LA SCOMPARSA DI CESARE NISSIRIO

nissirioScrive Marco Esposito: “Volevo segnalarvi che purtroppo è venuto a mancare in questi giorni Cesare Nissirio, un intellettuale del quartiere (abitava in via Catania, ndr), promotore culturale, scrittore, saggista, ideatore di mostre ed eventi e grande amante della cultura francese tanto da aver fondato il “Museo parigino a Roma”. Qualcuno di noi avrà avuto l’immenso piacere di conoscerlo…io da pochi mesi ma lo voglio ricordare con questo concerto che ha donato alla nostra collettività lo scorso gennaio presso la Casina delle Civette di Villa Torlonia, presentandosi in una delle molteplici vesti della sua personalità eclettica, quella di “chansonnier”. Buon viaggio Cesare. E ancora grazie”.

VILLA ADA, STRAGE DI PINI

villa ada“Fermate la strage dei pini a Villa Ada”. È l’allarme lanciato da Lorenzo Grassi, il coordinatore dell’Osservatorio Sherwood, formato da un gruppo di cittadini impegnati da oltre 10 anni per la tutela del polmone verde del municipio II, una delle foreste urbane più grandi d’Europa, con  oltre 600 specie arboree diverse. villa ada 2Un grido d’allarme condiviso dalle sette fondatrici del comitato “Salviamo i pini di Corso Trieste”, preoccupate anche loro per la sorte dei 129 pini che impreziosiscono la passeggiata tra via Nomentana e piazza Annibaliano. A Villa Ada “negli ultimi giorni sono tornate in azione le motoseghe del Campidoglio – spiega Grassi – finora hanno abbattuto circa villa ada 3sei pini nella porzione del parco compresa tra il laghetto superiore e la strada che conduce al maneggio: in questa zona oltre 50 alberi sono stati contrassegnati con una x rossa dipinta sui fusti, il che, secondo l’ultimo monitoraggio eseguito nel 2018 su bando dell’anno precedente (una gara da 3,5 milioni di euro), significa che sarebbero da abbattere”. Un fatto che preoccupa non solo l’Osservatorio Sherwood, ma tutti i frequentatori della villa, in testa gli amministratori più attenti alle dinamiche del territorio. Continue reading

LA FONTANA DI PIAZZALE FLAMINIO

Sul piazzale Flaminio, a destra della Porta Flaminia, tra la Porta ed un fioraio, c’è una fontana ormai parzialmente coperta dalla balaustra del sottopasso pedonale. E’ costituita da una grande vasca rettangolare di laterizio, con bordi e basi di travertino, fiancheggiata da due cubi dello stesso materiale, sormontati da sfere, da cui altrettante cannelle versano getti d’acqua. Al centro della vasca c’è lo stemma comunale con la data di costruzione scritta sulla base. Nel 1886, la fontana decorativa che oggi si vede sostituì una vasca più semplice che funzionava da abbeveratoio per le bestie destinate a finire sulle tavole dei romani, specie di quelli più ricchi. Ancora nell’Ottocento, infatti, in questa area, una volta a settimana, i vaccari ammassavano di notte il bestiame, vitelli, maiali, pecore per condurlo, quando all’alba la Porta si apriva, nei vari palazzi delle famiglie nobili romane e nelle botteghe, dove venivano macellati. In alto, una grande lapide con lo stemma di Pio VI Braschi, che rammenta al passante come papa Pio VI Braschi, nel 1780, conoscendo la situazione di pericolo del grande deposito di legname dovuto ai ladri, ai frequenti incendi ed al forte vento che spirava sul fiume ed esaudendo benignamente le richieste dei mercanti, dei fabbri e dei falegnami, comprata per questo fine una vigna, ordinò al Cardinale Gugliemo Pallotta, proprefetto dell’Erario Apostolico (corrispondente all’attuale ministro delle Finanze e dei Lavori Pubblici), che fosse organizzata all’uopo e circondata di mura. Continue reading

CORSO TRIESTE, 4 GIUGNO DEL 1944

CORSO TRIESTE 1944

Corso Trieste. È il 4 giugno del 1944 alle ore 7. I carri della V armata americana sono entrati a Roma e vengono festeggiati – come si vede – dalla popolazione.  Fonte:  Roma Sparita (archivio: Paola Mazzei)

VIA FLAMINIA: QUEL GIUGNO DEL ’44

ROMA LIBERATALa liberazione di Roma fu uno degli episodi principali della Campagna d’Italia della Seconda guerra mondiale. Il 4 e il 5 giugno 1944 le truppe americane del generale Mark Wayne Clark riuscirono a superare le ultime linee difensive dell’esercito tedesco ed entrarono nella città senza incontrare resistenza, ricevendo l’entusiastica accoglienza della popolazione romana. Il feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante della Wehrmacht in Italia, preferì ripiegare verso nord senza impegnare un combattimento all’interno dell’area urbana.