QUEL NOIR AMBIENTATO NEL QUARTIERE TRIESTE

ORNELLA ANGELONINegli anni Ottanta la scrittrice abruzzese (era nata ad Avezzano nel 1920) Ornella Angeloni ambientò nel quartiere Trieste il suo giallo Caffè Ciamei, racconto di una lunga catena di delitti che si snoda in quarant’anni. Angeloni ha trascorso la sua vita scrivendo, per necessità interiore, ma anche per oggettive esigenze di vita, attraversando con leggerezza e convinzione i più diversi generi letterari, dalla narrativa alla saggistica, per arrivare alla  poesia, con uno stile semplice ed evocativo, nel segno della humanitas e della fusione con la natura. Era capace di scrivere un saggio critico come un libro di spiritualismo, o affermarsi come traduttrice, senza mai tradire il proprio stile, chiaro, netto, sincero. Ma è proprio nella composizione poetica che raggiunge la sua massima espressione letteraria, nella parte che la vita tende rendere grigia, a volte, o più riflessiva, rendendola a tutti gli effetti una voce significativa della poesia italiana del secondo novecento. Al di là di traduzioni dal francese e dallo spagnolo e dalla pubblicazioni di saggi e romanzi come “Una madre di nome Maria”, “La Donna Bifronte”, “Caffè Ciamei”, la qualità della sua scrittura si rivela nell’opera poetica che Ornella Angeloni coltiverà per oltre 40 anni, caratterizzandosi per uno stile assolutamente personale che riprende ed evolve le poetiche ermetiche, miscelando le visioni della grande letteratura mistica con la sensualità dei lirici greci. Premio Roma per la poesia nel 1991. Tra le ultime opere “Cerchi d’acqua” e “Mosaico di Sassi”. Tra i suoi maggiori estimatori il critico e poeta Ferruccio Ulivi, che ha dedicato alla sua opera numerosi scritti critici. Morirà nella sua casa di via Chiana nell’autunno del 2005.