VIA NIZZA: MACRO, IN MOSTRA “AUTORITRATTO COME SALVO”

Mercoledì 27 ottobre 2021, dalle 18 alle 21, al Macro di via Nizza apertura della mostra  “Autoritratto come Salvo”. Si tratta di un compendio polifonico di opere che tratteggiano la complessità della figura di Salvo. Nato a Leonforte in provincia di Enna, si trasferisce nel 1956 a Torino dove in un primo periodo matura una ricerca più concettuale. Il 1973 è l’anno del ritorno alla pittura, una pittura praticata nei primissimi anni di formazione e che, all’inizio degli anni Settanta, era da considerarsi come una scelta anticonvenzionale, fuori tempo. Il progetto espositivo, riprendendo giocosamente lo spirito di uno dei lavori più conosciuti dell’artista, “Autoritratto come Raffaello”, offre nella forma di una grande quadreria un’immagine esaustiva del suo operato. Seguendo una cadenza temporale irregolare entreranno a far parte di questo disegno sulle pareti opere degli artisti Jonathan Monk, Nicolas Party e Nicola Pecoraro, mentre la sound performer e musicista Ramona Ponzini offrirà una sua personale interpretazione della mostra.

SAN LORENZO NON VUOLE RINUNCIARE AL CAMPO SPORTIVO

Una certezza c’è: San Lorenzo non si arrende. Da quando è comparso un cantiere in via dei Sabelli, è partita la “resistenza” di un quartiere intero che sa bene quanto ci sia in ballo: la perdita dell’unico presidio sportivo per gli adolescenti del quartiere. Ma non solo: “Perchè qui ormai viviamo da anni la speculazione che nulla lascia a chi a San Lorenzo ci vive – spiega Andrea, tra i fondatori dell’Atletico San Lorenzo -. Si vuole creare un circolo esclusivo dove la gente da fuori viene qui, parcheggia l’auto, gioca e se ne va. Mentre quello che abbiamo in mente noi è un progetto inclusivo, mantenendo il campo a 11, ma allestendolo in maniera tale che ci possano essere delle rotazioni per chi lo vuole affittare”. Ovvero, impostazioni sul campo per farlo diventare a 5 o a 8 in base all’occorrenza: “Permettendo così alla proprietà di fare reddito, ma senza eliminare quello che è anche un parco, un ritrovo per le famiglie del quartiere”, sottolinea Andrea. Campi da padel, eliminazione del patrimonio arboreo, una colata di cemento sul campo da calcio per far spazio ad un parcheggio. Ed ora che, dopo gli annunci negli ultimi anni, questa trasformazione sembra imminente, anche la politica che ha visto insediarsi il nuovo sindaco, Roberto Gualtieri, e la riconferma della presidente di municipio, Francesca Del Bello, ha già espresso la sua contrarietà.

AUDITORIUM, IL RITORNO DI ASAF AVIDAN

A tre anni di distanza dall’ultima apparizione in solo sui palchi italiani con ‘The Study of Falling’, Asaf Avidan è pronto a tornare nel 2021 con una serie di concerti con band, a supporto del nuovo album Anagnorisis. Il titolo del nuovo lavoro si rifà ad una parola coniata da Aristotele per definire quel particolare ed improvviso momento in cui si rivela il proprio carattere, la propria identità, trascendendo dall’ignoranza alla conoscenza. Ogni brano del nuovo disco sembra riecheggiare con radici profonde che scavano verso l’interno con strutture curate e precise, arricchite da correnti musicali che spaziano dall’hip-hop anni ’90 al pop più attuale, fino alla musica gospel. Tutte le voci contenute in Anagnorisis sono di Asaf Avidan, che ha registrato alcune strofe fino a dodici volte per sovrapporre, con differenti tonalità, la stessa voce. Giovedì 28 ottobre, ore 21, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium.

“LADRI DI BICICLETTE”, LOCATION DEL FILM ANCHE NEL MUNICIPIO

“Ladri di biciclette”(1948) di Vittorio De Sica, sceneggiatura di Cesare Zavattini, Premio Oscar per miglior film straniero, è una pellicola che incarna nell’immaginario collettivo internazionale il manifesto della stagione neorealista italiana per i suoi cardini fondamentali: ambienti reali, attori non professionisti, una vicenda drammatica sulla durezza della vita quotidiana delle classi popolari nel secondo dopoguerra. De Sica e Zavattini scelgono di raccontare una vicenda minimale di vita quotidiana che raccoglie in sé il dramma sociale del dopoguerra, la speranza di un popolo straccione che tenta di recuperare una dignità economica ed esistenziale. Il protagonista, attore non professionista interpretato da Lamberto Maggiorani, è un uomo in cerca di lavoro, per ottenere il quale deve possedere una bicicletta. Trovata la bici e ottenuto l’impiego comincia l’attività di attacchino comunale, ma proprio al primo giorno di lavoro gli rubano la bicicletta, e dunque la possibilità di continuare a lavorare. Il vagare dei due protagonisti, Antonio Ricci e suo figlio Bruno, alla ricerca della bicicletta rubata ci permette di perlustrare a tutto tondo una Roma di fine anni Quaranta, una città piena di drammi e contrasti, che tenta di rialzarsi dalle disgrazie della guerra e della miseria. Tra le location, via di Porta Pinciana accanto a San Lorenzo e via Pietro da Cortona al Flaminio. Stasera su Cine 34.