ONLINE PER LA PRIMA VOLTA IL TEST D’INGRESSO ALLA LUISS

luissIl test di ingresso alla Luiss, Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli, per la prima volta sarà effettuato online. Prove dal 18 al 22 febbraio. Già da settembre l’ateneo di Confindustria ha ampliato i propri spazi con le nuove strutture in viale Romania per seguire le lezioni e studiare in sicurezza. Le domande di ammissione sono aumentate dell’8% per le triennali e del 13% per le magistrali

PAURA PER TERRENO FRANATO IN VIALE MARESCIALLO PILSUDSKI

VIALE PILSUDSKITanta paura ai Parioli per uno smottamento del terreno tra via Archimede e viale Maresciallo Pilsudski, all’altezza del numero civico 32. Sul posto sono arrivate le pattuglie del II Gruppo Parioli della Polizia Locale di Roma Capitale che, su disposizione dei vigili del fuoco, hanno chiuso al traffico via Archimede, da via Barnaba Tortolini a via San Valentino, con deviazione dei mezzi Atac. I vigili del fuoco fanno sapere che c’è stata “una frana di un costone di roccia alto 20 metri” che fortunatamente non ha coinvolto “persone e abitazioni nel crollo”.

SAN LORENZO: CHIUSURE E MULTE PER GLI ASSEMBRAMENTI

piazza immacolata san lorenzoUna zona gialla da allarme rosso: è solo venerdì e in vista nel primo fine settimana con i locali aperti fino alle 18 è già emergenza assembramenti. Saltano le regole. Con le pattuglie della polizia locale costrette a intervenire dal rione Monti a Vigna Clara e San Lorenzo. La polizia locale ha chiuso temporaneamente piazza dell’Immacolata a causa degli assembramenti per consentire il deflusso delle persone. Controlli anche in centro e nelle altre zone di ritrovo dei ragazzi. Secondo quanto si apprende, è stato registrato un maggior afflusso di persone anche in centro. Nel cuore di Roma Nord sono dovute intervenire addirittura sei pattuglie per tenere a bada i responsabili della salumeria con somministrazione in largo di Vigna Stelluti: servivano aperitivi dopo le 18 e alla vista degli agenti del XV gruppo hanno dato in escandescenze, insultando e spintonando due agenti donna.

IL DIBATTITO SULLA QUESTIONE DEGLI ALBERI AL TIBURTINO

stazione-tiburtina-e-piazzale-map-768x475Scrive l’associazione Carteinregola: “Oggi 5 febbraio (ieri: ndr) è stata indetta una manifestazione di cittadini e comitati che da tempo sono in contrasto con l’Amministrazione per il “Piano di assetto per la riqualificazione dell’area della stazione Tiburtina“. Un conflitto nato, prima, per la sistemazione dell’area dopo l’abbattimento della Tangenziale est, che ha portato a una delibera di iniziativa popolare supportata da circa 8000 firme con un progetto per la viabilità alternativo a quello dell’Amministrazione, che dopo una serie di commissioni e assemblee pubbliche non è stato approvato per una serie di motivi; dopo, per la difesa delle alberature che dovrebbero essere abbattute, che secondo i cittadini sono “un’ottantina di alberi tra platani, pini, tigli, lecci ed olmi di oltre 30 anni saranno abbattuti nei prossimi mesi e anni“ e secondo l’amministrazione sono invece 12 alberi, a fronte di 43 nuove messe a dimora e 2 esemplari che saranno spostati. Chi ha ragione?”

SANT’ANDREA, QUELLA CHIESA FUORI PORTA (NEL 1500)

Tra viale Tiziano e via Flaminia, tra Valle Giulia e lo stadio Flaminio, purtroppo oggi chiusa dalle rotaie del tram, sorge una piccola chiesa, è Sant’Andrea fuori di Porta del Popolo o del Vignola, conosciuta anche come Tempietto di Sant’Andrea. La cappella fa parte delle strutture volute da papa Giulio III per la sua villa di campagna: villa Giulia. La chiesetta segnava appunto il confine della villa lungo la via Flaminia e fu costruita sui resti di un antico sepolcro romano per volontà del papa Del Monte quale ex-voto per essere stato liberato, nel 1527 quand’ era prelato, dalle orde di Carlo V a cui era stato consegnato da papa Clemente VII per garantire il rispetto degli accordi presi dal Papa con l’imperatore, dopo il sacco di Roma. La chiesa fu dedicata al Santo in quanto il Del Monte fu liberato dalla prigionia nel giorno di Sant’Andrea. Inoltre, in quel luogo sostò il cardinale Bessarione che portava a Roma le reliquie dell’apostolo (In memoria di questo avvenimento fu costruito il tempietto di S.Andrea, successivamente incluso nel cimitero di Ponte Milvio). La chiesa fu realizzata da Jacopo Barozzi da Vignola, tra il 1551 e in 1553 a pianta centrale con cupola ellittica con un finestrone di tipo termale nelle lunette laterali. Nella sua costruzione fu impiegata la “pietra serena” la pietra grigia di tante chiese fiorentine, invece del classico travertino. Le forme architettoniche si ispirerebbero al sottostante Mausoleo antico. La chiesa ha una concezione spaziale classicista, è uno degli edifici romani più armoniosi e sembra ispirarsi al Bramante sopratutto nella realizzazione grafica del sistema architettonico sul pavimento che raccorda la cupola ovale (un elemento architettonico completamente nuovo) alle semplice aula rettangolare dell’interno. Caduta in abbandono, venne restaurata da Luigi Valadier nel 1805, mentre nel 1852 fu aggiunto il campanile a vela. Fonte: romaduepass

MACRO DI VIA NIZZA, BATTENTI APERTI

MACROAnche il Macro di via Nizza riapre i battenti. I primi protagonisti sono Nathalie Du Pasquier per Solo/Multi, Carola Bonfili, Costanza Candeloro, Ludovica Carbotta, Gianluca Concialdi, Giulia Crispiani, Giorgio Di Noto, Beatrice Marchi, Diego Marcon, Francesco Pedraglio, Sagg Napoli, Davide Stucchi per Retrofuturo, Wolfgang Stoerchle per Aritmici, Simone Carella per Polifonia, Boy Vereecken per In-Design, Editions Mego per Musica da Camera, Soshiro Matsubara per Palestra, Playmen per Studio Bibliografico. L’invito è quello di prenotare la visita. I giorni di apertura saranno dal lunedì al venerdì, con orari prolungati dalle 11 alle 21, ingressi contingentati e sempre gratuiti.

PALMERIE, RISTORANTE ESOTICO NEL CUORE DEI PARIOLI

PALMERIE, RISTORANTE ESOTICOPalmerie, situato nel cuore dei Parioli, è un ristorante con cucina fusion e asiatica. Uno spazio arredato in stile Marocco e caratterizzato dall’atmosfera esotica. All’esterno Palmerie ospita una piazzetta che ripropone l’interior design caratteristico del ristorante, ornato da ombrelloni, tavoli e piante; un posto ideale per la pausa pranzo o per il brunch. Il sabato e la domenica, in particolare, Palmerie organizza un brunch internazionale con piatti dolci e salati, insieme ad una cocktail list Day – Time.

IL CASO MONTESI: UN GIALLO DA VIA TAGLIAMENTO A TORVAJANICA

WILMA MONTESIFurono necessari sei mesi perché la morte di Wilma Montesi diventasse almeno un mistero dopo essere stata frettolosamente liquidata come un incidente provocato da un malore. Dall’11 aprile al 6 ottobre 1953. E ancora oggi, quasi settant’anni dopo, quel giallo è rimasto. Insoluto, angosciante. Un pezzo di storia d’Italia che passato ben oltre mezzo secolo sembra così tanto attuale. La morte, il presunto omicidio, della bella ragazza che abitava in via Tagliamento 76 (qui in basso, la foto d’epoca dell’Istituto Luce) ritrovata senza vita, annegata, nelle acque di Torvajanica dopo essere scomparsa da un paio di giorni, potrebbe essere tranquillamente paragonato a uno dei tanti casi di cronaca nera degli ultimi anni, mesi, giorni. Un giallo da prima pagina, come se il tempo non fosse mai passato. E fu proprio uno scoop, una “bomba”, come la definirono allora, a trasformare la tragica fine dell’aspirante attrice – aveva 21 anni, mora, alta, slanciata e via tagliamento 76 CASA DELLA MONTESIbella – da un anonimo episodio – non certo per la sua famiglia, ma per il grande pubblico – in uno dei casi giudiziari più discussi. Un intrigo di sesso, politica, spettacolo, nobiltà e Roma bene, che fece dimettere un ministro degli Esteri, Attilio Piccioni, uno dei leader della Dc, e rinviare a giudizio il questore Saverio Polito, accusato di favoreggiamento. «La verità sulla morte di Wilma Montesi», titolava proprio il 6 ottobre ’53 il mensile «Attualità», stampato a Torino e diretto da Silvano Muto. Una verità sconvolgente che arrivava dopo due premature archiviazioni dell’inchiesta che aveva stabilito come la ragazza fosse morta durante un improbabile e solitario pediluvio. In realtà, secondo il giornalista (scomparso nel 2007) che allestì una copertina ad effetto con una coppia di spalle illuminata dai fari di un’auto, Wilma era morta durante un festino nella zona di Capocotta o di Castel Porziano, un party proibito a base di alcol e droga, e i partecipanti – credendola morta o comunque per non dover spiegare quell’ingombrante presenza e non avere guai con la giustizia – decisero di disfarsi del corpo abbandonandolo sulla spiaggia di Torvajanica. Continue reading