltagirone. Da una parte Tor Vergata, area in cui la Regione vuole portare la metro A e per la quale il governo ha appena stanziato 25 milioni. Sull’altro lato c’è Fiumicino. La Roma di Pallotta l’aveva sondata come piano B a fronte degli anni di ritardo accumulati per il progetto Tor di Valle.