VIA ALLEGRI: LA FIGC DECIDE L’INIZIO DEL CAMPIONATO DI CALCIO

VIA ALLEGRIIl campionato di Serie A 2020/2021 partirà nel week-end di sabato 19 e domenica 20 settembre e terminerà il 23 maggio 2021. Lo ha deciso il Consiglio Federale della Figc, riunito oggi a Roma, confermando la richiesta della Lega di Serie A. Il calendario verrà stilato mercoledì 2 settembre. Il Consiglio federale della Figc è iniziato alle 12 ed è ancora in corso in via Allegri, a Roma. Presenti fisicamente quasi tutte le componenti, dal presidente della Lega di A, Paolo Dal Pino, a quello della Lega Pro, Francesco Ghirelli, della Lega Dilettanti e vicepresidente federale, Cosimo Sibilia, dell’Associazione italiana allenatori, Renzo Ulivieri e dell’Aia, Marcello Nicchi. Collegati a distanza, invece, i rappresentanti dell’Aic e il presidente della Lega di B, Mauro Balata. All’ordine del giorno del Consiglio federale, anche la delibera per l’unificazione delle commissioni arbitrali di Serie A e B e le decisioni sulle riammissioni in Serie C.

VIA DEI MARSI, LA CASA DEI BAMBINI DI MARIA MONTESSORI

montessoriMaria Tecla Artemisia Montessori, nota come Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952), di cui ricorre oggi l’anniversario della nascita, è stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole maria-montessori-rome-children-1913materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo; fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia. Fondatrice della Casa dei bambini all’interno di un condominio nel quartiere di S.Lorenzo, in via dei Marsi 38, dove iniziò nel 1907 la sua esperienza. Un quartiere malfamato, ai margini della città, per i poveri, “dove – come afferma Montessori – la gente per bene passa solo dopo ti1-Casa-dei-Bambini-300x201morta” – a causa della vicinanza con il cimitero del Verano -, abitato da una umanità reietta, abbandonata a se stessa. In questo contesto trovano diffusione le idee socialiste e anarchiche. Anche la manutenzione dei fabbricati dell’Istituto a San Lorenzo risente negativamente del fatto che i bambini sono lasciati a se stessi a casa dai genitori per gli impegni di lavoro e tal Talamo, anche per risolvere questo problema, decide nel 1906 di raccogliere i bambini dai tre ai sette anni di ciascun fabbricato in un appartamento dell’edificio e affida l’organizzazione di queste scuole infantili a Maria Montessori. Dopo soli due mesi, la prima “Casa dei Bambini” è inaugurata in via dei Marsi. Continue reading

STA MEGLIO IL RAGAZZO PRECIPITATO A VIA SCANDRIGLIA

Alessandro CorneliniAlessandro Patrizio Cornelini, lo studente di medicina precipitato dalla finestra della sua cucina all’alba di mercoledì 26 agosto, sta meglio. Il ragazzo di 27 anni venerdì si è risvegliato dopo la caduta dal settimo piano dell’appartamento di via Scandriglia, al quartiere Africano. Alessandro Patrizio Cornelini, originario di Rimini, secondo i primi riscontri medici di chi lo ha in cura al San Giovanni non avrebbe riportato lesioni alla testa e alla colonna vertebrale, come sottolinea anche La Repubblica. Lo studente di medicina, tuttavia, vista la gravità dell’impatto resterà comunque ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Continue reading

VIA GUATTANI: VILLA CRESPI, LOCATION DI TANTI FILM

villinocrespi in un film di dario argentoIl Villino Crespi, o Villa Crespi, è un elegante edificio liberty, circondato da un piccolo parco, in via Giuseppe Antonio Guattani 17, traversa di via Nomentana. Nel 1937 diventa sede del “Conservatorio di Sant’Eufemia”, un’opera assistenziale religiosa nata nel Cinquecento per aiutare gli orfanelli e che svolgeva anche la funzione di Conservatorio. Le Suore del Preziosissimo Sangue, fondatrici villa crespi su davinottidel conservatorio, sono tuttora presenti nell’attuale sede dell’istituzione e gestiscono qui una casa di riposo per anziani. Il grande edificio ospita oggi anche la fondazione Arts Academy (Accademia Internazionale di Musica in Roma www.artsacademy.it), una istituzione per la didattica musicale e la produzione concertistica. villino-CrespiL’ingresso dell’edificio, arretrato rispetto al fronte stradale di Via Guattani, all’interno di un piccolo giardino preceduto da un imponente cancello in ferro battuto, è caratterizzato dal porticato ad arco, con una terrazza sovrastante che ripara anche la rampa d’accesso usata un tempo dalle carrozze. Rispetto agli altri villini coevi del quartiere è particolare la rientranza centrale sulla facciata, appena sopra il porticato balconata d’ingresso. L’edificio principale, in stile Villino-Crespi.-Ingressobarocchetto, è a tre piani scanditi da imponenti fasce marcapiano con le finestre ornate da balaustre e sormontate da cornici in stucco di stile settecentesco con volute e festoni. All’interno si possono ammirare numerose e splendide opere d’arte, legate alle vicende del conservatorio di Sant’Eufemia. Nella Cappella del Conservatorio sono conservate: un’Annunciazione (1580 ca) attribuita a Cesare Nebbia e proveniente dalla Chiesa di S. Urbano; una tela con S. Eufemia (1631-1633) di Andrea Camassei, già nella chiesa di S. Eufemia (distrutta nel 1812); una testa reliquiario in argento villa crespidorato di Santa Martina, commissionata da Pietro da Cortona, che la lasciò al Conservatorio la sua intera eredità. Nello scalone che conduce al primo piano dell’edificio si trova la tela con i Santi Carlo, Francesco e Nicola (primo quarto del XVII sec.) di Ottavio Leoni o Lioni detto “il Padovano”, già nella demolita chiesa di S. Urbano. Come detto, gli esterni della villa si vedono in molti film. Villa Crespi è un edificio molto sfruttato dal cinema. L’elenco dei film girati in loco (interni, esterni o vicinanze) dove si nota la presenza dell’edificio nella scena è decisamente lungo: Romanticismo (1950), Crimen (1960), La Cuccagna (1962), Rocambole (1962), Assassinio Made In Italy (1964), Il Giardino Dei Finzi-Contini (1970), Il Rosso Segno Della Follia (1970), 4 Mosche Di Velluto Grigio (1971), Lisa e il diavolo (1972), Uomini Duri (1974), Il Bacio (1974), Continue reading

PIAZZA BOLOGNA SEMPRE SOMMERSA DAL DEGRADO

piazza bolognapiazza bologna 1piazza bologna 3piazza bologna 2Christof posta su Facebook una serie di foto su piazza Bologna dove, come si può vedere, il degrado continua in modo desolante senza soluzione di continuità. Del resto, ormai, da queste parti è sempre la stessa solfa. La sindaca Virgina Raggi potrebbe fare un giretto nel quartiere e constatare che la sua politica di risanamento non va per il verso giusto.

VARCHI ZTL DI NUOVO ATTIVI

ztl a san lorenzoLa firma non è arrivata. La sindaca non ha deciso di non avallare, con un’apposita ordinanza, una nuova proroga. I varchi elettronici, nelle zone a traffico limitato, tornano nuovamente attivi. “Da lunedì 31 agosto i varchi della Zona a traffico limitato del Centro storico, del Tridente e di Trastevere torneranno attivi secondo gli orari consueti”ha fatto sapere il Campidoglio attraverso un’apposita nota stampa. Le Ztl erano state sospese durante il lockdown e poi, con la fase due, la sindaca aveva deciso di prorogare la decisione di lasciare i varchi attivi h24. Anche nelle zone centrali.  La decisione di riattivare i varchi elettronici aveva scatenato le proteste dell’opposizione in Aula Giulio Cesare e di alcune associazioni di categoria che, in difesa dei commercianti, avevano annunciato l’intenzione di portare la protesta in Campidoglio.

COVID, PAURA DEI MEZZI PUBBLICI: AUTO O MOTO PER I ROMANI

BUS_910_fermata_Bioparco_d0[1]Nel Lazio la paura di saltare una corsa per un pullman o un treno troppo pieno o il timore di essere contagiato da un altro passeggero mentre si raggiungono scuola o lavoro faranno sì che, di coloro che prima del lockdown si spostavano da un Comune all’altro coi trasporti pubblici (1,5 milioni, fonte Moovit), il 25% preferirà prendere il proprio mezzo. Automobile o scooter che sia. A svelarlo è una ricerca portata avanti dalla Sapienza, in collaborazione con la Regione, per studiare i nuovi comportamenti degli utenti post-lockdown. A estrapolare i dati provenienti da questionari dei cittadini, è il docente Paolo Delle Site, che insegna Trasporti all’università Niccolò Cusano e che fa parte del team di dottorato in Infrastrutture e trasporti della Sapienza.

ROMA: IL 50% DEI LAVORATORI RESTA IN SMART WORKING

SMART WORKINGLo smart working imposto dall’emergenza Coronavirus sta cambiando l’organizzazione del lavoro delle aziende, soprattutto quelle più grandi. Le misure di contenimento della pandemia, e la necessità di tenere a casa improvvisamente tutti i dipendenti che potevano continuare a svolgere le loro mansioni anche senza andare in ufficio, ha infatti costretto le imprese a ripensare l’attività, anche in modo strutturale. In attesa di vedere quali saranno gli effetti di lungo termine di questo cambiamento, anche con il rientro dalle ferie estive la maggior parte dei dipendenti delle grandi società presenti a Roma continuerà a lavorare da casa. Continue reading

LE LOCATION DI ALCUNI FILM DI PAOLO VILLAGGIO NEL MUNICIPIO

IL SECONDO TRAGICO FANTOZZIVi proponiamo una breve carrellata di luoghi del Municipio dove Paolo Villaggio ha girato alcuni dei suoi tanti film. Eccola. Nella pellicola del 1976, “Il secondo tragico Fantozzi”, c’è la mitica scena, girata appunto sulla scalinata, dove il professor Guidobaldo Maria Riccardelli impone a Fantozzi-Villaggio e  agli altri stadio flaminioimpiegati il rifacimento de “La corazzata Kotiomkin”, parodia irresistibile de “La corazzata Potëmkin” di Sergej M. Ejzenštejn. Questa scena è girata sulla scalinata che sta di fronte alla Gnam. In “Superfantozzi”, memorabile è la sequenza in cui nel 1870. Fantozzi si trasferisce a Roma con la famiglia ma proprio mentre sta festeggiando l’avvenimento, la sua cucina viene distrutta da un bombardamento dei SECONDO TRAGICO FANTOZZIBersaglieri durante la presa di Porta Pia. Ancora in “Superfantozzi”, siamo a Roma nel 1986. I ragionieri Fantozzi e Filini vanno a vedere la partita di calcio Italia-Scozia. Dopo aver ingaggiato una sanguinosa lotta con i tifosi scozzesi, restano intrappolati allo stadio Flaminio tra le “trincee” "Fantozzi contro tutti"nemiche, finendo per essere picchiati dagli avversari. Nel “Secondo tragico Fantozzi” la sequenza dell’arrivo alla stazione di Ortisei è stata realizzata presso la piccola stazione ferroviaria dell’Acqua Acetosa situata proprio in piazzale della Stazione dell’Acqua Acetosa dove, ancor oggi, vi sono alcune carrozze del vecchio trenino "Fantozzi contro tutti" 2visibile nella sequenza del film. In “Fantozzi contro tutti”, la mitica gara in bici della “Coppa Cobram” è stata interamente realizzata sul Monte Antenne di Roma. Si tratta di una collina sulla cui sommità si trova l’antico Forte Antenne il cui ingresso, un grande portone di ferro, situato al civico 25 di via del Forte Antenne, è visibile nella scena dell’arrivo del Visconte Cobram che giunge da sinistra guardando frontalmente la scena. Il portone si nota ancora meglio quando la gara ha inizio. Successivamente la corsa si snoda tra via di Ponte Salario e via del Forte Antenne. Il distributore della Coca Cola è invece situato sulla sommità del Monte Antenne tra via di Ponte Salario e via del Forte Antenne. Mentre Fantozzi è intento a prelevare una bibita, ad un certo punto arriva il carro funebre che sale invece da via di Ponte Salario sul lato della collina che dà su via della Grande Moschea.

LA FONTANA DI PIAZZALE FLAMINIO

Sul piazzale Flaminio, a destra della Porta Flaminia, c’è una fontana ormai parzialmente coperta dalla balaustra del sottopasso pedonale. E’ costituita da una grande vasca rettangolare di laterizio, con bordi e basi di travertino, fiancheggiata da due cubi dello stesso materiale, sormontati da sfere, da cui altrettante cannelle versano getti d’acqua. Al centro della vasca c’è lo stemma comunale con la data di costruzione scritta sulla base. Nel 1886, la fontana decorativa che oggi si vede sostituì una vasca più semplice che funzionava da abbeveratoio per le bestie destinate a finire sulle tavole dei romani, specie di quelli più ricchi. Ancora nell’Ottocento, infatti, in questa area, una volta a settimana, i vaccari ammassavano di notte il bestiame, vitelli, maiali, pecore per condurlo, quando all’alba la Porta si apriva, nei vari palazzi delle famiglie nobili romane e nelle botteghe, dove venivano macellati. In alto, una grande lapide con lo stemma di Pio VI Braschi, che rammenta al passante come papa Pio VI Braschi, nel 1780, conoscendo la situazione di pericolo del grande deposito di legname dovuto ai ladri, ai frequenti incendi ed al forte vento che spirava sul fiume ed esaudendo benignamente le richieste dei mercanti, dei fabbri e dei falegnami, comprata per questo fine una vigna, ordinò al Cardinale Gugliemo Pallotta, proprefetto dell’Erario Apostolico (corrispondente all’attuale ministro delle Finanze e dei Lavori Pubblici), che fosse organizzata all’uopo e circondata di mura. Continue reading

GIULIO CESARE: RIAPERTURA IL 14 SETTEMBRE SE ARRIVANO I BANCHI

LICEO GIULIO CESARERitorno a scuola in forse nello storico liceo classico “Giulio Cesare” di Roma. Il rientro in classe, previsto per il 14 settembre sarà possibile soltanto a una condizione: «la consegna entro il 7 settembre di un numero di banchi monoposto adeguato alle esigenze della scuola, come è stato assicurato dal Ministero». È quanto si legge in una circolare del Giulio Cesare del 24 luglio scorso, riproposta in questi giorni ai genitori degli alunni. Nella seconda fase «gli studenti potranno tutti tornare a scuola negli spazi del nostro liceo – si legge nel documento -, purché risultino rispettati i parametri indicati dal Cts nel Documento tecnico, in particolare la distanza interpersonale non inferiore a un metro. Ciò ha richiesto la necessità di utilizzare come aule per le classi più numerose i due anfiteatri (di scienze e di arte), nonché il laboratorio di fisica». Il tutto però subordinato all’arrivo dei banchi monoposto adeguati. «Qualora i termini di consegna non fossero rispettati – si legge nella circolare -, le attività in presenza per tutti potrebbero prevedere – in via provvisoria nel periodo iniziale dell’anno scolastico – attività per gruppi di apprendimento oppure potrebbero essere ridotte e svolte in parte in modalità di didattica a distanza». Fonte: il Messaggero

VIA TIBURTINA, IERI E OGGI

SAN LORENZO

 

 

 

 

Il quartiere di San Lorenzo dopo il bombardamento del 1943: la principessa Maria Josè di Savoia in visita. La foto a colori mostra lo stesso luogo ai giorni nostri, in via Tiburtina, angolo via dei  Marrucini.

IL DEGRADO DI VILLA ADA

VILLA ADA 2“Possibile che Villa Ada sia in uno stato di totale abbandono?“. Inizia così il post Emanuela Caoci sul gruppo Facebook “Quartiere Trieste Salario – II Municipio”, con cui la residente riaccende i fari sullo stato di incuria in cui versa il polmone verde. Graffiti, erba incolta, tronchi crollati o abbattuti e mai rimossi, immobili fatiscenti, nastri gialli della polizia locale gettati in terra da chissà quanto VILLA ADA 1tempo. E ancora panchine inagibili e piante seccate dal grande caldo. Senza contare l’annosa questione dei bagni pubblici, chiusi da anni senza una spiegazione ufficiale, in attesa del restauro che potrebbe partire tra settembre e ottobre. Un quadro davvero preoccupante. Fonte: Roma H24

VILLA CHIGI: IN CORSO IL RESTYLING DELLA SCUOLA CONTARDO FERRINI

scuola contardo ferriniContinua il restyling – iniziato nel 2019 – della scuola Contardo Ferrini in via di Villa Chigi. Come si legge sulla pagina Facebook della consigliera municipale Paola Rossi, l’ufficio tecnico di via Dire Daua ha disposto degli interventi – in corso proprio in questi giorni – sulla facciata della struttura. In particolare, a essere oggetto dei lavori è l’intonaco che, ammalorato, permette infiltrazioni d’acqua che potrebbero pregiudicare il pieno utilizzo della scuola dell’infanzia. Questo è appunto soltanto l’ultimo di una serie di operazioni avviate lo scorso anno per rendere più sicuro l’edificio,  come l’adeguamento alle normative anti incendio, la rimozione dell’amianto ancora presente nel padiglione esterno. E poi ancora il ripristino di fognature, alberature del giardino e servizi igienici, oltre al rifacimento del cortile e all’abbattimento dei pini pericolanti di fronte alla scuola. Fonte: Roma H24

ANCHE OGGI MAURIZIO BATTISTA AL PARCO DELLA MUSICA

Maurizio-BattistaDopo la serata di ieri, anche oggi c’è Maurizio Battista all’Auditorium con il suo nuovo spettacolo “Ma non doveva andare tutto bene?” in scena nella Cavea del Parco della Musica.. Grazie alla sua proverbiale ironia affronterà i temi che hanno cambiato il mondo e le vite di tutti, per farne oggetto di riflessione, ma sottolineando gli aspetti grotteschi e contraddittori che, pur nel disagio, hanno costituito motivo di ilarità.

30 AGOSTO 1970, QUEL DELITTO A LUCI ROSSE IN VIA PUCCINI

casati-stampaIl 30 agosto del 1970, ormai mezzo secolo fa, ci fu un delittaccio in via Puccini, tra corso Italia e Villa Borghese. Quello dei marchesi Casati Stampa è stato uno dei più torbidi casi di cronaca nera degli anni Settanta. Un nobiluomo appassionato di fotografia spinge la moglie a rapporti sessuali da consumare con sconosciuti, fin quando la donna non si innamora di un giovane amante. È il 30 agosto 1970 quando al quartiere Pinciano, in via Giacomo Puccini, il maggiordomo della villa Casati Stampa introduce la marchesa Anna Anna-Fallarino-Casatiinsieme a un giovane ragazzo nella studiolo del suo padrone, il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino. Sono trascorse appena le 19. Non passano troppi minuti che una serie di colpi di fucile squarcia il silenzio dell’abitazione. Il maggiordomo e le altre persone di servizio accorrono verso lo studio quando un altro colpo scuote la casa. Poi di nuovo un funesto silenzio; la porta della stanza viene aperta e i domestici trovano tre cadaveri: quelli della padrona Anna Casati Stampa, nata Fallarino, del giovane Massimo Minorenti e del marchese Camillo Casati Stampa. È un duplice omicidio-suicidio. È il delitto Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa, appartenente a una delle più nobili famiglie milanesi, è uno degli uomini più conosciuti del bel mondo italiano. Sposato con la soubrette Lidia Holt, il suo patrimonio comprende varie tenute, palazzi, cavalli e anche un’isola tutta sua, l’isola anna-fallarino-casati-stampaZannone, la più settentrionale delle Ponziane. Ama le feste e lo sfarzo il nobile lombardo, e nel 1958, durante una di queste notti senza freni, incontra la bellissima e appariscente Anna Fallarino. Anna proviene da una famiglia di umili origini del Beneventano, ma, grazie alla sua avvenenza e intelligenza, è riuscita a inserirsi nel jet set romano e a sposare un benestante industriale della capitale. L’incontro tra Anna e Camillo è fulminante: i due si innamorano e il Casati Stampa si rivolge alla Sacra Rota Romana per annullare i loro matrimoni e potersi legare alla Fallarino. La coppia si sposa sia civilmente che in chiesa un anno dopo. Il rapporto coniugale tra i due si tinge casati_stampa1presto a tinte rosse. Il marchese ha bisogno di una buona dose di pepe e fa presente alla moglie delle sue preferenze in ambito sessuale. Spinge quindi la donna a incontri occasionali con altri uomini (ragazzi di strada, operai, camerieri, tutti scelti direttamente dal coniuge) al patto che lui, il marito, potesse immortalare quei momenti di fuoco in decine e decine di scatti. Conclusa la performance i partner sarebbero stati congedanti con qualche banconota da diecimila lire. Questo modus operandi soddisfa la passione per la fotografia e il morboso voyeurismo del marchese, che più che voyeurismo si tratta di candaulesimo, vale a dire il piacere provato nell’osservare la Camillo-Casati-Stampa-e-Anna-Fallarinopropria metà fondersi in un amplesso con un altro soggetto. Dal canto suo Anna Casati Stampa asseconda con gusto le perversioni del marito. Il particolare ménage della coppia diventa celebre negli ambienti della dolce vita; di fatti il marchese Camillo fa sfoggio con gli amici delle acrobazie e della duttilità delle quali è capace la moglie e non è affatto restio a mostrare i contributi fotografici di quelle notti roventi – consumate in giro per l’Italia, anche nella villetta che domina l’isola privata Zannone dove tutt’oggi circolano leggende su quelle morbose giornate di mezzo secolo fa. Quello tra i marchesi Casati Stampa però è un equilibrio precario, destinato a cedere. La marchesa Anna, infatti, si innamora di un ragazzo che era stato ingaggiato proprio dal marito per la marchesa casatiuno dei loro servizi fotografici a luci rosse. È il viveur Massimo Minorenti. Il patto di circoscrivere quegli incontri al solo piacere fisico è saltato. Irrimediabilmente. Camillo Casati Stampa capisce tutto e si sente distrutto. Il tarlo della gelosia, inclusa l’illusione del possesso radicata in ogni matrimonio indipendentemente dal ceto sociale, gli opprime il cervello, non lo fa dormire. La sua donna ha tradito quel tacito accordo che voleva soltanto rapporti mercenari senza alcun coinvolgimento sentimentale. Il gioco che tanto lo eccitava ora non lo fa più respirare. Sul finire di agosto del 1970 il annacasati2bis_ori_crop_MASTER__0x0_MGTHUMB-INTERNArapporto tra Camillo e Anna è ormai compromesso e il nobiluomo si ritira presso una sua tenuta in Veneto per riflettere. Fin quando il 30 agosto non ritorna a Roma per compiere la strage. Il caso ebbe grandissima risonanza mediatica non soltanto per il duplice omicidio e suicidio, ma anche per l’imponente materiale VIA PUCCINIfotografico trovato in casa dei Casati Stampa: circa 1500 foto della marchesa in posizioni erotiche e sessuali da sola o con decine di sconosciuti. Gli scatti di fuoco furono pubblicate dai rotocalchi scandalistici che ne fecero elemento di discussione per mesi.

SESSANTUNO ANNI FA S’INAUGURAVA LO STADIO FLAMINIO

04_MAXXI_NERVI_StadioFlaminioCi sono alcune domande a cui è difficile dare una risposta. Una di queste è certamente quella che riguarda lo stato di salute e di sicurezza dello stadio Flaminio. Incassato tra viale Tiziano e corso Francia, il secondo impianto sportivo polivalente di Roma è lì fermo e ormai sembra quasi che nessuno si accorga più della sua presenza. Si tratta del secondo impianto sportivo della Capitale per capienza dopo l’Olimpico e fu voluto da Antonio Nervi e il padre Pier Luigi per le Olimpiadi del 1960. Costruito al posto dello stadio Nazionale, che era stato dedicato alla squadra del Grande Torino, i lavori per il Flaminio durarono un anno e poco più (finirono nel 1958) e costò circa 900 milioni di lire dell’epoca. Continue reading