IL PONTE DELLA MUSICA TRA SPORCIZIA E ACCAMPAMENTI

PONTE DELLA MUSICADue anni fa ha ospitato eventi dell’Estate Romana del Comune: i commercianti pagavano la Tari come utenze non domestiche e i rifiuti venivano portati via. Poi l’abisso. Anche l’area sotto l’avveniristico ponte della Musica entra nella lunga lista dei buchi neri della Capitale nei quali precipitano zone di grande prestigio tra problemi burocratici e immobilismo. Nessuno dell’amministrazione capitolina a programmare la raccolta dei rifiuti sotto il Ponte della Musica e i lastroni di marmo che un tempo dovevano ospitare un teatro, ora sono sommersi da sacchi neri dell’immondizia, decine di bottiglie di birra e rifiuti di ogni genere. Eppure a luglio, c’è stato un sopralluogo della Commissione Sport del Campidoglio che vorrebbe far nascere in quell’area uno skate park. Di fatto la zona è già assediata dagli appassionati dello skate, costretti a fare i trick schivando i cumuli di immondizia. Tanti progetti per quello spazio, nessuno che pensi a pulirlo, a pianificare una manutenzione ordinaria dell’area da parte di Ama. E così, ciclicamente, si ammassano rifiuti e si interviene con pulizie spot che pesano ulteriormente sulle tasche dei romani. Il Comune ha scelto varie volte il Ponte della Musica come location per eventi culturali o sportivi, ma non ha mai pensato a risolvere l’annoso problema della pulizia. Spiega Rino Fabiano, assessore all’Ambiente del II Municipio: «Il tema della mancata pulizia va avanti da anni, sembra che non sia stata mai formalizzata l’acquisizione dell’area da parte del Comune, la zona è rimasta pulita soltanto quando si sono organizzati eventi, se un luogo non si vive resta abbandonato». Un luogo così prezioso, è ovvio, dovrebbe essere tutelato anche senza diventare la location di eventi. Ma così non è purtroppo, e il ponte che collega il quartiere Flaminio con il Foro italico, è stato completamente abbandonato. E l’abbandono è così esteso che non solo i cumuli di immondizia aumentano ogni giorno sempre di più. Passeggiando sotto uno dei piloni, sul lato del lungotevere Flaminio, si scopre l’ennesima favela: sbandati, disperati, hanno avuto tutto il tempo per costruire, indisturbati, un rifugio. L’aria è irrespirabile in questo rifugio ignorato dal Comune. Sopra runner e sportivi, sotto gli invisibili che popolano ogni ponte lungo il Tevere. «È chiaro che dovrebbe pulire il Comune – tuona Paola De Vecchis, presidente del comitato di quartiere Trionfalmente 17 – ma quella è una delle tante aree dimenticate del Centro, è un luogo prestigioso ma qui, a Roma, non si riesce proprio a tutelare il nostro patrimonio. È vergognoso veder ridotta in questo modo un’opera così importante che all’Estero ci invidiano». Fonte: il Messaggero