VIA SIACCI 16, “IL CIVICO GIUSTO”

VIA SIACCI 16Qualche giorno fa in via Siacci 16 è stato presentato un nuovo “Civico Giusto”. Il progetto, ideato da Paolo Masini e Fabrizio Fantera, vuole mettere in evidenza le storie dei luoghi e delle persone che li hanno abitati, protagonisti di gesti eroici in uno dei periodi più bui della Storia di Roma e dell’Italia, quello dell’occupazione tedesca e del rastrellamento degli ebrei, deportati nei campi di sterminio in Est Europa. In via Siacci 16 nel 1943 vivevano due famiglie: al piano terra Francesco Alberto Giordano con la moglie Camilla Laj e i tre figli, al primo piano Giorgio Laj e la moglie Stefania Giordano, anche loro con tre bambini. Il 16 ottobre, quando ebbe inizio la cattura casa per casa, la notizia si diffuse rapidamente in ogni quartiere e arrivò anche in via Crescenzio, a Prati, dove vivevano i Soria, una coppia di coniugi ebrei. Per circa un mese si nascosero in rifugi di fortuna, poi tramite alcuni cugini dei Giordano, al tempo vicini di casa dei Soria, questi vennero accolti nel villino dei Parioli. Continue reading

MUSEO ETRUSCO DI VILLA GIULIA: “BASTA BUSTE” DI ORESTE BALDINI

bastabusteAl Museo Etrusco di Villa Giulia “Basta Buste”, personale di Oreste Baldini. La mostra, allestita nelle Sale dei Sette Colli e di Venere, al piano nobile della villa, sarà visitabile fino al 16 gennaio 2022. Già sede nell’Autunno del 2019 della mostra “Acqua”, nella quale l’artista si era misurato con l’emergenza ambientale, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia torna a farsi scrigno delle creazioni artistiche di Oreste Baldini: uno spettacolare ciclo di opere sul tema del Plastic Free, suo ulteriore approfondimento intorno a un tema di forte attualità. Continue reading

AUDITORIUM, IL TRIS DI PAPADOPULOS

romaeuropa festivalCon Elvedon e Opus il coreografo greco Christos Papadopulos ci ha lasciato entrare nel suo universo minimalista, apparentemente geometrico e ingannevolmente semplice. Apparenza e inganno sono del resto i due cardini intorno ai quali si anima il suo lavoro: un’instancabile esplorazione della ripetizione del movimento e della trasformazione degli stati del corpo capace di generare molteplici livelli di significato ed esperienze percettive indimenticabili. Le sue coreografie sono materializzazioni di eventi incorporei come lo scorrere del tempo e il diffondersi del suono o metafore di processi naturali come l’erosione del suolo, lo sbiadimento della luce al tramonto, il fluire dell’acqua. Continue reading