LA SAPIENZA TRA I MIGLIORI ATENEI DEL MONDO

la sapienzaL’università La Sapienza di Roma si conferma punto di riferimento tra gli atenei mondiali. È quanto emerge scorrendo l’Academic Ranking of World Universities 2020 (Arwu), che mette in fila le migliori mille università del mondo. La graduatoria pubblicata ieri, a cura dell’organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore Shanghai Ranking Consultancy, colloca l’ateneo romano nella fascia tra il 151esimo posto e il duecentesimo, sul podio tra quelli italiani. «La Sapienza si conferma polo di prestigio nel panorama internazionale, raggiungendo un risultato importante per un ateneo pubblico, da grandi numeri e con vocazione generalista – commenta sodisffato il rettore Eugenio Gaudio – il risultato è positivo per l’intero sistema universitario italiano che, anche se non è rappresentato nelle prime 150 posizioni, monopolizzate dalle ricche università anglosassoni, conta oltre 2/3 degli atenei del Paese (42 su 67) tra i primi mille». Fonte: il Messaggero

VIA DEGLI SCIALOJA, TENTA FURTO MA PRECIPITA: GRAVE IN OSPEDALE

via degli ScialojaUn bulgaro di 40 anni è stato trovato in piena notte in gravi condizioni nel giardino di un’abitazione di via degli Scialoja, nel quartiere Flaminio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Flaminio e del nucleo investigativo per i rilievi. Probabilmente, l’uomo si è arrampicato sui piani alti del palazzo per tentare un furto in un appartamento ed è precipitato. Tant’è che le ferite riportate sono compatibili con una caduta dall’alto. A pochi metri dal corpo, è stato trovato uno zaino con arnesi da scasso. Il 40enne, con precedenti, ha riportato gravi lesioni e ferite su tutto il corpo: trasportato dai sanitari del 118 all’ospedale Santo Spirito è in pericolo di vita. I Vigili del Fuoco non hanno trovato alcun segno di effrazione negli appartamenti del condominio. Fonte: il Messaggero

“CARO DIARIO” DI NANNI MORETTI: DOVE NEL NOSTRO TERRITORIO

carodiario VIALE BUOZZILUNGOTEVERE ARNALDO DA BRESCIA

Caro Diario di Nanni Moretti è una pellicola girata anche nel nostro municipio, dove spesso il regista si sofferma nei suoi lavori. È un film del 1993 scritto, diretto ed interpretato dallo stesso Moretti, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1994. Caro diario è composto da tre Nanni-Moretti-Caro-Diario-1993 CORSO FRANCIAepisodi in cui Moretti interpreta se stesso in una sorta di diario aperto, come suggerisce il titolo. Il primo episodio, In Vespa, vede il protagonista nella passeggiata in vespa, appunto, attraverso i quartieri di una Roma estiva e semideserta nei giorni di Ferragosto. Lo vediamo su corso Francia. Ed ancora in Lungotevere Arnaldo Da Brescia. Poi, arrivare nella prima galleria sotto il Ponte Giacomo Matteotti. Un altro stacco e ci troviamo in viale Bruno Buozzi.

E IN TV UN FILM CON BOVA E MEMPHIS GIRATO NEL MUNICIPIO

memphis e bova a villa borgheseStasera in tv (Rai Movie) un film del 2015, Torno indietro e cambio vita, di Carlo Vanzina, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Giulia Michelini. La pellicola è ambientata per lo più nel secondo municipio. La casa di Marco (Bova) è a piazza Caprera 12; ci sono poi scene girate a Villa Borghese (vedi foto), via dei Volsci e al Ponte della Musica.

piazza caprera

UN ROMANZO GIALLO AMBIENTATO NEL QUARTIERE COPPEDÈ

IL LIBROIl romanzo giallo di Letizia Triches, “Delitto a Villa Fedora”, uscito da qualche mese, è ambientato nel quartiere Coppedè. A Villa Fedora, narra la storia, viene allestito il set cinematografico per un film sulla vita di Alberto Fusco, famoso scenografo e proprietario dello stabile, morto da diciotto anni. Tutti i componenti della famiglia sono coinvolti nella produzione. Nel pomeriggio di un’umida giornata autunnale, Liliana Fusco, che sin da giovane fu l’assistente di Alberto e poi ne sposò il figlio, è sola nella villa. Sono all’incirca le otto e trenta di sera quando il suo corpo viene ritrovato, massacrato con una ferocia inaudita. Alcune stanze della villa sono state messe a soqquadro, ma mancano segni di effrazione. Cosa cercava l’assassino? La casa contiene soltanto oggetti appartenuti ad Alberto Fusco. Cosa può avere spinto l’omicida ad agire a quasi vent’anni dalla sua morte? Il commissario Chantal Chiusano e l’ispettore Ettore Ferri sono chiamati a fare luce su una vicenda che si rivela ben presto oscura. Perché gli intrighi familiari sono strettamente intrecciati al destino della splendida villa nel cuore di Roma…

POLICLINICO UMBERTO I, L’APPELLO: “METTETE LA MASCHERINA”

l'infermiere«Veniteme a dì che è tutto ok, che non ce n’è Covid, che stasera annamo a ballà. Intanto, a 30 gradi e con una tuta da centro dimagranti, ce stamo noi, non voi». L’ha titolato «Post polemico» Marco, un infermiere del policlinico Umberto I di Roma, che alla vigilia di Ferragosto, massacrato da turni infiniti per assistere e aiutare gli ammalati di coronavirus, ha dato sfogo alla disperazione e si è appellato al buon senso generale sull’utilizzo delle mascherine e contro gli assembramenti. Nel post sui social, Bellafiore, che lavora in uno dei poli anti Covid della Capitale — che venerdì ha registrato 45 nuovi casi, numero che ci riporta indietro a quelli di maggio purtroppo — , ironia ma anche tanta amarezza. Poi, nella foto che lo ritrae nascosto nella tuta da lavoro, si legge: «Mettetevi la mascherina». «Che ve frega, mica vi capiterà di stare con un tubo in gola mentre una macchina respira per te. Vai sereno zi, a te non capita. E se capita, ci sono gli str… che per una indennità di quasi 100 euro (lorde) al mese, si fanno turni interi in stile palombaro grondando acqua tipo che ce puoi fa rafting quando se levamo la tuta. Andate in vacanza va, che io ancora nn ce so andato. Sarà per questo che so un po’ polemico». Fonte: Corriere della Sera

LA STORIA DI PIAZZA VERBANO COMINCIA QUANDO…

Come si può leggere in Romaduepass (vedi colonna accanto), piazza Verbano fu inserita nell’ambito del progetto “per realizzare il quartiere, affidato all’ingegnere Dario Barbieri che, tra il 1924 ed il1931, ebbe cura di progettare fabbricati di cinque o sei piani dalle facciate mosse, arricchite da cornici, balconcini, costruiti intorno a cortili-giardino. L’architettura è molto austera e non offre un interesse particolare se non negli edifici progettati da Quadrio Pirani lungo via Chiana, ma la qualità ambientale complessiva testimonia di come la città avrebbe potuto svilupparsi, anche nelle sue parti più densamente costruite, se le indicazioni del piano avessero più spesso trovato analoghe forme di applicazione”. La foto, ripresa da www.romasparita.eu, è proprio degli anni della costruzione dei quattro palazzi intorno alla piazza. Tratta da googlemaps l’immagine attuale.

COPPEDÈ: COM’ERA, COM’È

coppede1_c-1024x782 coppede2_cNel 1915 il progetto di una nuova zona abitativa vicino a piazza Quadrata (piazza Buenos Aires) viene affidato all’architetto Gino Coppedè. Il progetto dei palazzi degli Ambasciatori, entrata principale a Coppedè da via Tagliamento viene approvato nel 1918 e, nel 1921, i palazzi vengono completati. Le due foto ce li mostrano da via Tagliamento e da piazza Mincio.

 

 

 

 

Fonte: Romaierioggi.it