EMERGENZA FREDDO: DIAMO TUTTI UNA MANO

VIA MARSALA 4centro Salesiani don Bosco di via Marsala 4In questa emergenza freddo il centro Salesiani don Bosco di via Marsala 42, vicino alla stazione Termini, richiede urgentemente coperte, plaids, sacchi a pelo, indumenti pesanti per gli ultimi, 06 656121, chiedete di Cosimo Cossu. Poche parole e molte coperte. Condividete se potete.

PRENOTAZIONE ANCHE ALLE POSTE PER IL VACCINO ANTICOVID

via isonzoTra una raccomandata e un bonifico, il vaccino si prenoterà anche allo sportello postale. La Regione e Poste Italiane, in vista della campagna che a febbraio interesserà la fascia degli over 80, stanno lavorando all’accordo. La stretta di mano dovrebbe arrivare già nelle prossime ore e consentire agli anziani, popolazione che più delle altre frequenta gli uffici postali per il ritiro delle pensioni, di fissare l’appuntamento per la somministrazione del farmaco anti-Covid. “Speriamo di poter annunciare questa novità già nelle prossime ore. Vogliamo dare ai romani e al resto degli abitanti del Lazio la possibilità di effettuare la prenotazione non solo negli studi dei medici di famiglia”, auspica poste_via_mercallil’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. La mossa serve da una parte a snellire le operazioni e dall’altra a evitare assembramenti negli studi dei dottori, normalmente presi d’assalto durante questa fase dell’anno. Figurarsi all’era del coronavirus. Resta, però, il problema delle dosi dopo l’ultimo annuncio di Pfizer: arriverà il 29% in meno delle fialette previste. Un traguardo che, come detto, non tiene ancora conto degli anziani. Gli over 80 sono oltre 470 mila e per vaccinarli, incrociando le dita e PIAZZA BOLOGNA UFFICIO POSTALEsperando in buone notizie al capitolo forniture, la Regione si affida ai 4.000 medici di famiglia del Lazio, alle 1.500 farmacie e agli hub delle Asl. Poi c’è il discorso avviato con Poste Italiane. Se andrà in porto, la macchina allestita dalla Pisana potrà correre più veloce.

CENTENARIO DELLA NASCITA DEL PCI: SE NE PARLA SUL WEB

locandina pciIl Partito Comunista Italiano (Pci) è stato un partito politico italiano di sinistra, nonché il più grande partito comunista dell’Europa occidentale. Venne fondato il 21 gennaio 1921 a Livorno con il nome di Partito Comunista d’Italia come sezione italiana dell’Internazionale Comunista in seguito al biennio rosso, alla rivoluzione d’ottobre e alla separazione dell’ala di sinistra del Partito Socialista Italiano guidata tra gli altri da Nicola Bombacci, Amadeo Bordiga, Onorato Damen, Bruno Fortichiari, Antonio Gramsci e Umberto Terracini al XVII Congresso del Partito Socialista Italiano. Il 22 gennaio la Fondazione Gramsci organizza la lezione di Donald Sassoon dal titolo Il Pci, le Rivoluzioni e il Socialismo, in occasione del Centenario della nascita del Partito comunista italiano. Segui la diretta su @fondazionegramsci | www.fondazionegramsci.org alle ore 11:30.

BIOPARCO, L’INCREDIBILE VICENDA DELLE OTARIE

È guerra aperta ormai ai vertici del Bioparco. Potrebbe essere una delle tante, inesorabili, questioni che si generano praticamente in ogni Consiglio di amministrazione, con una mera lotta di potere fine a se stessa che disegna a suon di delibere il potere di una o dell’altra componente. Ma stavolta non è così. Perché in ballo c’è il benessere di due otarieotarie, provento di una donazione internazionale che, loro malgrado, sono finite al centro di una «notte dai lunghi coltelli». Andiamo con ordine. I due pinnipedi vivono da circa due anni nella vasca delle foche, un ambiente certamente non ottimale e per questo si è avviata una lunga (e chissà poi perché così lunga) procedura per la realizzazione di lavori ad hoc nella vasca degli ex orsi bianchi. A complicare la situazione, ovviamente, il coronavirus e il lockdown che ha portato pecunia di cassa e ritardi più o meno tecnici. Arriviamo così al 14 dicembre quando il Consiglio di amministrazione delibera con l’astensione del vice presidente e il voto contrario del presidente, il trasferimento delle Otarie al Delfinario di Malta. Continue reading

EMERGENZA FREDDO, L’ALLARME DEL MUNICIPIO

EMERGENZA FREDDO“L’emergenza freddo è uno di quei problemi che vanno risolti a livello comunale, non si può scaricare la responsabilità sui singoli municipi, che tra l’altro vedono diminuire sempre più i fondi dati dal Comune”. Non usa mezzi termini Carla Fermariello, assessora alle Politiche Sociali della seconda circoscrizione. Puntualmente, come ogni inverno, le temperature rigidissime riportano l’attenzione sui problemi nel dare alloggio a chi vive in strada, nel Trieste-Salario come in tutta Roma. Da novembre, come denunciato da Sant’Egidio, sono infatti già morte di freddo nove persone. Problemi che, da soli, i Municipi non riescono ad affrontare appieno. “Il II Municipio ha attivato un piano freddo già diversi mesi fa con il progetto delle “Stazioni di Posta” – prosegue Fermariello – che prevede la creazione di un centro di accoglienza integrato e multifunzionale per persone senza dimora o che vivono in condizioni di povertà estrema, che si trova a via degli Apuli, nel quartiere di San Lorenzo. Purtroppo i fondi destinati dal Comune sono sempre meno e perciò non è possibile intervenire in maniera ulteriore“. Fonte: Roma H24

PONTE DELLA MUSICA, SI AVVICINA IL GIORNO DELLE GRANDI PULIZIE

PONTE DELLA MUSICAÈ ormai imminente l’avvio dell’operazione recupero dell’area sotto al Ponte della Musica. Lo assicura a RomaH24 Angelo Diario, presidente della commissione capitolina allo Sport: “Non si andrà oltre la fine del mese. Da lì in poi metteremo in calendario altri interventi per mantenere l’area pulita”. Ma prima un passo indietro. L’area sotto al Ponte della Musica è da tempo oggetto di decine di segnalazioni da parte di cittadini e comitati esasperati per la grave situazione di degrado.  Il 21 novembre scorso si era tenuto un incontro per creare un Tavolo per la manutenzione, il recupero e la progettazione dell’area a uso sportivo e culturale a cui hanno partecipato istituzioni, associazioni e i cittadini per tentare di ridare lustro al ponte della Musica. Continue reading

QUANDO IL TRAM DELLA LINEA 1 PASSAVA A PONTE MILVIO

TRAM PONTE MILVIOIn pochi lo sanno, forse i più anziani, ma tra gli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta, su Ponte Milvio passava la linea 1 del tram. Del resto a Roma il tram passava davvero dappertutto: la linea con partenza dal capolinea di piazza del Popolo arrivava fino a piazzale di Ponte Milvio e restò attiva con alterne vicende da fine del 1800 fino agli inizi degli anni Sessanta. La linea verrà poi convertita finalmente in PONTE MILVIOautobus con l’eliminazione delle rotaie che verranno ripristinate negli anni Ottanta con la linea 2. Nelle vecchie foto, il tram 1 attraversa il ponte e in una delle due è affiancato da meno tecnologici carretti trainati da cavalli.

IL 18 GENNAIO 1977 LA MORTE DI RE CECCONI IN VIA FLAMINIA

RE CECCONIPerché un giocatore, giovane, bello, ricco – dopo essere stato carrozziere e figlio povero di un muratore – e famoso, vincente (ha alle spalle persino uno scudetto, cosa che a Roma non capita tutti i venerdì sia in sponda giallorossa che biancoceleste, e tre presenze in nazionale) con due figli piccolissimi e una moglie di ventiquattro anni, una nuova casa appena comprata in un comprensorio signorile di Roma Nord, appena ristabilito da un lungo infortunio e perciò tutto concentrato sul suo rientro in campo pochi giorni dopo, dovrebbe fare uno scherzo a un gioielliere mimando una rapina e finire come può finire una tentata rapina che finisce male? Questa storia si sviluppa lungo la via Flaminia vecchia dove praticamente ogni sera l’idolo della Lazio anni Settanta, Luciano Re Cecconi, passa per i negozi ritornando nella sua casa di Collina Fleming. Tutte le sere, anche la sua ultima. Continue reading

IL DEGRADO URBANO INVADE PORTA PIA: ESPOSTO DEI CITTADINI

PORTA PIAPorta Pia continua a essere tormentata dal problema del degrado e dei bivacchi. Tanto da spingere l’associazione di zona a inviare un esposto ufficiale al Comune, alla Polizia di Roma Capitale, al Municipio e ai carabinieri. Nella lettera gli “Amici di Porta Pia” denunciano la grave situazione esistente nella zona della Breccia, a piazza Alessandria, corso d’Italia e fino a piazza Fiume, lungo le Mura Aureliane. In particolare, la VIA BERGAMOpreoccupazione dei cittadini è rivolta ai sottopassi, ciclicamente occupati da senzatetto tra rifiuti e giacigli di fortuna. Un problema che coinvolge anche la sicurezza dei residenti stessi: “Da alcune settimane 5/6 soggetti – si legge – si dedicano al consumo continuo di bevande alcoliche con comportamenti sempre più molesti, arrivando ad avvicinare i cittadini in modo sgradevole”. Un’altra nota dolente è quella legata al cinema Savoy di via Bergamo. Come aveva raccontato la nostra redazione a dicembre, i locali – chiusi da marzo – nel tempo sono diventati rifugio per i clochard. Quella degli “Amici di Porta Pia” è dunque una richiesta d’aiuto a tutti gli effetti. Fonte: Roma H24

L’ARTE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: LE EPIDEMIE NELLA PITTURA DEL 600

1 Nicolas_Poussin_-_La_Peste_à_AshdodSergio Rossi scrive un colto e documentato articolo su “L’arte al tempo del coronavirus: Epidemie e guarigioni nella pittura del Seicento”. «Ci sono i pittori della notte, come Rembrandt o George de la Tour; ma ci sono pochissimi pittori dell’alba: perché l’alba è l’ora della morte, l’ora della luce glauca. C’è Géricault, ma soprattutto c’è il Caravaggio». Nel film (ormai divenuto un cult) Il declino  dell’impero americano, del franco-canadese Denys Arcand, uno dei protagonisti, un professore di storia dell’arte, pronuncia queste parole nel corso di una lezione, mentre alle sue spalle scorrono e quasi si confondono con lui le immagini di due capolavori caravaggeschi, il Martirio di San Matteo della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi e il Narciso della Galleria Nazionale d’Arte Antica 3 San-Carlo-consola-gli-appestatidi Palazzo Barberini. E certo singolare, ma geniale, appare questa identificazione del Caravaggio, pittore anch’egli in qualche modo “notturno” e autore di memorabili dipinti scuri, con l’alba e non con la notte. Geniale perché, in effetti, il Merisi è quello che meglio ha saputo cogliere il mistero “della luce glauca”, quella luce salvifica e aurorale che colpisce tanti protagonisti dei suoi dipinti nei momenti cruciali della loro esistenza:  Matteo nel momento del suo estremo sacrificio, la morte terrena, che prelude però alla ri-nascita eterna; Saulo, nella tela di Santa Maria del Popolo, nel momento della conversione, dunque della ri-nascita come cristiano; la Maddalena penitente della Galleria Doria Pamhilj, colta in un sonno vigile di sfinimento inteso come contrassegno d’amore verso il suo sposo mistico Gesù Cristo. Ma è anche spesso, quella 5 micco-spadarocaravaggesca, una luce come sospesa, di grazia, certo, e al contempo di conquista continua, occasione da cogliere ma che può sempre essere rimessa in discussione, non traguardo definitivo e ineludibile. Basti per tutte, a confermarlo, sempre nel Martirio di San Matteo la figura autobiografica 6 peste-di-gaetano-zumbodel Caravaggio stesso, confuso tra la folla degli astanti che fuggono insensibili alla chiamata divina: egli invece si volta, colpito proprio dalla luce un attimo prima di perdersi, peccatore pentito in cerca di redenzione, anima cristiana in continuo conflitto con il male. Pittore dunque il nostro, della notte e dell’alba, della luce e delle tenebre, del peccato e della salvazione, in altre parole della dualità seicentesca. Dualità che la chiarità dell’aurora ben esprime, ora della morte ma anche della nascita, di quell’albedo in cui gli estremi, alchimisticamente, si toccano. Continue reading

BREVE STORIA DEL RIONE CASTRO PRETORIO

castro pretorio mappaIl Rione Castro Pretorio prende il nome dai Castra Praetoria, le caserme costruite dall’Imperatore Tiberio per ospitare i soldati. In questa zona, che era esterna alle Mura Serviane, inizialmente aveva sede il Campus Sceleratus, ovvero il luogo ove venivano sepolte le Vestali che venivano meno al loro voto di castità. Sempre in questa zona, l’Imperatore Diocleziano eresse il suo complesso termale. Abbandonata nel Medioevo, la zona vede un parziale Casto-Pretorio.-Pianta-del-1576rinnovamento solo sotto Papa Pio IV, che da a Michelangelo l’incarico di costruire, sulle rovine delle Terme di Diocleziano, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, e che successivamente fa tracciare la Strada Pia (oggi via Venti Settembre) e fa erigere, sempre su disegno del Buonarroti, Porta Pia. Il rinnovamento prosegue sotto Sisto V, che fa aprire la Via Felice con la quale collega Trinità dei Monti a Santa Croce Rome_rione_XVIII_castro_pretorio_(logo).svgin Gerusalemme, facendola passare proprio nel territorio del Rione (all’epoca ancora parte del Rione Monti), dove già prima di divenire Papa aveva fatto costruire la propria villa. E’ sempre Sisto V che, in questa zona, fa costruire con la Fontana del Mosè la mostra del suo nuovo acquedotto, l’Acqua Felice. Nel XVII Secolo si stabilirono qui alcuni Gesuiti di ritorno dall’Oriente, in un luogo che fu, per questo, chiamato Macao. Per una nuova urbanizzazione bisogna aspettare il XIX Secolo, quando Papa Pio IX fa costruire proprio in questa zona (sul romasparita_7506luogo dell’attuale confine con il Rione Esquilino) la nuova Stazione di Roma, la Stazione Termini, ponendo la zona al centro di un nuovo sviluppo. La prosecuzione dello sviluppo urbanistico, però, sarà opera dei Piemontesi che qui, dopo l’Unità d’Italia, daranno inizio alla costruzione del nuovo Rione intorno alla nuova piazza Indipendenza. Fonte Rerum Romanarum