CARTEINREGOLA SUL TAGLIO DEGLI ALBERI A VIALE TIZIANO

viale-tiziano-sostaSono in corso dei tagli di platani in viale Tiziano al Flaminio (II Municipio) ed è partito il tam tam dei cittadini preoccupati per abbattimenti indiscriminati. Contemporaneamente il  II Municipio diffonde un documento ripreso da Romah24 sul mancato intervento su alberi segnalati come pericolanti e qualche settimana fa il Presidente della Commissione Ambiente municipale ha lanciato l’allarme per i tagli di alberature a Villa Ada. Continua quindi il contemporaneo, paradossale, allarme per il mancato taglio degli alberi e per il taglio degli alberi, da cui se ne esce in un solo modo. E’ dimostrato che il monitoraggio delle condizioni del “verde verticale” e le conseguenti decisioni – taglio in caso di alberature morte o compromesse, cura delle alberature recuperabili  – non è cosa da istituzioni municipali nè da cittadini, ma devono essere conseguenti a schede stilate da tecnici agronomi, in base non a tecnologie che si basano sull’osservazione “a vista” ma eseguite con apparecchiature specifiche. D’altra parte la diffidenza dei cittadini verso l’amministrazione, soprattutto quando si appaltano a privati i lavori, è più che giustificata. Basterebbe che il Dipartimento ambiente, come Carteinregola chiede da anni, pubblicasse le schede dei monitoraggi, e magari, insieme ai cartelli di divieto di sosta per gli imminenti abbattimenti, mettesse delle informazioni o dei riferimenti perché i cittadini potessero toccare con mano la situazione degli alberi e i motivi delle scelte. Invece nulla di tutto questo, nonostante il superamento del quarto anno dell’era pentastellata a Roma, quelli del Comune-casa-di-vetro. Così come ancora Roma, a differenza della altre capitali europee,  non si è  dotata di un Regolamento del Verde. Il 17 gennaio 2019 è stato  approvato dalla Giunta Raggi (ma non in Assemblea Capitolina e quindi non è ancora in vigore) un “Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano”   che, oltre a fornire  delle regole stringenti a tutela di un vitale e prezioso patrimonio collettivo, assicura anche la trasparenza che interventi su  beni pubblici, realizzati con soldi pubblici, imporrebbero, come del resto accade per lavori e cantieri: l’esposizione di  un cartello con la descrizione delle attività previste,   l’indicazione  dell’ente o della  ditta esecutrice (e gli estremi dell’appalto o dell’affidamento), la data e la durata,  i riferimenti del responsabile comunale e del tecnico che li ha prescritti (e la contemporanea pubblicazione delle informazioni sui siti istituzionali). Da anni (vedi il nostro Dossier Verde Capitale: quello che i cittadini dovrebbero sapere)  il Comune annuncia monitoraggi e  schede di valutazione redatte  da “tecnici abilitati”  “per ogni singola pianta controllata”,  per consentire  “il censimento e l’aggiornamento del data base in possesso di Roma capitale” e ben tre anni fa l’allora Assessora Montanari annnunciava una “campagna di manutenzione innovativa” grazie alla quale “il Servizio Giardini  potrà avere una mappatura completa di 82 mila alberi di alto fusto sui quali potrà programmare gli interventi necessari garantendo la sicurezza dei cittadini ma anche economicità e efficienza del servizio“. Che fine hanno fatto il database in possesso di Roma Capitale e la mappatura  completa delle alberature? Delle due l’una: o esistono, e allora non dovrebbe essere difficile fare un’ “operazione trasparenza” e metterli  a disposizione dei cittadini o quantomeno dei Municipi. Oppure fanno parte dei tanti annunci senza seguito che si sono persi nei meandri della burocrazia capitolina. Invitiamo il Municipio II, vista la mancata risposta del Comune alle ripetute richieste di informazioni, a procedere direttamente all’accesso agli atti per ricavare i dati richiesti  direttamente dal  database, così da avere dei dati concreti  nel caso che emergessero   lacune o  irregolarità, e poter finalmente  rassicurare la cittadinanza quando arrivano le motoseghe nei quartieri. E magari ridimensionare gli allarmi  degli “agronomi fai da te” fuori e  dentro le istituzioni.