IN TONO MINORE LA CELEBRAZIONE DEL 20 SETTEMBRE

LA BRECCIA DI PORTA PIA IN UN DIPINTOPrecisamente 150 anni dalla breccia di Porta Pia. Da quando un gruppo di bersaglieri e uno di fanteria entrarono a Roma e misero le basi alla fine dello Stato Pontificio. Da quando il Vaticano, dopo l’ingresso dei militari, issò bandiera bianca dando il la all’Unità d’Italia. Ma al di là dell’importanza della data, per tutta l’Italia e non soltanto per la città di Roma, le celebrazioni saranno a dire poco in tono minore. Il clou ieri sera quando Virginia Raggi ha inaugurato una nuova illuminazione su Porta Pia. Poi – al netto delle restrizioni del Covid – poca roba: aperture e mostre al Mausoleo Ossario Garibaldino sul Gianicolo e al museo della Repubblica romana e della memoria garibaldina a Porta San Pancrazio e una rievocazione, “il 20 settembre 1870”, nei luoghi che hanno segnato le battaglie che portarono alla nascita di Roma italiana. Previste anche visite guidate nei luoghi del Gianicolo per rievocare le principali battaglie e lo spettacolo (alle ore 17) presso il Mausoleo “Finalment i suma”, incentrato sulla lettura drammatizzata di un testo inedito di Riccardo Cochetti. Claudio Strinati, storico dell’arte e soprintendente dal 1991 al 2009 del Polo museale romano, parla di «un programma minimale» delle celebrazioni, e «che poteva essere più audace. Ma che doveva essere portato avanti principalmente dal governo». Quindi si chiede se questa decisione non sia figlia «della cautela, anche apprezzabile, perché parliamo di una delle date più delicata delle storie dell’Italia unita, insieme al 25 aprile, tenendo conto che dopo quella data i rapporti tra lo Stato e la Chiesa stato lentamente migliorati. Possono sembrare ormai eventi lontani, ma c’è voluto un concordato e un successivo accordo in età repubblicana». L’Ama, invece, ha organizzato al cimitero del Verano un tour storico tra monumenti e sepolcri dei protagonisti dell’impresa risorgimentale e della ridefinizione urbanistica e artistica della nostra città. Davanti al Monumento ai caduti per la liberazione di Roma saranno recitate letture recitata tratte dal racconto Le tre capitali di Edmondo De Amicis, che fu testimone della breccia di Porta Pia. Poche decine di militari depositeranno una corona all’interno di Porta Pia dopo una veloce visita al Museo Storico dei Bersaglieri. Previsto anche l’annullamento «dei 4 francobolli celebrativi, per i quali abbiamo ottenuto l’autorizzazione dal ministero dello Sviluppo economico». Al di là dei ritardi nello stanziamento di fondi e nella nascita del comitato per le celebrazioni, prima del Covid erano previsti una serie di eventi che si terranno il prossimo anno, compresa una parata con 150mila tra bersaglieri, alpini e artiglieri, con annesso incontro dal Papa – una forma di definitiva riconciliazione? – e trenta fanfare a tenere esibizioni in altrettante piazze romane. Si lavora anche una maxi mostra fotografica sotto l’egida del Quirinale.