LA FONTANA DI PIAZZALE FLAMINIO

Sul piazzale Flaminio, a destra della Porta Flaminia, c’è una fontana ormai parzialmente coperta dalla balaustra del sottopasso pedonale. E’ costituita da una grande vasca rettangolare di laterizio, con bordi e basi di travertino, fiancheggiata da due cubi dello stesso materiale, sormontati da sfere, da cui altrettante cannelle versano getti d’acqua. Al centro della vasca c’è lo stemma comunale con la data di costruzione scritta sulla base. Nel 1886, la fontana decorativa che oggi si vede sostituì una vasca più semplice che funzionava da abbeveratoio per le bestie destinate a finire sulle tavole dei romani, specie di quelli più ricchi. Ancora nell’Ottocento, infatti, in questa area, una volta a settimana, i vaccari ammassavano di notte il bestiame, vitelli, maiali, pecore per condurlo, quando all’alba la Porta si apriva, nei vari palazzi delle famiglie nobili romane e nelle botteghe, dove venivano macellati. In alto, una grande lapide con lo stemma di Pio VI Braschi, che rammenta al passante come papa Pio VI Braschi, nel 1780, conoscendo la situazione di pericolo del grande deposito di legname dovuto ai ladri, ai frequenti incendi ed al forte vento che spirava sul fiume ed esaudendo benignamente le richieste dei mercanti, dei fabbri e dei falegnami, comprata per questo fine una vigna, ordinò al Cardinale Gugliemo Pallotta, proprefetto dell’Erario Apostolico (corrispondente all’attuale ministro delle Finanze e dei Lavori Pubblici), che fosse organizzata all’uopo e circondata di mura. Continue reading

GIULIO CESARE: RIAPERTURA IL 14 SETTEMBRE SE ARRIVANO I BANCHI

LICEO GIULIO CESARERitorno a scuola in forse nello storico liceo classico “Giulio Cesare” di Roma. Il rientro in classe, previsto per il 14 settembre sarà possibile soltanto a una condizione: «la consegna entro il 7 settembre di un numero di banchi monoposto adeguato alle esigenze della scuola, come è stato assicurato dal Ministero». È quanto si legge in una circolare del Giulio Cesare del 24 luglio scorso, riproposta in questi giorni ai genitori degli alunni. Nella seconda fase «gli studenti potranno tutti tornare a scuola negli spazi del nostro liceo – si legge nel documento -, purché risultino rispettati i parametri indicati dal Cts nel Documento tecnico, in particolare la distanza interpersonale non inferiore a un metro. Ciò ha richiesto la necessità di utilizzare come aule per le classi più numerose i due anfiteatri (di scienze e di arte), nonché il laboratorio di fisica». Il tutto però subordinato all’arrivo dei banchi monoposto adeguati. «Qualora i termini di consegna non fossero rispettati – si legge nella circolare -, le attività in presenza per tutti potrebbero prevedere – in via provvisoria nel periodo iniziale dell’anno scolastico – attività per gruppi di apprendimento oppure potrebbero essere ridotte e svolte in parte in modalità di didattica a distanza». Fonte: il Messaggero

VIA TIBURTINA, IERI E OGGI

SAN LORENZO

 

 

 

 

Il quartiere di San Lorenzo dopo il bombardamento del 1943: la principessa Maria Josè di Savoia in visita. La foto a colori mostra lo stesso luogo ai giorni nostri, in via Tiburtina, angolo via dei  Marrucini.

IL DEGRADO DI VILLA ADA

VILLA ADA 2“Possibile che Villa Ada sia in uno stato di totale abbandono?“. Inizia così il post Emanuela Caoci sul gruppo Facebook “Quartiere Trieste Salario – II Municipio”, con cui la residente riaccende i fari sullo stato di incuria in cui versa il polmone verde. Graffiti, erba incolta, tronchi crollati o abbattuti e mai rimossi, immobili fatiscenti, nastri gialli della polizia locale gettati in terra da chissà quanto VILLA ADA 1tempo. E ancora panchine inagibili e piante seccate dal grande caldo. Senza contare l’annosa questione dei bagni pubblici, chiusi da anni senza una spiegazione ufficiale, in attesa del restauro che potrebbe partire tra settembre e ottobre. Un quadro davvero preoccupante. Fonte: Roma H24

VILLA CHIGI: IN CORSO IL RESTYLING DELLA SCUOLA CONTARDO FERRINI

scuola contardo ferriniContinua il restyling – iniziato nel 2019 – della scuola Contardo Ferrini in via di Villa Chigi. Come si legge sulla pagina Facebook della consigliera municipale Paola Rossi, l’ufficio tecnico di via Dire Daua ha disposto degli interventi – in corso proprio in questi giorni – sulla facciata della struttura. In particolare, a essere oggetto dei lavori è l’intonaco che, ammalorato, permette infiltrazioni d’acqua che potrebbero pregiudicare il pieno utilizzo della scuola dell’infanzia. Questo è appunto soltanto l’ultimo di una serie di operazioni avviate lo scorso anno per rendere più sicuro l’edificio,  come l’adeguamento alle normative anti incendio, la rimozione dell’amianto ancora presente nel padiglione esterno. E poi ancora il ripristino di fognature, alberature del giardino e servizi igienici, oltre al rifacimento del cortile e all’abbattimento dei pini pericolanti di fronte alla scuola. Fonte: Roma H24

ANCHE OGGI MAURIZIO BATTISTA AL PARCO DELLA MUSICA

Maurizio-BattistaDopo la serata di ieri, anche oggi c’è Maurizio Battista all’Auditorium con il suo nuovo spettacolo “Ma non doveva andare tutto bene?” in scena nella Cavea del Parco della Musica.. Grazie alla sua proverbiale ironia affronterà i temi che hanno cambiato il mondo e le vite di tutti, per farne oggetto di riflessione, ma sottolineando gli aspetti grotteschi e contraddittori che, pur nel disagio, hanno costituito motivo di ilarità.

30 AGOSTO 1970, QUEL DELITTO A LUCI ROSSE IN VIA PUCCINI

casati-stampaIl 30 agosto del 1970, ormai mezzo secolo fa, ci fu un delittaccio in via Puccini, tra corso Italia e Villa Borghese. Quello dei marchesi Casati Stampa è stato uno dei più torbidi casi di cronaca nera degli anni Settanta. Un nobiluomo appassionato di fotografia spinge la moglie a rapporti sessuali da consumare con sconosciuti, fin quando la donna non si innamora di un giovane amante. È il 30 agosto 1970 quando al quartiere Pinciano, in via Giacomo Puccini, il maggiordomo della villa Casati Stampa introduce la marchesa Anna Anna-Fallarino-Casatiinsieme a un giovane ragazzo nella studiolo del suo padrone, il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino. Sono trascorse appena le 19. Non passano troppi minuti che una serie di colpi di fucile squarcia il silenzio dell’abitazione. Il maggiordomo e le altre persone di servizio accorrono verso lo studio quando un altro colpo scuote la casa. Poi di nuovo un funesto silenzio; la porta della stanza viene aperta e i domestici trovano tre cadaveri: quelli della padrona Anna Casati Stampa, nata Fallarino, del giovane Massimo Minorenti e del marchese Camillo Casati Stampa. È un duplice omicidio-suicidio. È il delitto Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa, appartenente a una delle più nobili famiglie milanesi, è uno degli uomini più conosciuti del bel mondo italiano. Sposato con la soubrette Lidia Holt, il suo patrimonio comprende varie tenute, palazzi, cavalli e anche un’isola tutta sua, l’isola anna-fallarino-casati-stampaZannone, la più settentrionale delle Ponziane. Ama le feste e lo sfarzo il nobile lombardo, e nel 1958, durante una di queste notti senza freni, incontra la bellissima e appariscente Anna Fallarino. Anna proviene da una famiglia di umili origini del Beneventano, ma, grazie alla sua avvenenza e intelligenza, è riuscita a inserirsi nel jet set romano e a sposare un benestante industriale della capitale. L’incontro tra Anna e Camillo è fulminante: i due si innamorano e il Casati Stampa si rivolge alla Sacra Rota Romana per annullare i loro matrimoni e potersi legare alla Fallarino. La coppia si sposa sia civilmente che in chiesa un anno dopo. Il rapporto coniugale tra i due si tinge casati_stampa1presto a tinte rosse. Il marchese ha bisogno di una buona dose di pepe e fa presente alla moglie delle sue preferenze in ambito sessuale. Spinge quindi la donna a incontri occasionali con altri uomini (ragazzi di strada, operai, camerieri, tutti scelti direttamente dal coniuge) al patto che lui, il marito, potesse immortalare quei momenti di fuoco in decine e decine di scatti. Conclusa la performance i partner sarebbero stati congedanti con qualche banconota da diecimila lire. Questo modus operandi soddisfa la passione per la fotografia e il morboso voyeurismo del marchese, che più che voyeurismo si tratta di candaulesimo, vale a dire il piacere provato nell’osservare la Camillo-Casati-Stampa-e-Anna-Fallarinopropria metà fondersi in un amplesso con un altro soggetto. Dal canto suo Anna Casati Stampa asseconda con gusto le perversioni del marito. Il particolare ménage della coppia diventa celebre negli ambienti della dolce vita; di fatti il marchese Camillo fa sfoggio con gli amici delle acrobazie e della duttilità delle quali è capace la moglie e non è affatto restio a mostrare i contributi fotografici di quelle notti roventi – consumate in giro per l’Italia, anche nella villetta che domina l’isola privata Zannone dove tutt’oggi circolano leggende su quelle morbose giornate di mezzo secolo fa. Quello tra i marchesi Casati Stampa però è un equilibrio precario, destinato a cedere. La marchesa Anna, infatti, si innamora di un ragazzo che era stato ingaggiato proprio dal marito per la marchesa casatiuno dei loro servizi fotografici a luci rosse. È il viveur Massimo Minorenti. Il patto di circoscrivere quegli incontri al solo piacere fisico è saltato. Irrimediabilmente. Camillo Casati Stampa capisce tutto e si sente distrutto. Il tarlo della gelosia, inclusa l’illusione del possesso radicata in ogni matrimonio indipendentemente dal ceto sociale, gli opprime il cervello, non lo fa dormire. La sua donna ha tradito quel tacito accordo che voleva soltanto rapporti mercenari senza alcun coinvolgimento sentimentale. Il gioco che tanto lo eccitava ora non lo fa più respirare. Sul finire di agosto del 1970 il annacasati2bis_ori_crop_MASTER__0x0_MGTHUMB-INTERNArapporto tra Camillo e Anna è ormai compromesso e il nobiluomo si ritira presso una sua tenuta in Veneto per riflettere. Fin quando il 30 agosto non ritorna a Roma per compiere la strage. Il caso ebbe grandissima risonanza mediatica non soltanto per il duplice omicidio e suicidio, ma anche per l’imponente materiale VIA PUCCINIfotografico trovato in casa dei Casati Stampa: circa 1500 foto della marchesa in posizioni erotiche e sessuali da sola o con decine di sconosciuti. Gli scatti di fuoco furono pubblicate dai rotocalchi scandalistici che ne fecero elemento di discussione per mesi.

SESSANTUNO ANNI FA S’INAUGURAVA LO STADIO FLAMINIO

04_MAXXI_NERVI_StadioFlaminioCi sono alcune domande a cui è difficile dare una risposta. Una di queste è certamente quella che riguarda lo stato di salute e di sicurezza dello stadio Flaminio. Incassato tra viale Tiziano e corso Francia, il secondo impianto sportivo polivalente di Roma è lì fermo e ormai sembra quasi che nessuno si accorga più della sua presenza. Si tratta del secondo impianto sportivo della Capitale per capienza dopo l’Olimpico e fu voluto da Antonio Nervi e il padre Pier Luigi per le Olimpiadi del 1960. Costruito al posto dello stadio Nazionale, che era stato dedicato alla squadra del Grande Torino, i lavori per il Flaminio durarono un anno e poco più (finirono nel 1958) e costò circa 900 milioni di lire dell’epoca. Continue reading