IL MAXXI RIDOTTO AD UNA DISCOTECA?

maxxi“Hanno vinto loro. Ho ancora il mutuo sulle spalle, ma sto lasciando casa. Mi trasferisco dall’altra parte di Roma. Ho bisogno di dormire per non ammalarmi ” . È stremata Eva. Lavora 12 ore al giorno come libera professionista, ha un figlio piccolo a cui badare e centinaia di ore di sonno in arretrato. Perché le note della musica da discoteca dal martedì alla domenica rimbombano nella piazza del Maxxi, avvolgono i palazzi che affacciano in via Masaccio, piazza dei Carracci, via Guido Reni e via Calderini. Bucano le finestre con i doppi vetri e negano il riposo a centinaia di famiglie del Flaminio. Continue reading

LA SAPIENZA DECIDE DI TAGLIARE LE TASSE AGLI STUDENTI

LA SAPIENZAL’università La Sapienza taglia le tasse. Il Consiglio di Amministrazione dell’ateneo La  ha approvato ieri pomeriggio, con il voto unanime dei rappresentanti degli studenti e di tutti i consiglieri, gli importi delle tasse che gli iscritti dovranno versare per il prossimo anno accademico. Tra le novità introdotte dal Cda, è prevista l’esenzione completa per le matricole e per gli studenti meritevoli con Isee fino a 24.000 euro; la soglia è stata elevata di 4.000 euro rispetto a quanto stabilito dal Miur, che fissa a 20.000 il tetto per l’esenzione. Sono stati inoltre approvati sconti dal 20% all’80% per gli studenti con Isee dai 24.000 ai 30.000 euro. Continue reading

VIALE PRETORIANO: L’ACCOGLIENZA CHE NON C’È

mura aureliane 1Materassi e tende. Vestiti appesi tra un albero e un altro. Resti di cibo e pentole. Alle spalle le Mura Aureliane, che indicano il centro città. Il risveglio su viale Pretoriano è questo. Qui una cinquantina di persone sono costrette a dormire in questo piccolo fazzoletto di verde tra il quartiere San Lorenzo e la zona di Castro Pretorio, ai margini di quella che è la vita di una città. Sono quasi tutti migranti, molti non parlano nemmeno l’Italiano, tanto da far supporre che siano di passaggio. Chi invece ci riesce perché vive qui da molto tempo racconta di uno spostamento da un punto all’altro della città. Da uno sgombero all’altro: “Se la polizia dovesse venire anche qui va bene, nel senso siamo ormai abituati a tutto questo – dice Jacob, 36enne della Sierra Leone, bracciante agricolo bloccato a Roma per il covid -. Il fatto è che da qualche parte dobbiamo andare, almeno per dormire la notte”. A condividere con lui la stessa disperazione, giovani del Mali, Costa Mura Aureliane 2d’Avorio, Senegal, Tunisia. Alcuni davvero giovanissimi. E mentre le immagini del centro storico di Roma trasformato in un rifugio per i più disperati fanno il giro del web, c’è da chiedersi perchè questi ragazzi si trovino qui. Abbiamo provato a sentire Andrea Costa, storico portavoce di Baobab Experience, che il movimento dei migranti transitanti lo conosce bene: “Queste persone non spariscono e non è certo uno sgombero dietro l’altro a risolvere il problema – spiega -. Serve un hub di prima accoglienza, lo diciamo da anni, in grado di dare loro informazioni, asssistenza legale e sanitaria. E le associazioni, nonn solo noi del Baobab, si metterebbero subito a disposizione delle istituzioni per farlo funzionare”. Fonte: Romatoday

1915, VIA COMO

via como angolo via trapani

 

 

 

 

Siamo attorno al 1915, in via Como angolo via Trapani. Nell’immagine pubblicata su Fb da Renata, due villini della Cooperativa Italia.

SAN LORENZO: I RESIDENTI VOGLIONO SPAZI PUBBLICI FRUIBILI

RETE-SAN-LORENZO-QUADRANTE-SARDI-SABELLI-MARSIDopo la lettera inviata  a maggio scorso al II Municipio e al Comune, nella quale chiedeva  che gli spazi pubblici del quartiere tornassero  a essere pienamente fruibili per i residenti, in particolare le poche aree verdi, in molti casi inaccessibili o non utilizzabili, la  rete di comitati della Libera Repubblica di San Lorenzo  è tornata a scrivere alle istituzioni cittadine inviando nuove e dettagliate proposte per l’uso collettivo e gratuito dello spazio pubblico. Per i comitati l’emergenza Covid 19 ha ancora di più evidenziato, da un lato,” la necessità di ripensare il modello di sviluppo della città in direzione della sostenibilità ambientale (verde, ciclabilità, ecc.)”, dall’altro, di guardare  allo spazio pubblico”per nuove e molteplici funzioni”. Uno spazio  che può essere vissuto  solo come “tramite”,  come i marciapiedi, o considerato un vuoto  da riempire – di parcheggi,  tavolini o banchi di ambulanti – o scarti tra un luogo e un altro, o spazio inaccessibile.

NESSUN PARCHEGGIO SOTTERRANEO AL PARCO NEMORENSE

Parco-NemorenseIl Municipio ha dato notizia dell’imminente cancellazione del progetto di  un parcheggio sotterraneo privato che avrebbe dovuto essere scavato in un’area del Parco Virgiliano Nemorense in parte occupata da un deposito Ama, ma circondata da alberi e soprattutto all’interno di un parco storico realizzato alla fine degli anni Venti dal famoso architetto paesaggista Raffaele de Vico. L’intervento del Piano Urbano Parcheggi prevedeva la realizzazione di 184 box per 190 auto e 21 posto moto su tre piani interrati, un progetto di cui i residenti hanno  appreso l’esistenza solo nel 2012, e che è stato oggetto di una lunga battaglia dei cittadini del quartiere, riunitisi  nel “Comitato Quelli che il parco“, che l’11 luglio 2012 hanno  consegnato 3400 firme al gabinetto del Sindaco e in seguito hanno continuato a prendere iniziative  con esposti  e manifestazioni di protesta. Continue reading

PIAZZA MINCIO: FONTANA DELLE RANE, VERSO LA FINE DEL RESTAURO

FONTANA DELLE RANEScrive Monica: ““La fontana delle Rane era in cattivissimo stato e se il Comitato Coppedè non chiedeva il restauro era impossibile salvarla. Hanno levato 30 quintali di calcare e Acea elettrica che deve ripristinare il vecchio lampione che si pensa che sia in un loro magazzino non ha permesso di usare la elettricità… Così hanno detto alcuni addetti ai lavori. A breve finiscono il restauro ma per il momento non è stato permesso di mettere le luci nonostante la sovritendenza abbia richiesto ciò”.

VIALE DEL POLICLINICO, L’EDICOLA DELLA MADONNINA

Edicola-Madonnina-del-TramviereIl 19 luglio 1943 il tramviere Marco Ferranti fu sorpreso dall’allarme antiaereo in viale del Policlinico e cercò scampo riparandosi accanto alle Mura Aureliane nei pressi di un’edicola sacra con una statuetta della Madonna del Divino Amore, frutto della devozione popolare. Il tramviere si raccomandò alla Madonnina e, “miracolosamente”, insieme a chi si era riparato lì vicino si salvò dal primo bombardamento di Roma. Il giorno dopo Ferranti appose sotto la statuetta una targa di marmo con la scritta “Alla Vergine Maria, per grazia ricevuta”. In seguito molte altre targhe furono attaccate su quel tratto di Mura, accanto alla “Madonnina del Tramviere” – come la chiamò la gente – dato che tra i romani si era diffusa l’abitudine di invocare quella Madonna durante le incursioni aeree.