SCUOLA, STOP & GO

scuola segnaleLa scuola riapre il 14 settembre ma il primo stop arriverà dopo appena pochi giorni per l’elezioni del 20 e 21 settembre: gli istituti che ospiteranno i seggi si trovaranno quindi a fronteggiare le chiusure disposte per la preparazioni delle urne e per lo spoglio delle schede. Ma la ripartenza si scontrerà con lo sciopero indetto dai sindacati di categoria per il 24 e 25 settembre. Una due giorni di sciopero che è destinata a creare non pochi problemi alle famiglie.

VILLA LEOPARDI, LA PROTESTA DI 80 CITTADINI

WhatsApp-Image-2020-09-10-at-11.32.46Una mattinata di proteste a Villa Leopardi, l’altro giorno. Oltre ottanta volontari che si occupano della cura del parco hanno contestato i rappresentanti della cooperativa sociale Myosotis. Il motivo? A partire dalle 9:45 due lavoratori dovevano tenere nello spazio antistante la biblioteca un laboratorio di realizzazione e cura di un orto. Si trattava di un progetto vincitore di un bando del Campidoglio, “Science and WhatsApp-Image-2020-09-10-at-11.31.32-768x576the City. Esperienze Green per il futuro”. “Un’occasione per sperimentare un rapporto diretto con la natura”, si legge sul sito della cooperativa. “Un’esperienza scientifica e creativa rivolta ad adulti e bambini per contribuire alla creazione di uno spazio fruibile da tutti i cittadini”. Sulla carta un’iniziativa lodevole, ma gli Amici di Villa Leopardi si sono opposti con veemenza, bloccando di fatto l’iniziativa. “Noi non WhatsApp-Image-2020-09-10-at-11.31.44-768x576possiamo piantare una bouganville perché la Sovrintendenza ci blocca e ora la pianta di pomodoro diventa compatibile con la villa storica? I nostri soldi vanno spesi per progetti necessari, realmente utili. Oggi qui non ci sono bambini. Ma che senso ha avviare laboratori rivolti a nessuno, senza neppure dialogare con chi come noi è già attivo da anni sul campo? L’amministrazione capitolina deve usare le tasse dei cittadini per WhatsApp-Image-2020-09-10-at-11.31.37-768x576fare cose utili. A Villa Leopardi bisogna rimettere a posto i vialetti e potare gli alberi alti”, ha detto a gran voce Massimo Proietti Rocchi, presidente dell’associazione degli attivisti, e, nell’occasione, portavoce dei cittadini arrabbiati della zona. L’assessore all’Ambiente del II Municipio Rosario Fabiano, dal canto suo, ha provato a fare da ponte: “La contestazione dei residenti è rivolta evidentemente al Comune. Noi come assessorato segnaleremo che tutti hanno diritto a utilizzare gli spazi pubblici, ma i progetti vanno condivisi coi territori, altrimenti restano avulsi dalla realtà”. Fonte: RomaH24

SENZ’ACQUA IL LAGHETTO DEL PARCO NEMORENSE

parco nemorenseFoto eloquente su Facebook. Il laghetto di Villa Nemorense con appena un centimetro d’acqua dove chi ha postato l’immagine dice che sono rimasti un pesciolino e due tartarughe, che ovviamente se la passano male. Con buona pace della sindaca che non molto tempo fa ha inaugurato il parco.

DOMANI, FINALMENTE, RIAPRE IL CAFFÈ NEMORENSE

CAFFè NEMORENSEDopo un’attesa lunga dieci mesi, è tutto pronto per la riapertura del Caffè Nemorense all’interno dello storico parco del quartiere Trieste, nel II municipio. Rimasto chiuso in occasione della riapertura dell’area verde dopo la riqualificazione, avvenuta lo scorso 23 luglio alla presenza della sindaca Virginia Raggi, il chiosco tanto amato dai residenti e non solo, è pronto a ripartire. L’appuntamento è per sabato 12 settembre, quando sarà di nuovo possibile fare colazione al bar, ma anche pranzare e acquistare al mercato di prodotti biologici della cooperativa sociale Barikamà, nata in seguito alla rivolta dei ragazzi di Rosarno nel 2010: dai formaggi allo yogurt, dagli ortaggi alle uova. L’annuncio della riapertura è arrivato tramite Instagram da Lorenzo Leonetti, cuoco del locale: “dopo 10 mesi di chiusura, la gara d’appalto per i lavori, il Comune di Roma, una pandemia e poi ancora il comune di roma! rientriamo in possesso del nostro Caffè Nemorense.  Dateci il tempo di pulire e sistemare! Ci vediamo sabato 12 per le prime colazioni!”. 

IL CASO DI WILMA MONTESI, RAGAZZA DI VIA TAGLIAMENTO

WILMA MONTESIFurono necessari sei mesi perché la morte di Wilma Montesi diventasse almeno un mistero dopo essere stata frettolosamente liquidata come un incidente provocato da un malore. Dall’11 aprile al 6 ottobre 1953. E ancora oggi, più di sessant’anni dopo, quel giallo è rimasto. Insoluto, angosciante. Un pezzo di storia d’Italia che passato ben oltre mezzo secolo sembra così tanto attuale. La morte, il presunto omicidio, della bella ragazza che abitava in via Tagliamento 76 (qui in basso, la foto d’epoca dell’Istituto Luce) ritrovata senza vita, annegata, nelle acque di Torvajanica dopo essere scomparsa da un paio di giorni, potrebbe essere tranquillamente paragonato a uno dei tanti casi di cronaca nera degli ultimi anni, mesi, giorni. Un giallo da prima pagina, come se il tempo non fosse mai passato. E fu proprio uno scoop, una “bomba”, come la definirono allora, a trasformare la tragica fine dell’aspirante attrice – aveva 21 anni, mora, alta, slanciata e bella – da un anonimo episodio – non certo per la sua famiglia, ma per il grande pubblico – in uno dei casi giudiziari più discussi. Un intrigo di sesso, politica, spettacolo, nobiltà e via tagliamento 76 CASA DELLA MONTESIRoma bene, che fece dimettere un ministro degli Esteri, Attilio Piccioni, uno dei leader della Dc, e rinviare a giudizio il questore Saverio Polito, accusato di favoreggiamento. «La verità sulla morte di Wilma Montesi», titolava proprio il 6 ottobre ’53 il mensile «Attualità», stampato a Torino e diretto da Silvano Muto. Una verità sconvolgente che arrivava dopo due premature archiviazioni dell’inchiesta che aveva stabilito come la ragazza fosse morta durante un improbabile e solitario pediluvio. In realtà, secondo il giornalista (scomparso nel 2007) che allestì una copertina ad effetto con una coppia di spalle illuminata dai fari di un’auto, Wilma era morta durante un festino nella zona di Capocotta o di Castel Porziano, un party proibito a base di alcol e droga, e i partecipanti – credendola morta o comunque per non dover spiegare quell’ingombrante presenza e non avere guai con la giustizia – decisero di disfarsi del corpo abbandonandolo sulla spiaggia di Torvajanica. Continue reading

VIA ARNALDO DA BRESCIA: QUEL CANTIERE MAI INIZIATO

VIA ARNALDO DA BRESCIASi sa che a Roma i lavori vanno avanti lentamente, a volte servono mesi perché i cantieri si mettano in moto, a volte anni: ma quello che accade – o meglio: che non accade – sul Lungotevere Arnaldo da Brescia ha dell’incredibile. Una serie di bandoni gialli delimitano un’area in cui dovrebbe essere costruito un parcheggio sotterraneo, ma tutto è grottescamente fermo da tempo immemorabile. Ci sono stati problemi con i progetti, approvati, modificati, bocciati, riproposti, pare ci sia un intoppo con le fogne, e la Raggi ha promesso che tra poco gli operai inizieranno a lavorare, che siamo a un passo dall’avvio dell’opera: e intanto non si muove una foglia, oltre i bandoni cresce una savana selvaggia, terra di nessuno, sterpi e spazzatura, una ferita purulenta nel cuore della città, tra piazza del Popolo e il Tevere. Continue reading

RIENTRO A SCUOLA: GENITORI, UN PATTO DA FIRMARE COL MUNICIPIO

scuola-materna[1]In occasione della ripresa delle attività educative e didattiche e ai fini di costruire un percorso condiviso con le famiglie è necessario che i genitori dei bambini sottoscrivano il Patto di Corresponsabilità con il Municipio da presentare al primo ingresso, nel quale si dichiara di accettare e rispettare le norme comportamentali e igieniche previste e di sottostare ad alcune regole per il corretto accesso alle strutture. Il documento scaricabile al seguente link deve essere compilato firmato e consegnato all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia. Patto di corresponsabilità  (Dichiarazione di corresponsabilità reciproca scuola famiglia) 

PORTA PIA, 11 SETTEMBRE 1926, ATTENTATO A BENITO MUSSOLINI

PORTA PIAIl piazzale di Porta Pia visto dall’alto. La configurazione ellittica è legata a un’idea di Mussolini il quale voleva che al centro ci fossero delle scritte che riportassero frasi/slogan a suggello del Benito-pensiero da inculcare nei cittadini. Nello stesso luogo il duce, l’11 settembre del 1926, subì un attentato da Gino Lucetti, giovane anarchico carrarese che mancò per un soffio il suo obiettivo.

CAVEA DELL’AUDITORIUM: PAPPANO E GHEMON IN CONCERTO

Antonio_PappanoCon l’Accademia di Santa Cecilia, sul palco della cavea dell’Auditorium Parco della Musica, venerdì 11 settembre alle ore 21 arrivano  Francesco Libetta  al pianoforte e sir  Antonio  Pappano alla guida della sua orchestra. Per Auditorium Reloaded,  domenica 12 settembre, chiude la settimana di concerti nella Cavea  Ghemon, tra i più apprezzati artisti hip hop italiani.