CONSIDERAZIONI SUGLI ALBERELLI ABBATTUTI A SAN LORENZO

PIAZZA DEI SANNITIScrive un cittadino: “Non so perché Elio Germano, qualche anno fa, avesse piantato quell’esile alberello tra le lamiere delle centinaia di macchine che affollano ogni giorno la piazza dei Sanniti a San Lorenzo. Si possono dare mille motivazioni: sentimentali, poetiche, ecologiche, politiche al piantare un albero e ciascuno può trovare la migliore. Quello che è certo è che quel giovane albero era diventato uno di noi, a cui chiunque, passando, gettava uno sguardo quasi salutandolo come si fa con un conoscente di quartiere. Per tutta la comunità di San Lorenzo era pian piano diventato un simbolo di rinascita dal degrado in cui questo quartiere sta, nemmeno troppo lentamente, scivolando. Ma… “con l’immondizia, la delinquenza, la proliferazione dei commerci più insensati, lo spopolamento, si può convivere” devono aver pensato i nostri amministratori, “mentre quell’alberello è fuorilegge, occupa un posto macchina! Va abbattuto!”. E così ieri mattina, con uno schieramento di polizia, degno di chissà quale sommossa, quel povero, esile, albero è stato abbattuto, lasciando in tutti noi, abituati a vederlo tutti i giorni, un senso di vuoto, di sgomento e di sopraffazione. “Giustizia è fatta!” avrà detto qualcuno dietro a una scrivania. Ora, al posto di quell’alberello, c’è un piccolo solco nell’asfalto, pochi centimetri di profondità, che, però, si aggiungono alla voragine tra noi e chi ci amministra”.