INIZIATIVE: RICOSTRUIRE LA STORIA DI SAN LORENZO E DELLA SAPIENZA

L’Università La Sapienza e il Mlac – Museo laboratorio di arte contemporanea promuovono in collaborazione con l’Isfci – Istituto superiore di fotografia il progetto di Terza Missione, L’Università La Sapienza e il quartiere San Lorenzo, Tra storia orale e memoria visiva, con il patrocinio del Municipio Roma II. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare i rapporti tra l’università La Sapienza e il quartiere San Lorenzo, Tra storia orale e memoria visivadall’edificazione della città universitaria nel 1935 fino ai giorni nostri. Mediante la raccolta di testimonianze orali, fonti visive e laboratori fotografici condotti da studenti e studentesse dell’università La Sapienza e dell’Istituto Superiore di Fotografia, s’intende ricostruire la storia sul piano della memoria collettiva e dell’identità culturale, rafforzando il senso di appartenenza al territorio.

CASA DEL CINEMA: ONLINE MOSTRA SU SESSUALITÀ E DISABILITÀ

CASA DEL CINEMAÈ ufficialmente “aperta” “Sensuability: ti ha detto niente la mamma?”, la terza edizione della mostra-concorso che “abbatte pregiudizi, stereotipi e tabù legati ai temi della disabilità e della sessualità attraverso arte, cinema e fumetto”. La mostra si può visitare con un virtual tour nelle sale ‘Sergio Amidei’ e ‘Cesare Zavattini’della Casa del Cinema di Roma.

ABITAVA IN VIA SALARIA UMBERTO BARBARO, SAGGISTA E CRITICO

BARBAROUmberto Barbaro (Acireale, 3 gennaio 1902 – Roma, 19 marzo 1959) è stato un critico cinematografico e saggista italiano che ha abitato in via Salaria al civico 72. Barbaro è stato attivo in molti campi: narrativa, drammaturgia, cinema, critica e storia dell’arte figurativa. Nel 1923 è direttore della rivista La bilancia e collabora con Dino Terra, Vinicio Paladini e Paolo Flores. Nel 1927 è tra gli animatori del Movimento Immaginista, corrente “di sinistra” del Futurismo, attenta all’evoluzione culturale in Francia, America, Russia e Germania. È al fianco di Anton Giulio Bragaglia nella iniziativa del Teatro degli Indipendenti, a Roma. Conoscitore della lingua russa e tedesca traduce opere di Heinrich von Kleist, Michail Bulgakov e Frank Wedekind. È giornalista, saggista, novelliere e i suoi scritti appaiono in numerose riviste del tempo. Continue reading

RICOVERATO AL POLICLINICO IL BIMBO DI GUIDONIA MALMENATO

POLICLINICO PEDIATRIAHa riportato un trauma cranico e la frattura di un braccio il bambino di cinque anni arrivato al pronto soccorso del Policlinico Umberto I in ambulanza da Guidonia Montecelio la sera. I medici lo hanno ricoverato nel reparto di Pediatria con due mesi di prognosi. Da quanto si apprende sul suo stato di salute, il bimbo fortunatamente non è in pericolo di vita, ma resta in osservazione. I carabinieri della Compagnia di Tivoli che si occupano del caso stanno ricostruendo l’accaduto, passando al vaglio la posizione dei due amici della madre ai quali, secondo quanto da lei dichiarato, avrebbe affidato il figlio per poco tempo, per recarsi sul posto di lavoro. Al momento la coppia risulta irreperibile e i militari stanno verificando anche la veridicità del racconto fornito dalla donna. Per fare chiarezza sulla vicenda probabilmente nei prossimi giorni sarà ascoltato il bambino in audizione protetta. La Procura di Roma indaga per lesioni aggravate su minore.

IL MAXXI COMPIE 10 ANNI

logo_MAXXI_istituzionale_rosso_171114Un poster gigante, con una costellazione di reti e connessioni tematiche che hanno costruito un’anima, un’identità. Una sala a scacchi bianca e nera, per raccontare il Maxxi prima del Maxxi, quando ancora tutto era in costruzione nel maxxi[1]cantiere di Zaha Hadid. E poi un’impressionante Timeline, che scandisce, rimanda, moltiplica, ciò che è stato, come un’autostrada lanciata verso il domani. È con “Una storia per il futuro. Dieci anni di Maxxi” (17 febbraio – 29 agosto), che il Museo nazionale delle arti del XXI secolo riapre dopo le settimane di chiusura forzata e festeggia il suo primo decennio di vita, lavoro, ricerca, costruzioni. Una “mostra non IL MAXXImostra”, come la definisce la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, realizzata con la collaborazione dell’Ansa e curata da Hou Hanru, il direttore artistico del museo, che dopo aver ripensato il concetto di Collezione permanente con “Non basta ricordare” e dopo aver svuotato le gallerie per riempirle di suoni e performance con “Open Museum Open City”, ora compie un altro gesto radicale: una mostra immateriale, in cui le opere non sono presenti fisicamente ma sono raccontate in tutta la loro vitalità espressiva attraverso le immagini e le parole.

“MADAME & FIGARO”, PARRUCCHIERE DI CLASSE IN VIA RIETI

madame & figaroA via Rieti 19 c’è un parrucchiere della catena “Madame e Figaro”, sia per uomo che per donna e bambino. Tagli moderni, classici, e reparto estetico con manicure, pedicure, tinta. Se volete fissare un appuntamento, basta chiamare al numero 06/84.19.117. Ambiente sanificato e richiesta di nome, cognome e telefono come dovrebbe essere obbligatorio in questo periodo, anche se molti non rispettano tale regola che preserva la salute. Massima gentilezza e pure qualche attenzione gradita agli avventori: i gestori, durante la lavorazione, mandano in audio la musica preferita dal cliente, per aggiungere del piacere al tempo a lui/lei dedicato.

VIA ISONZO: ALESSANDRO SALARIS, VOCAZIONE BIOCHEF

ALESSANDRO SALARIS CHEFIn via Isonzo c’è il ristorante bio “Settecereali”. Chef, Alessandro Salaris. Proviamo a conoscere meglio questo cuoco provetto. Potremmo leggere la sua mano, ma non siamo chiromanti. Allora ci affidiamo agli astri. Che dice il suo oroscopo? Che professione avrebbe mai potuto fare Alessandro? Ci si può scommettere. Probabilmente attratto dall’ambito commerciale, a contatto con il pubblico e naturalmente dalla sua salaris 2passione: la gastronomia. E così è. In effetti Salaris è un mastro cuciniere, padre dell’impasto ai sette cereali. Sardo di origine, inizia la sua esperienza formativa già da giovanissimo. È l’azienda agricola “Paradiso”, di proprietà dei nonni, il luogo dove ha il primo contatto con la terra. Partecipando attivamente alla gestione aziendale, impara presto le tecniche dell’agricoltura biologica, dell’arte della norcineria e della salarislavorazione dei formaggi. Allo stesso tempo, apprende ed eredita dalla nonna marchigiana l’amore per una cucina naturale, di impostazione “povera”, che racchiude sapori autentici, ricorrendo sempre e soltanto ai buoni prodotti della propria azienda agricola. Piatti della tradizione, stagionalità degli alimenti, utilizzo di molteplici varietà locali, lievitazione a pasta madre, cotture lente a stufa o a legna, sono solo alcuni dei tratti più significati della sua arte culinaria. E Alessandro, re dei forni e degli impasti, ha un curriculum di tutto rispetto: si diploma all’Istituto alberghiero (anno 2002-2003). Svolge poi tirocinio  presso il ristorante la Pergola di Heinz Beck (anno 2002). Consegue il terzo livello di chef presso il Gambero Rosso (anno 2005). Continue reading

PORTA PIA E PORTA SALARIA, DUE STORIE MOLTO DIVERSE

porta piaNon che tutti i fratelli d’Italia siano uguali. E nemmeno le porte. Come Porta Pia o Porta Salaria, tanto per citarne due. Che, così vicine tra di loro, hanno avuto sorte che più lontana non sarebbe potuta essere. Guarda come vanno, a volte, le cose. La prima, conosciuta da tutti, famosa come Garibaldi, spolverata ogni 365 giorni per l’anniversario, rimessa completamente a nuovo ogni cinquant’anni. Fiori, corone, baldacchini, discorsi, vecchi reduci e bambini festanti. Addirittura cardinali che hanno saltato il fosso e ora esaltano l’evento. Un Museo all’interno, dove si trova pure la bicicletta con un solo pedale di Enrico Toti. E, poi, quella statua imponente, lì fuori sulla piazza, a guardia imperitura dello Stato italiano e del luogo. L’altra, a poco più di cento metri, nata porta salariaessa pure col nome di un papa dei tempi andati, ma più prosaicamente ribattezzata Salaria. Perché da lì, come tutti sanno, si arrivava – ancor oggi si arriva – dall’altra parte dell’Italia, all’Adriatico. Bizzarria della Storia, nel 410 d.C. dal suo ingresso era passato come un bersagliere il re dei visigoti, Alarico, per compiere il peggiore tra i sacchi di Roma. Evento epocale che sant’Agostino, nientemeno, aveva visto come segno della prossima fine del mondo o della punizione che Dio infliggeva ad una città corrotta (ma erano, evidentemente, altri tempi). Quello dei barbari, a rifletterci, era già un precedente sinistro. Perché i visigoti non erano passati per la porta poco più giù? Continue reading