OMICIDIO DI SAN LORENZO: DESIRÉE DROGATA PRIMA DELLA VIOLENZA

DESIREELa droga ceduta prima di portarla sopra al materasso in cui ha perso la vita. L’andirivieni di persone dentro il container all’interno del palazzo disabitato di San Lorenzo. E poi la frase che potrebbe inchiodare definitivamente gli imputati: “Meglio lei morta che noi in galera”. A raccontare i dettagli della notte del 18 ottobre 2018, quando la sedicenne Desirée Mariottini ha perso la vita nello stabile abbandonato in via dei Lucani, è stata la testimone Narcisa Leon. L’ecuadoregna, frequentatrice dell’immobile, è stata sentita ieri nell’aula bunker di Rebibbia per quattro ore, nel processo che vede alla sbarra i quattro uomini di origine africana – Yusif Salia, Mamadou Gara, Brian Minteh e Chima Alinno – accusati di aver stordito Desirée con un mix di droghe e poi di averla violentata a turno, provocandone la morte. Omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e spaccio i reati contestati dai pm Maria Monteleone e Stefano Pizza. Narcisa la notte incriminata è rimasta nello stabile abbandonato per circa 20 minuti, e nel suo racconto ha riportato fatti da lei visti direttamente, oltre che a dettagli che le hanno riferito altri due testimoni. “Mi hanno detto che le persone presenti non hanno voluto chiamare i soccorsi. Quando hanno visto Desirée cianotica qualcuno ha detto: ‘Meglio lei morta che noi in galera'”, ha spiegato. Stando al racconto di Narcisa, dunque, gli imputati avevano paura che Desirée si fosse potuta salvare con l’arrivo dell’ambulanza, e di conseguenza avrebbero potuto rischiare di essere denunciati per le violenze commesse. “Paco (Mamadou Gara ndr) mi aveva detto di averle dato del Rivotril e poi di aver avuto un rapporto sessuale con lei”. Nessuna confessione di una presunta violenza da parte dell’imputato, ma tuttavia l’ammissione di un contatto con la minorenne. La testimone ha ripercorso anche gli attimi precedenti all’entrata nel container, la stanza di fortuna ricavata dentro al palazzo occupato dove per la procura è stata commessa la violenza di gruppo sulla 16enne: “Desirée cercava droga in giro nel palazzo. Un giovane africano mi ha raccontato che a un certo punto si è alzata con Yusif (Salia, ndr) per entrare nel container. Stava già barcollando. Era già stata drogata. Le avevano dato crack, eroina e del metadone. Da lì dentro sono entrati e usciti in quattro cinque. Lei invece non è più uscita”. Fonte: la Repubblica