SAN LORENZO, VILLA MERCEDE ANCORA CHIUSA

VILLA MERCEDEL’unica cosa che è cambiata in questi due anni di chiusura è l’altezza dell’erba, che si è anche infilata ovunque: nelle sedute delle altalene dei piccoli, nei giochi, nelle panchine, nei sentierini. Per il resto, tutto come prima: inesorabilmente chiuso. L’area giochi per i più piccoli di Villa Mercede, dalla notte tra il 15 e il 16 dicembre 2018 quando crollò parte del muro della villa, quella che si affaccia su via dei Marrucini, è ancora inagibile, proprio come due anni fa. “Se non successe niente a nessuno fu soltanto un miracolo ” racconta uno dei custodi della Villa. “Proprio lì davanti, in via dei Marruccini, c’è un locale frequentatissimo dai giovani”. Quella notte il muro cedette di schianto, con un boato assordante, come raccontarono i testimoni, sollevando un nuvolone di polvere, lasciando sulla strada migliaia di detriti, e danneggiando sette macchine e due motorini. Continue reading

MA QUANTE SONO LE FONTANE DI VILLA BORGHESE?

Le fontane di Villa Borghese furono costruite tra l’inizio del XVII e gli inizi del XX secolo e si dividono in vari tipi: fontane usate come decorazione, fontane usate come punto di sosta e refrigerio e fontane minori come elementi naturali. Le fontane sotto elencate sono le principali, con cui quest’elenco vuole ripercorrere la collocazione originaria delle primitive fontane nel parco ideato da Flaminio Ponzio su commissione del cardinale Scipione Borghese Caffarelli, nipote di papa Paolo V. Continue reading

QUANDO I TRAM PERCORREVANO LE STRADE DEI NOSTRI QUARTIERI

PIAZZA ISTRIA 2Sul sito tramroma.com troviamo questa testimonianza di un dipendente del trasporto pubblico romano che descrive il percorso dei tram di una volta, alcuni dei quali passavano per corso Trieste, piazza Trento, ma anche piazza Fiume e piazza Gondar, per citare alcuni luoghi in cui transitavano questi mezzi che non inquinavano al VIA DENZA 2contrario degli attuali bus: “Il 106, come il 105, era una delle mie linee filoviarie abituali; abitando in posizione equidistante dall’una e dall’altra, utilizzavo il 105 e il 106 più che altro secondo l’estro del momento. Per il 106 prenderemo le mosse dall’immediato dopoguerra, quando cominciarono a riapparirvi i filobus, anche se all’inizio in condizioni abbastanza precarie: VIA ROSSINIricordo chiaramente la 4259, un Alfa/Stanga/Tibb a due assi, uscita dalla revisione lucida e pulita, ma con dei tappi di legno verniciati di rosso al posto dei fanalini di posizione posteriori in alto (l’Atac dell’epoca era senz’altro da ammirare: oggi, al posto dei vetri mancanti, i fanalini avrebbero due buchi). Il 106 condusse una vita priva di particolari eventi, servito dagli onnipresenti Alfa 110-AF un po’ di tutti PIAZZA MANCINIi gruppi all’incirca fino al 1948, quando cominciarono ad apparirvi gli Alfa 110-AF2 del gruppo 63. Imparai subito a distinguere le 63 di costruzione del 1942 da quelle che, per il completamento della fornitura, stavano allora arrivando dalla fabbrica: le prime, oltre ad apparire un po’ malandate, erano caratterizzate dall’avere l’interno in colore verdolino, CORSO D'ITALIAanzichè nell’usuale marrone. In ogni caso, questi filobus apparivano allora veramente bellissimi, con la carrozzeria dalle fiancate leggermente rastremate verso l’alto, la tabella anteriore di linea sotto vetro, la cabina del conducente chiusa (un particolare a dire il vero un po’ scomodo per l’osservatore), la strumentazione a posto con tutte le spie funzionanti. Poi sembravano molto più potenti degli altri Alfa: sulla PIAZZA ISTRIAsalita di via Capo le Case e in via Francesco Crispi l’accelerazione di cui erano capaci era veramente impressionante: i conducenti usavano portare a fondo di colpo il pedale acceleratore e il filobus si avviava con il caratteristico sibilo, alla massima accelerazione consentita dall’avviatore automatico; io potevo seguire l’avviamento osservando l’amperometro del circuito di trazione, VIA DENZAposto in alto a sinistra, o guardando la spia dell’esclusione del reostato (bei tempi, altro che chopper ed elettronica…). In breve, il 106 fu servito interamente dalle 63 ed accanto a quelle del 1942, ogni giorno ne vedevo qualcuna recentissima: ricordo come seguii l’arrivo di tutta una serie dalla 6349 alla 6367; come al solito, le vetture arrivavano alla spicciolata, senza nessun ordine, anzi alcune, come la 6343, la 6371 e la 6379, arrivarono molto tempo dopo, per ultime. Le 63 durarono poco sul 106, mi sembra di ricordare fino al 1950, quando cominciarono ad essere affiancate dai nuovi Fiat/Cge 672-F del sottogruppo 64 con carrozzeria Cansa (il primo sottogruppo aveva carrozzeria Carmagnola). Continue reading

BASILICA DI SAN LORENZO FUORI LE MURA, UN PO’ DI STORIA

basilica san lorenzo fuori le muraoggi la statua al veranoNell’immagine grande, la chiesa di San Lorenzo fuori le mura, accanto al Verano. Siamo tra i cinque e i dieci anni dopo la Breccia di porta Pia, quindi 1875-1880. Nel XVIII Secolo Papa Clemente XI Albani (1700-1721) decise di erigere una colonna sormontata da una croce di fronte alla basilica di San Lorenzo. Con il Pontificato di Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1848-1878) venne abbattuta la limitrofa collina del Pincetto, dando uno spazio molto più ampio al piazzale di fronte alla basilica. Questo fatto rese la colonna esistente sproporzionata rispetto al nuovo spazio, e si decise di sostituirla con una nuova. Il primo aprile 1864, Monsignor Marinelli benedisse la posa della prima pietra del nuovo monumento. Nel 1865 venne inaugurato il nuovo monumento, una colonna di 21 metri di altezza sormontata da una statua di 3 metri raffigurante San Lorenzo con in mano una graticola, lo strumento con cui fu martirizzato. La statua venne realizzata dallo scultore Stefano Galletti e da Francesco Lucenti, mentre il capitello da Sante Cianfaroni ed il piedistallo da Francesco Vitti. Lo stemma del Beato Pio IX, invece, è stata realizzata dallo scultore Carimini. La Colonna di San Lorenzo non fu colpita nel corso del bombardamento del 19 luglio 1943 che danneggiò invece la basilica e colpì duramente il quartiere.

LA RIPARTENZA SANIFICATA DEL CINEMA DE PROVINCIE D’ESSAI

Cinema, la ripartenza sanificata del Delle Provincie d'essaiIl Delle Provincie è il cinema d’essai tra i simboli della zona di Piazza Bologna, aperto come sala parrocchiale dal 1934 riparte con distanziamento, sanificazioni e percorsi alternativi. “La gente è tornata entusiasta: ci dicono che il cinema è solo al buio della sala – spiega il direttore Tonino Errico -, ma non possiamo continuare a lungo con soli 60 posti in sala”. Fonte: il Messaggero

AUDITORIUM: IN PREVENDITA I BIGLIETTI PER “LA NOTTE DEL CAFFÈ”

auditoriumDa ieri sono aperte le prevendite per “La Notte del Caffè”, l’evento musicale che andrà in scena il 4 agosto alla Cavea del Parco della Musica per la rassegna “Auditorium Reloaded”. Una festa in musica che attraversa il Mediterraneo sulle rotte degli antichi viaggiatori. Tre progetti musicali che si incontrano in una notte di musica e sapori: Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio, Stefano Saletti & Banda Ikona, Pejman Tadayon Sufi ensemble. Tre modi diversi di raccontare il Mediterraneo e le sue tante culture. Questo il senso di una serata speciale nella quale i tre Maestri cerimonieri Citarella, Saletti e Tadayon, da anni riuniti nel progetto del Cafè Loti, presentano i loro progetti solisti in un unico grande spettacolo. Continue reading

GUILLERMO MARIOTTO A CENA IN VIA ISONZO

MARIOTTOIeri da Settecereali, il ristorante bio di via Isonzo, a cena con un amico e il cane Bambi c’era Guillermo Mariotto, il noto stilista venezuelano, che vive da anni in Italia, conosciuto anche per essere tra i giudici protagonisti di “Ballando con le stelle” in tv. Affiancato da un ufficio formato da giovani stilisti e disegnatori, Mariotto cura personalmente le linee del marchio Gattinoni: maglie, camicie da uomo, jeans, prêt-à-porter, accessori, sino al design delle bottiglie di una linea di profumi. Ha pubblicato a maggio del 2010 il volume Ballando sull’acqua edito da Add editore. Da marzo 2011 firma la rubrica “le bacchettate di Mariotto” sul settimanale Gente diretto da Monica Mosca. Nel 2018 il designer, che ha vissuto per anni nel quartiere di Trastevere, in occasione dei solenni festeggiamenti della Madonna Fiumarola ha realizzato le vesti per la cinquecentesca statua. Ora abita dalle parti di via Alessandria.