PARIOLI_FOTOGRAFIA: VIDEOCORSO DI BASE

fotoOtto videolezioni per imparare a fotografare meglio! Grazie a un videocorso base di fotografia imparerai a fare meno foto e fatte meglio! Non userai più la macchina fotografica in modalità “automatico”! Gilberto Maltintiti insegnerà a usare gli strumenti principali: Iso, white balance, esposimetro, coppia tempo/diaframma, corretta esposizione, autofocus singolo e continuo, scatto singolo e continuo, flash e uso del cavalletto per la fotografia notturna. Imparerai a scaricare le fotografie dalla macchina al computer, a postprodurle con i programmi di fotoritocco e archiviarle meglio. Per acquistare questo videocorso di otto lezioni, €150, scrivi una mail gilberto@pariolifotografia.it. Puoi anche telefonare al 3397781836 / 068075666

APPUNTAMENTI ONLINE DAI MUSEI CIVICI (24 FEBBRAIO/2 MARZO 2021)

Educare alle mostre, educare alla cittàEducare alle mostre, educare alla città propone, lunedì 1 marzo alle 16:30 per la rubrica Raccontare le mostre, l’appuntamento La via delle api, a cura di Massimo Capula, Carla Marangoni e Paola Marzoli. Si parlerà della mostra omonima, allestita al Museo Civico di Zoologia (dal 25 febbraio al 27 giugno 2021), un percorso sensoriale attraverso il mondo delle api e i loro prodotti. Il Mausoleo di Augusto ritrovato è al centro dell’incontro di martedì 2 marzo alle 16.30, a cura di Elisabetta Carnabuci e Sebastiano La Manna. Per prenotazioni telefonare al numero 060608. Gli incontri sono gratuiti su piattaforma Google Suite e aperti a tutti, una sezione è riservata all’interlocuzione con i relatori. Si suggerisce di entrare con il browser Google Chrome. info_didatticasovraintendenza@comune.roma.it aMICi online continua sulla piattaforma Google Suite con l’appuntamento di mercoledì 24 febbraio alle 16 Le sculture di Villa Borghese. Una collezione dalla villa al deposito, dal Museo Pietro Canonica a Villa Borghese.  Continue reading

IL MUNICIPIO SULLA FRANA TRA VIALE PILSUDSKI E VIA ARCHIMEDE

FRANA TRA VIALE PILSUDSKI E VIA ARCHIMEDEScrive il Municipio: “Come noto, lo scorso 5 febbraio si è verificata una frana del costone, prospiciente viale Pilsudski, che ha generato lo sgrottamento del piano stradale di via Archimede, all’altezza dell’ascensore a servizio dei box privati sul medesimo viale. Si ritiene utile e doveroso informare la Cittadinanza, in primis i residenti di zona, riguardo l’evolversi della situazione e, soprattutto, in ordine alle azioni messe in campo dal Municipio Roma II ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità. Con tempestivo intervento, i Vigili del Fuoco, insieme agli Uffici della Direzione Tecnica Municipale e al II Gruppo di Polizia Locale di Roma Capitale, presenti sul posto, hanno provveduto ad adottare le seguenti misure cautelative:  interdizione sedi stradali interessate; transennamento delle succitate zone, su via Archimede eseguito dal Municipio Roma II, mentre su viale Pilsudski, è intervenuto il Dipartimento Simu. Continue reading

SI RIBALTA CON L’AUTO IN VIA LIVORNO E FINISCE IN OSPEDALE

l'auto a via livornoSi è ribaltato con l’auto danneggiando anche due vetture parcheggiate. L’incidente è avvenuto nella serata di sabato a piazza Bologna. Il conducente è stato trasportato in ospedale in codice rosso. Il sinistro è avvenuto alle 22 in via Livorno. Sul posto sono quindi intervenuti gli agenti del II Gruppo Sapienza della Polizia Locale di Roma Capitale ed i vigili del fuoco che hanno trovato il veicolo su un fianco. Alla guida un uomo di 77 anni, aiutato dai passanti e poi affidato alle cure del personale del 118 che l’ha trasportato all’ospedale San Giovanni. Un incidente le cui cause sono ancora in corso di accertamento nel corso del quale sono rimasti danneggiati due veicoli che si trovavano in sosta su via Livorno. A causa dei detriti e delle macchie d’olio sull’asfalto il traffico è stato rallentato per molte ore.

VILLA ADA, UN FIORE PER HANS E SOPHIE SCHOLL

101432955-bd1b09dd-3357-4294-889f-c5e47d13cc00Nel 78esimo anniversario del sacrificio di Hans e Sophie Scholl – e degli altri giovani martiri tedeschi, eroi della Resistenza europea aderenti al gruppo della ‘Rosa Bianca’ – l’Osservatorio Sherwood invita i cittadini di Roma a portare oggi un omaggio floreale alla lapide del viale di Villa Ada, che nel 1995 l’allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli, decise di intitolare alla loro memoria.

SALARIO/NOMENTANO: PEDANE E POSTI AUTO “RUBATI”

VIA TEVERE PEDANAPEDANE A VIA BERGAMOScrive Gianni su Facebook: “L’accerchiamento continua , ennesima pedana a via Brescia. Mi sembra impellente a questo punto, considerando che ulteriori pedane sono all’orizzonte, che anche a noi residenti qualcuno pensi. La mia non è una guerra verso i ristoratori o i proprietari dei bar che giustamente sfruttano le opportunità a loro date per cercare di incrementare il loro fatturato, sensibilmente compromesso dalla pandemia, ma ritengo che sia necessaria una contropartita per noi che questo quartiere lo abitiamo. Una volta per tutte è possibile allargare la zona dove è consentito parcheggiare? Inoltre vorrei sapere in quali garage sono i posti garantiti per ogni pedana, via alessandriacome ci era stato promesso.” E Manuel fa un elenco puntuale delle pedane installate e dei posti auto così eliminati:  via Alessandria (corso d’Italia-piazza Alessandria) 7 pedane (22/23 posti auto): via. Paoletti + via Pagliari 2 pedane (5/6 posti); via Ancona 4 pedane (7/8 posti); via Bergamo 10 pedane (19/22 posti); via Brescia 4 pedane (8/9 posti); via Messina 4 pedane (9/10 posti); via Mantova 4 pedane (9/11 posti); via VIA BRESCIA 1Alessandria (piazza Alessandria-piazza R. Margherita) 3 pedane (8 posti); Reggio Emilia 1 pedana (2 posti); via Cagliari 2 pedane (7 posti); via Alessandria (piazza R. Margherita – corso Trieste) 2 pedane (3 posti); via. Novara 2 pedane (7/8 posti); via Nomentana (porta pia-cso Trieste) 2 pedane (4 posti); via le R. Margherita (via Nizza-via Nomentana) 1 pedana (2 posti). Totale pedane 48, posti 112/123.

FRANA DI VIA ARCHIMEDE: LA PAURA DEI RESIDENTI

VIA ARCHIMEDE“Abbiamo paura che il palazzo crolli da un momento all’altro, il Comune deve intervenire immediatamente”, commentano spaventati i residenti del civico 199 in via Archimede, nel quartiere Parioli. Sotto le loro case c’è il costone di roccia franato il 5 febbraio scorso, il masso che si è staccato è ancora lì e sembra poter cadere da un momento all’altro su viale Pilsudski. Ma ancor più pericoloso è il vuoto che si è creato in seguito alla frana: al posto della roccia ora c’è una cavità profonda circa 6 metri che arriva quasi fin sotto le case di via Archimede. Il II municipio guidato da Francesca Del Bello ha chiesto “l’intervento immediato del dipartimento della protezione civile per valutare la geometria della cavità e le sue caratteristiche meccaniche e per valutare l’utilizzo del dispositivo laser scanner per l’indagine puntuale del vuoto”. Continue reading

I FIORI DI MUSTAFÀ IN VIA SALARIA

MUSTAFA-ALIMustafà è tornato. Dopo qualche tempo, eccolo lì accanto al muretto del palazzo di via Salaria che fa angolo con via Savoia. E grazie a lui sulla grata, quando non piove, crescono tantissimi fiori di carta. Mustafà Alì, rifugiato politico egiziano, oppositore di Mubarak, fuggito dal suo paese è arrivato in Italia nel 1992. Deve essere di animo gentile Mustafà, se ha pensato, lui che nella vita faceva proprio il giardiniere, di coltivare fiori un po’ così, fatti con sapienza e maestria dalle sue mani esperte. C’è da vederle quelle rose, destinate a non appassire: si possono prendere con qualche euro, per un cadeau improvvisato o per dare colore e calore. E Mustafà, che parla quattro lingue, viaggia l’Europa con i suoi fiori. Lo si può trovare in un boulevard di Parigi o in una straße di Vienna. Ma più spesso è a Roma, anche a corso d’Italia. L’invito ai lettori è quello di andare a trovarlo e prendere una rosa o un margheritone del suo giardino.

A SAN LORENZO GLI ULTIMI ANNI DI GINO GIROLIMONI, IL “MOSTRO”

Gino_GirolimoniGino Girolimoni (Roma, 1º ottobre 1889 – Roma, 19 novembre 1961) è stato un fotografo e mediatore italiano ingiustamente accusato di essere il Mostro di Roma, un pedofilo assassino autore di 5 omicidi rimasti irrisolti fra il 1924 e il 1927. Venne accusato ingiustamente di essere il Mostro di Roma, responsabile negli anni venti dello stupro di sette bambine e dell’omicidio di cinque di loro. Nonostante fosse innocente, fu vittima di una campagna mediatica che lo indicò come sicuro responsabile su pressione del regime fascista che voleva accreditarsi come garante dell’ordine. Successivamente venne scagionato, ma ne ebbe comunque la vita sconvolta. Girolimoni, non riuscendo più a proseguire il suo lavoro, perse ben presto il suo discreto patrimonio, cercando in seguito di sopravvivere riparando biciclette o facendo il ciabattino a San Lorenzo. Morì, poverissimo, nel 1961. Ai funerali, celebrati il 26 novembre nella basilica di San Lorenzo fuori le mura, parteciparono solo pochi amici, fra i quali il commissario Dosi. La salma fu tumulata nel cimitero del Verano a spese di alcuni amici nella tomba di un conoscente, per essere successivamente traslata in una fossa a terra e infine dispersa nell’ossario comune. Nel 2015 una signora romana che aveva preso a cuore la storia di Girolimoni ha fatto apporre a sue spese una lapide nell’ossario comune del cimitero.

QUEL DELITTACCIO DI SAN LORENZO: ERA IL 22 FEBBRAIO 2002

Nella macabra galleria dei delitti e dei pasticciacci romani, a partire dallo scempio di ragazzine ai tempi dell’incolpevole Girolimoni, passando per Wilma Montesi, i festini hard della marchesa Casati Stampa, il massacro del Circeo, via Poma e l’Olgiata, c’è un omicidio che – in quanto a glaciale efferatezza del killer – li batte tutti. Era il 22 febbraio 2000, l’alba di un nuovo secolo (e millennio) che si lasciava alle spalle memorabili Francesca Moretti-Daniela Stutoreportage in bianco e nero, rischiarati dai lampi al magnesio dei fotografi. Via dello Scalo San Lorenzo, ore 17. Il giallo cominciò così: la corsa disperata di un’ambulanza verso il San Giovanni, nel tentativo di salvare la paziente sulla lettiga, che si contorceva in preda a spasmi tremendi. A tenerle la mano e asciugarle la fronte, in quel viaggio disperato, fu un’amica e coinquilina, salita anche lei sul mezzo di soccorso. Ma tutto fu vano. Morì due ore dopo, la sventurata. Si chiamava Francesca Moretti e aveva 29 anni: una sociologa preparata e sensibile, attiva nel sociale, innamorata della vita e dell’uomo che le aveva promesso di partire con lei. Il grande pubblico dei giornali e delle ricostruzioni tv, tuttavia, non è per il nome che la ricorda, ma per una definizione quasi certamente infondata e depistante: il «delitto della minestrina». Continue reading