CORSO D’ITALIA, IN TANTISSIMI STAMATTINA DAVANTI ALLA CGIL

In tantissimi stamattina alle 10 davanti alla sede della Cgil in corso d’Italia. E tante le bandiere: della stessa Cgil, delle categorie, dell’Anpi. Aperte e presidiate tutte le camere del lavoro in Italia e sit in presso la sede nazionale a Roma. Così la Cgil, insieme agli altri sindacati, risponde all’attacco di ieri, mentre prepara una manifestazione per sabato prossimo: “Cgil, Cisl e Uil organizzeranno sabato 16 ottobre a Roma, una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”, fanno sapere le organizzazioni sindacali. Continue reading

METRO CASTRO PRETORIO E POLICLINICO ANCORA CHIUSE

METRO ROMADopo un anno si spengono le candeline per il compleanno, ma anche le speranze degli utenti. Infatti, era il 5 ottobre 2020 quando la fermata della metropolitana B Castro Pretorio chiudeva per lavori. La vicina Policlinico l’avrebbe seguita nemmeno due mesi dopo, il 29 novembre. Privando così l’intero quartiere, dove si concentrano poli nevralgici come il Policlinico Umberto I e l’università Sapienza, di due stazioni. E facendo così confluire tutto il “traffico” dei pendolari alla fermata di Bologna. Entrambe le fermate sono state chiuse per “lavori di sostituzione integrale degli impianti di traslazione (scale mobili e ascensori, ndr) arrivati a fine vita tecnica dopo 30 anni di utilizzo” avevano spiegato da Atac. Durante i lavori, però, sono emerse altre criticità: “All’interno della fermata è stata riscontrata anche la presenza di elementi in amianto, che sono stati sostituiti da materiali in acciaio. Sono stati, inoltre, adeguati gli spazi per consentire procedure di evacuazione coerenti con le nuove normative anti-incendio”.

CGIL: QUEI FRANCOBOLLI IN RICORDO DI GIUSEPPE DI VITTORIO

indexIl 4 luglio 2017 fu emesso un  francobollo in ricordo di Giuseppe Di Vittorio segretario Cgil nel 60° della scomparsa. Il francobollo, del valore di euro 0,95, venne stampato in rotocalcografia su bozzetto di Claudia Giusto. Rappresenta un ritratto del sindacalista sullo sfondo di una fotografia scattata in occasione della manifestazione del 1° Maggio del 1952 a Cerignola. Un altro francobollo commemorativo sul sindacalista è stato emesso nel 2007. “Il più importante sindacalista italiano del XX secolo, leader storico della Cgil, era un bracciante di umili origini: un “cafone” pugliese, come lui stesso si definiva.” “Viene colto da un malore a Lecco il 3 novembre 1957, poco dopo una riunione con i quadri locali della Cgil: muore sul campo, come si addice ad un combattente indomito.” Il lavoro, la democrazia e la cultura come mezzo di riscatto sociale e di emancipazione: questi i punti cardine, i valori sui quali Giuseppe Di Vittorio ha fondato la sua esistenza e il suo impegno politico e sindacale. Nato a Cerignola nel 1892, costretto a lasciare la scuola ancora bambino per lavorare come bracciante, grazie alla sua profonda dignità personale e al suo coraggio, divenne non solo uno dei più grandi sindacalisti italiani, s-l500il più illustre tra i promotori del “Patto di Roma” nel 1944 che diede vita alla Cgil unitaria, ma anche una figura di spicco del sindacalismo internazionale, come dimostra la sua elezione a presidente della Federazione Sindacale Mondiale nel 1955. Nonostante fosse stato eletto in carcere deputato nelle fila del Psi e divenuto in seguito un dirigente del Pci, Di Vittorio propugnò sempre l’ideale di un sindacato unitario e autonomo rispetto all’influenza della politica, come nel caso della presa di distanza in occasione dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956. La sua attività in difesa dei lavoratori, iniziata ancora ragazzo all’epoca delle prime lotte contadine nel Sud e terminata con la morte nel pieno del boom economico postbellico e condotta per anni in clandestinità durante il Regime fascista, ha contribuito ad un miglioramento sensibile delle condizioni generali di vita dei ceti meno abbienti, trasformando il volto e l’economia del nostro Paese.

CORSO D’ITALIA: IERI, ASSALTATA E DEVASTATA LA SEDE DELLA CGIL

La guerriglia di ieri ad opera di fascisti e no green pass ha avuto il momento clou nell’assalto alla sede della Cgil a Corso Italia. Migliaia di persone si sono accalcate sotto le finestre della sede del sindacato, tra cori e striscioni al grido di “Nessuno può toglierci il lavoro che ci siamo conquistati onestamente e duramente”, “Landini dimettiti”. La situazione in pochi minuti è degenerata. Al grido di ‘No Green Pass’ e ‘libertà’ un gruppo di manifestanti No vax ha prima sfondato il portone e poi occupato la sede nazionale del più importante sindacato italiano La polizia, poi, è riuscita a fermare i manifestanti. “La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte”, ha twittato la Cgil.  “L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto di squadrismo fascista. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Domattina (oggi, ndr) alle 10, davanti la sede della Cgil, – ha aggiunto – è convocata d’urgenza l’assemblea generale della Confederazione per decidere tutte le iniziative necessarie”. Solidarietà alla Cgil è stata espressa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da tutti i partiti e forze sociali.

GRAB: LE PROPOSTE DI FRANCESCA DEL BELLO E PATRIZIO DI TURSI

DEL BELLO 2Come sappiamo, il 17 e 18 ottobre gli elettori del II Municipio torneranno alle urne, stavolta per scegliere tra Francesca Del Bello e Patrizio Di Tursi. Chi avrà la meglio, sarà il nuovo presidente, con la candidata del Centrosinistra in gioco per un secondo mandato. Ecco quali sono le idee e proposte dei due candidati rispetto al progetto della ciclovia che dovrebbe attraversare Villa Ada e via Guido Reni. Afferma Francesca Del Bello: “Inopportuno convocare conferenza dei servizi per approvare Grab a via Guido Reni, non per contrarietà, ma come sempre in queste cose, laddove ci sono elementi di delicatezza dei luoghi come Villa Ada o molteplicità di interventi come via Reni, l’intervento del Grab va pensato e progettato insieme alle altre cose previste, vedi la tranvia. La politica deve fermarsi e ascoltare.”   Dice Di Tursi: “Io sono a favore della ciclabile e del Grab, è necessario che una città si doti di queste vie di comunicazione alternative. Bisogna però capire, con i cittadini quali sono le loro esigenze, capire dove è più opportuno far passare il Grab.”