IL CIMITERO DEL VERANO, UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO

veranoIl cimitero comunale monumentale Campo Verano, noto popolarmente come Cimitero del Verano, o soltanto come Verano, è situato nel quartiere Tiburtino, adiacente alla basilica di San Lorenzo fuori le mura. Deve il nome “Verano” all’antico campo della ricca famiglia dei Verani (agro verano), gens senatoria ai tempi della repubblica romana. La zona, posta lungo la via consolare Tiburtina, era da sempre luogo di sepoltura (sono oggi inglobate nel cimitero le catacombe di Santa Ciriaca, e vi fu sepolto san Lorenzo, sulla cui tomba sorsero la basilica e il convento). Il cimitero moderno fu istituito durante il regno napoleonico del 1805-1814 su progetto di Giuseppe Valadier tra il 1807 e il 1812, in ossequio all’editto di Saint Cloud del 1804, che imponeva le sepolture al di fuori le mura delle città. Tornata a Roma, dopo l’abdicazione di Napoleone del 1814, la ripristinata amministrazione pontificia mantenne tuttavia la nuova regolamentazione cimiteriale. I lavori proseguirono con i pontificati di Gregorio XVI e di Pio IX quando, sotto la direzione di Virginio Vespignani, il progetto ebbe una strutturazione definitiva e furono acquistati altri terreni. L’edificazione del cimitero continuò anche dopo l’avvento di Roma capitale. Il complesso cimiteriale è andato pian piano ingrandendosi inglobando terreni espropriati come, ad esempio, villa Mancini che fece posto al Pincetto. L’ampliamento è proseguito sino agli anni sessanta quando entrò in funzione l’altro grande cimitero romano: il Flaminio. L’ingresso del cimitero, a tre fornici, reso imponente dalla presenza di quattro grandi statue che rappresentano la Meditazione, la Speranza, la Carità e il Silenzio,[5] precede un ampio quadriportico, opera del Vespignani, completato nel 1880. La rilevanza del Verano, per la capitale e la vita dei suoi abitanti, è provata anche dal fatto che già dal 1º novembre 1879 era stata inaugurata una tranvia a cavalli, che collegava il cimitero alla stazione Termini. Il 19 luglio 1943, nel primo grande bombardamento di Roma, oltre al quartiere, alla basilica e allo scalo ferroviario di San Lorenzo, venne colpito anche il cimitero. Furono danneggiati il Quadriportico, il Pincetto, il sacrario militare, il deposito comunale dei servizi funebri. Le esplosioni provocarono anche il crollo di un tratto delle mura di cinta, poste alla destra dell’ingresso, causando la morte di alcune persone che vi avevano cercato riparo. Numerose furono le vittime fra i fiorai e i marmisti di piazzale del Verano. Subirono danni, tra le altre, le tombe di Petrolini e della famiglia Pacelli. Il Cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d’arte, costituisce una sorta di museo all’aperto che non ha eguali per la quantità e la particolarità delle testimonianze, un inestimabile valore sotto il profilo storico-artistico e di storia della cultura dalla metà dell’Ottocento sino a tutto il Novecento. Per questo, da alcuni anni vengono organizzate visite tematiche gratuite a cura del Comune di Roma, secondo itinerari storici che conducono alle tombe delle protagoniste e protagonisti di specifiche epoche storiche o eventi o categorie di personaggi. Nell’immagine, il Quadriportico del cimitero.