POLICLINICO: NO GREEN PASS DEVASTANO IL PRONTO SOCCORSO

logo-policlinico-umberto-IUn grave episodio è avvenuto nella serata di ieri, arrivando a suggellare una giornata con incidenti tra polizia e manifestanti in pieno centro e l’assalto alla sede della Cgil al termine della manifestazione No Green Pass. Una trentina di persone sono arrivate al pronto soccorso del Policlinico dell’Umberto I, devastando uno dei reparti dove si trovava un manifestante ferito che, in stato di fermo, era stato trasportato in ospedale per essere medicato. Gli aggressori hanno danneggiato diverse suppellettili. Secondo quanto riferito dalla Questura, il manifestante ha rifiutato il triage, ha dato in escandescenza e ha rifiutato il protocollo Covid, e ha provato anche a fare un video. Identificato è stato denunciato per resistenza e lesioni e per essersi rifiutato di fornire le proprie generalità. La situazione è tornata alla normalità solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine. In tutto sono rimaste ferite quattro persone nella colluttazione, due operatori sanitari e due agenti della Digos Gli aggressori sono riusciti a dileguarsi impunemente ma sono in corso le indagini per accertarne l’identità. Sul fatto che il loro obiettivo fosse “liberare” il manifestante ferito, un uomo proveniente dalla Sicilia, invece non sembrano esserci dubbi.

CORSO D’ITALIA, IN TANTISSIMI STAMATTINA DAVANTI ALLA CGIL

CGIL 1In tantissimi stamattina alle 10 davanti alla sede della Cgil in corso d’Italia. E tante le bandiere: della stessa Cgil, delle categorie, dell’Anpi. Aperte e presidiate tutte le camere del lavoro in Italia e sit in presso la sede nazionale a Roma. Così la Cgil, insieme agli altri sindacati, risponde all’attacco di ieri, mentre prepara una manifestazione per sabato prossimo: “Cgil, Cisl e Uil organizzeranno sabato 16 ottobre a Roma, una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”, fanno sapere le organizzazioni sindacali. Continue reading

VIA TIBURTINA, CHIUSO IL BAR DOVE UN UOMO AVEVA PERSO LA VITA

VIA TIBURTINAIl questore di Roma ha deciso la chiusura del bar-kebab «Bosporus» in via Tiburtina dove, il primo ottobre scorso, un avventore ubriaco aveva perso la vita a seguito di un pugno sferratogli dal figlio del proprietario. La notifica del provvedimento, emesso dopo l’istruttoria della della Questura, è stata eseguita dagli agenti del commissariato San Lorenzo. Il proprietario dell’attività era già stato sanzionato per aver somministrato alimenti e bevande in assenza di licenza dalla polizia e dai vigili urbani. Il figlio del proprietario, 18enne incensurato nato a Crotone ma originario della Turchia, è stato arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale per aver colpito Luca Perrone, di 58, al volto con un pugno. La vittima, era conosciuta nel rione e in passato già coinvolta in alcune liti, secondo i testimoni era ubriaca e importunava gli altri avventori. Da qui è nata la discussione, quindi la colluttazione fatale.

METRO CASTRO PRETORIO E POLICLINICO ANCORA CHIUSE

METRO ROMADopo un anno si spengono le candeline per il compleanno, ma anche le speranze degli utenti. Infatti, era il 5 ottobre 2020 quando la fermata della metropolitana B Castro Pretorio chiudeva per lavori. La vicina Policlinico l’avrebbe seguita nemmeno due mesi dopo, il 29 novembre. Privando così l’intero quartiere, dove si concentrano poli nevralgici come il Policlinico Umberto I e l’università Sapienza, di due stazioni. E facendo così confluire tutto il “traffico” dei pendolari alla fermata di Bologna. Entrambe le fermate sono state chiuse per “lavori di sostituzione integrale degli impianti di traslazione (scale mobili e ascensori, ndr) arrivati a fine vita tecnica dopo 30 anni di utilizzo” avevano spiegato da Atac. Durante i lavori, però, sono emerse altre criticità: “All’interno della fermata è stata riscontrata anche la presenza di elementi in amianto, che sono stati sostituiti da materiali in acciaio. Sono stati, inoltre, adeguati gli spazi per consentire procedure di evacuazione coerenti con le nuove normative anti-incendio”.

CGIL: QUEI FRANCOBOLLI IN RICORDO DI GIUSEPPE DI VITTORIO

indexIl 4 luglio 2017 fu emesso un  francobollo in ricordo di Giuseppe Di Vittorio segretario Cgil nel 60° della scomparsa. Il francobollo, del valore di euro 0,95, venne stampato in rotocalcografia su bozzetto di Claudia Giusto. Rappresenta un ritratto del sindacalista sullo sfondo di una fotografia scattata in occasione della manifestazione del 1° Maggio del 1952 a Cerignola. Un altro francobollo commemorativo sul sindacalista è stato emesso nel 2007. “Il più importante sindacalista italiano del XX secolo, leader storico della Cgil, era un bracciante di umili origini: un “cafone” pugliese, come lui stesso si definiva.” “Viene colto da un malore a Lecco il 3 novembre 1957, poco dopo una riunione con i quadri locali della Cgil: muore sul campo, come si addice ad un combattente indomito.” Il lavoro, la democrazia e la cultura come mezzo di riscatto sociale e di emancipazione: questi i punti cardine, i valori sui quali Giuseppe Di Vittorio ha fondato la sua esistenza e il suo impegno politico e sindacale. Nato a Cerignola nel 1892, costretto a lasciare la scuola ancora bambino per lavorare come bracciante, grazie alla sua profonda dignità personale e al suo coraggio, divenne non solo uno dei più grandi sindacalisti italiani, s-l500il più illustre tra i promotori del “Patto di Roma” nel 1944 che diede vita alla Cgil unitaria, ma anche una figura di spicco del sindacalismo internazionale, come dimostra la sua elezione a presidente della Federazione Sindacale Mondiale nel 1955. Nonostante fosse stato eletto in carcere deputato nelle fila del Psi e divenuto in seguito un dirigente del Pci, Di Vittorio propugnò sempre l’ideale di un sindacato unitario e autonomo rispetto all’influenza della politica, come nel caso della presa di distanza in occasione dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956. La sua attività in difesa dei lavoratori, iniziata ancora ragazzo all’epoca delle prime lotte contadine nel Sud e terminata con la morte nel pieno del boom economico postbellico e condotta per anni in clandestinità durante il Regime fascista, ha contribuito ad un miglioramento sensibile delle condizioni generali di vita dei ceti meno abbienti, trasformando il volto e l’economia del nostro Paese.

CORSO D’ITALIA: IERI, ASSALTATA E DEVASTATA LA SEDE DELLA CGIL

LA CGIL IERILa guerriglia di ieri ad opera di fascisti e no green pass ha avuto il momento clou nell’assalto alla sede della Cgil a Corso Italia. Migliaia di persone si sono accalcate sotto le finestre della sede del sindacato, tra cori e striscioni al grido di “Nessuno può toglierci il lavoro che ci siamo conquistati onestamente e LOGO CGILduramente”, “Landini dimettiti”. La situazione in pochi minuti è degenerata. Al grido di ‘No Green Pass’ e ‘libertà’ un gruppo di manifestanti No vax ha prima sfondato il portone e poi occupato la sede nazionale del più importante sindacato italiano La polizia, poi, è riuscita a fermare i manifestanti. “La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte”, ha twittato la Cgil.  “L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto di squadrismo fascista. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Domattina (oggi, ndr) alle 10, davanti la sede della Cgil, – ha aggiunto – è convocata d’urgenza l’assemblea generale della Confederazione per decidere tutte le iniziative necessarie”. Solidarietà alla Cgil è stata espressa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da tutti i partiti e forze sociali.

LA STORIA SI RIPETE: 8 GENNAIO 1964, ATTENTATO ALLA SEDE CGIL

cgil corso d'italiaCorso d’Italia, 8 gennaio 1964: alle 22.45 viene fatta esplodere una bomba davanti alla sede nazionale della Cgil. In risposta all’attentato dinamitardo, che reca ingenti danni all’edificio e i cui mandanti vengono individuati nelle forze della destra reazionaria e neo-fascista, la Confederazione indice per il giorno successivo uno sciopero generale in difesa dei diritti sindacali e delle libertà democratiche.

GRAB: LE PROPOSTE DI FRANCESCA DEL BELLO E PATRIZIO DI TURSI

DEL BELLO 2Come sappiamo, il 17 e 18 ottobre gli elettori del II Municipio torneranno alle urne, stavolta per scegliere tra Francesca Del Bello e Patrizio Di Tursi. Chi avrà la meglio, sarà il nuovo presidente, con la candidata del Centrosinistra in gioco per un secondo mandato. Ecco quali sono le idee e proposte dei due candidati rispetto al progetto della ciclovia che dovrebbe attraversare Villa Ada e via Guido Reni. Afferma Francesca Del Bello: “Inopportuno convocare conferenza dei servizi per approvare Grab a via Guido Reni, non per contrarietà, ma come sempre in queste cose, laddove ci sono elementi di delicatezza dei luoghi come Villa Ada o molteplicità di interventi come via Reni, l’intervento del Grab va pensato e progettato insieme alle altre cose previste, vedi la tranvia. La politica deve fermarsi e ascoltare.”   Dice Di Tursi: “Io sono a favore della ciclabile e del Grab, è necessario che una città si doti di queste vie di comunicazione alternative. Bisogna però capire, con i cittadini quali sono le loro esigenze, capire dove è più opportuno far passare il Grab.”

TYPIMEDIA: UN LIBRO SU CENTO ANNI DI QUARTIERE NOMENTANO

Copertina_CE-Nomentano_SITO-pivccola-500x500“Come eravamo. Nomentano 1865 – 1960” è la nuova tappa del progetto editoriale che Typimedia dedica alla memoria dei quartieri di Roma. Una straordinaria opera collettiva nata grazie alla partecipazione diretta delle famiglie del quartiere, ma anche delle parrocchie, gli ospedali, le attività storiche che hanno condiviso il loro archivio fotografico e le tante storie che ogni immagine porta impresse. Novantacinque anni di storia durante i quali il nostro Paese affronta le guerre risorgimentali, due conflitti mondiali, una campagna di resistenza e, infine, l’inizio del processo di industrializzazione. Attraverso emozionanti foto d’epoca si parte dal periodo pontificio per arrivare fino all’Italia del boom economico. Gli scatti in bianco e nero raccolti dal curatore del volume, Antonio Tiso, mostrano la presa di Porta Pia, le strade sterrate e le campagne di inizi Novecento, i primi cantieri, luoghi come piazza Bologna e via Livorno quando ancora non avevano l’aspetto attuale. E ancora: le scene dei post bombardamenti, i volti dei combattenti per la libertà, la vita degli studenti universitari alla Sapienza, i primi scout di viale delle Province, i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, i matrimoni in tram, il volto amico del maestro Manzi. Accanto ai grandi temi si affiancano piccole storie di vita quotidiana, dense di calore, nelle quali viene spontaneo identificarsi per il loro carattere universale. E così, pagina dopo pagina, affiorano tesori nascosti che aspettavano solo di essere ripuliti dalla polvere per diventare parte di un libro collettivo. “Come eravamo” è un emozionante viaggio nella memoria che recupera e valorizza la conoscenza e la consapevolezza del nostro passato.

SAN LORENZO AL VERANO IN VARI FRANCOBOLLI D’EPOCA

francobollo 1sopr2_bigAlcuni francobolli d’epoca che raffigurano la chiesa di San Lorenzo al Verano. Uno, era stato stampato durante il Fascismo, dalla Repubblica sociale italiana, francobollo 2del valore di 25 centesimi. Un’altro per l’importo di 2 lire, era del 1945, all’indomani della guerra. Ce ne è pure uno delle poste vaticane da 25 lire che risale al 1949.