VILLA BORGHESE: LECCI MALATI, COLPA DI UN COLEOTTERO

VILLA BORGHESEVilla Borghese custodisce un patrimonio inestimabile per la città: i suoi alberi. Nella Capitale sono davvero pochi gli esemplari che, per il loro valore, sono stati catalogati come alberi monumentali. Una buona parte di questi si trova all’interno della seicentesca villa romana. Villa Borghese ospita infatti o la ALBERO VILLA BORGHESE 2prestigiosa valle dei Platani, un insieme ipogeo con caratteristiche uniche in Europa. Nell’elenco delle piante monumentali rientra anche un cedro del libano, presente su viale del Lago ed a poca distanza è stato censito anche  un poderoso, ed ultrasecolare, Quercus ilex L.: un leccio. Il patrimonio arboreo di villa Borghese, anche per le ragioni citate, suscita una grande fascinazione. Ed inevitabilmente genera anche una certa apprensione. D’altra parte è difficile restare insensibili osservando le condizioni in cui versano alcuni lecci. Si trovano “sul retro del botteghino ed in stretta prossimità di Galleria Borghese” ha spiegato Alessandro, un lettore autore di un attento reportage fotografico. “Non si ALBERO VILLA BORGHESEtratta di casi isolati, perchè tutta Villa Borghese è colpita da un insetto le cui larve scavano nel tronco. Alcuni lecci sono già stati tagliati e temo che molto presto – ha ammesso il lettore – perderemo un patrimonio inestimabile”. Alla base di alcuni alberi, d’altra parte, è stata notata la presenza d’un accumulo di materiale molto sottile, apparentemente della segatura. Ma cosa sta accadendo alle querce che sono state fotografate? Romatoday lo ha chiesto a Sara Sacerdote, esperta in verde urbano e consigliere dell’ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Roma. “Siamo in presenza di piante vecchie che devono essere seguite e monitorate per la propensione al cedimento”. Ma cos’è che rende quei tronchi così scavati? “Molte delle cavità segnalate sono causate da un coleottero, il Cerambyx cerdo –  ha spiegato l’agronoma, che ha aggiunto tuttavia che – non si può fare nulla, se non continuare a monitorarle per stabilire quando, per ragioni di sicurezza, non potranno più continuare a stare lì”. Niente a che fare quindi con problemi come quelli che stanno vivendo migliaia di pini romani (Pinus pinea) a causa della cocciniglia tartaruga. In questo caso, quindi, non ci sono specie aliene. Solo insetti, peraltro rari ed a loro volta protetti, le cui larve si sviluppano all’interno del tronco delle querce. Soprattutto se si tratta di esemplari malati o, com’è evidentemente nel caso di Villa Borghese, di alberi già vecchi. Fonte: Romatoday