LE STORIE CHE HANNO SEGNATO LA VITA DEI PARIOLI E NON SOLO

monte_parioliRiprendiamo un vecchio e interessante articolo de Il Foglio, pubblicato nel maggio 2016, dal titolo “Sole che sorge sui Parioli”, in cui troviamo tante storie e personaggi che hanno segnato nel bene e nel male la vita dei nostri quartieri.

Succede ai Parioli. Già quartiere per generoni affluenti, fascini discreti delle borghesie, poi sottoposto a damnatio memoriae, crollo dei prezzi, fuga dei cervelli; e popolazioni solo filippine, dicono i detrattori. Eppure, tanti movimenti sotterranei, e qualche avventura, non solo immobiliare. Sul fronte pinciano, verso villa Borghese, ecco palazzi di suprema eleganza londinese, di proprietà GINEVRA ELKANNBrachetti-Peretti, ove alloggiano nuovi arrivi; Ginevra Elkann, passione cinematografica, in un attico che guarda i meglio pini di Roma (quando è a Roma), mentre più giù, l’appartamentone della marchesa Giovanna Sacchetti appena rilocata qui ai Parioli con un’operazione immobiliare che ha destato scalpori; ha venduto infatti il piano nobile di palazzo Sacchetti in via Giulia, cartolarizzando un mito; progettato dal Sangallo e affrescato da Pietro da Cortona. Lì furono girate molte scene della “Grande bellezza”di Paolo Sorrentino, quelle malinconiche in cui i finti “Colonna di Reggio” abitavano un sottoscala, salendo a rimirare i saloni inserendo una monetina nell’apposita gettoniera. La marchesa Sacchetti invece per niente spiantata ha venduto per 30 milioni al finanziere gentiluomo Robert de Balkany già marito di Gabriella di Savoia, che ha fatto appena in tempo a buscaglione_01pagare, e a spirare (ma non a traslocare). Ma ai Parioli la marchesa si trova benissimo, coi padroni di casa squisiti Brachetti-Peretti (a Roma qualcuno sbaglia e li chiama “braghetti”, Laura Laurenzi scrisse un pezzo sul “Giardino dei finti contini”, circa un titolo comitale dubbio, però il loro villino non distante da qui è come si dice prestigioso, e con rara piscina). La marchesa è entusiasta, a parte i complicati pertugi del palazzo, per cui talvolta alcuni giovani ospiti Elkann si ritrovano in un burraco di matrone; ma sono cose che capitano, ai Parioli. O almeno da questa parte, du côté del Pinciano, avamposto araldico del quartiere: qui per esempio vive e grandiosamente opera Carlino Perrone, conte di San Martino, gentiluomo torinese-romano casati-stampagià proprietario del Secolo XIX, già precedentemente fuso con la Stampa e oggi dunque azionista con il 5 per cento del colosso “Stampubblica”, un 5 per cento che vale come quarto di nobiltà; sangue blu di editore oltretutto puro, e antico: il papà era proprietario del Messaggero che dopo fu venduto a Franco Caltagirone; l’editore impuro abita invece qualche centinaio di metri più giù, in un villone enorme chiamato “I tre delfini”, con cancellate ittiche perché in precedenza dei Parodi appunto Delfino; villone si dice sempre tiepidino d’inverno per sensibilità a bollette troppo alte, nonostante la quota importante di famiglia nel gestore Acea. Da questa villa – duemila metri quadri, la più misterica di Roma, un audrey con il figlio lucatempo era un convento di suore, con celle e segrete, ceduta poi ai Parodi e poi ai Calta – uscì in sfortunate circostanze Luisa Farinon, moglie di Franco e sorella della più nota conduttrice Gabriella, già “viso d’angelo” televisivo; un filippino – chi altri, da queste parti – sbroccò, portandosi via la signora, che fu poi recuperata fortunosamente in Slovenia, e il filippino prontamente suicida. Continue reading