UN 2 GIUGNO DI SOLIDARIETÀ E CULTURA IN BICICLETTA

in biciUn 2 Giugno di solidarietà. cultura. e bicicletta. Una pedalata in amicizia, sicurezza e generosità. Come? In bicicletta o monopattino, distanziati. e in mascherina. Quando? Martedì 2 giugno alle 11. Dove? A Piazzale del Verano, davanti alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Perché? Per portare un sacchetto con buone cose da mangiare, preparato da ciascuno a casa. E distribuirlo a persone bisognose. Da Piazzale del Verano al Policlinico e Piazza Fiume e poi lungo Villa Borghese. Percorrere Ciclabile fino a Piazza Tevere, tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. Ad ammirare con Tevereterno “Triumphs and Laments” di W. Kentridge. Infine, proseguire lungo la Ciclabile Tevere fino a Ponte Sublicio e  tornare a casa da Metro B Piramide. Aderiscono: Comunità di Sant’Egidio, Tevereterno, Ciclabile Nomentana Subito! A Roma. La cultura non costa niente! Bike Square.

VIALE XXI APRILE: IL MONUMENTO AI CADUTI DELLA GUARDIA DI FINANZA

VIALE XXI APRILE MONUMENTO GDFVIALE XXI APRILEIl Monumento ai caduti della Regia Guardia di Finanza è in largo XXI Aprile, all’incrocio di via De Rossi con viale XXI Aprile. Il Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza fu completato nel 1924 e inaugurato nel 1930. È opera dello scultore Amleto Cataldi ed è costituito da un cilindro in peperino arricchito da sculture in bronzo che rappresentano finanzieri nell’assolvimento del proprio dovere e sormontato in alto da una statua raffigurante l’Italia. A caratteri romani, in alto nel peperino, la scritta dedicatoria: Nell’anno VII dell’era fascista – regnando Vittorio Emanvele III – dvce Benito Mussolini – in onore ai cadvti della regia guardia di finanza – queste pietre tvtelari Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza– e il bronzo perenne – confidano agli italiani – il comando il giuramento il premio – di silenziosa fedeltà. Da un punto di vista estetico il monumento non può definirsi un successo: le statue dei finanzieri sono massicce e statiche, nonostante vogliano ritrarre proprio delle azioni, e la statua dell’Italia in cima, realizzata in dimensione ridotta per sfruttare l’effetto prospettico, appare ridicolmente piccola.

QUANDO PORTA PINCIANA VENNE IMPACCHETTATA DA CHRISTO

I meno giovani  ricorderanno che nel gennaio del 1974 l’artista Christo impacchettò i quattro archi di Porta Pinciana, ovvero il tratto delle antiche mura aureliane compreso tra Villa Borghese e via Veneto. Utilizzando tessuto in polipropilene e corde in dacron, l’artista coprì entrambi i lati delle mura, la parte superiore e gli archi. L’installazione, esposta per quaranta giorni, faceva parte della mostra ‘Contemporanea’ per gli Incontri Internazionali d’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva, svoltasi nel garage sotterraneo di Villa Borghese. Quattro i giorni di lavoro impiegati per l’esecuzione dell’opera: dal 27 al 30 gennaio.

CAGNOLINA SCAPPATA IN VIA TRIPOLI: L’APPELLO DEI PROPRIETARI

AERAIeri mattina è scappata Aera (pronuncia Era) la mia cagnetta, l’ho persa di vista a via Tripoli nel quartiere Africano, è cucciola, ha 6 mesi ed è di taglia piccola, se la vedete per favore avvicinatela con calma che è molto paurosa, è scappata con tutto il guinzaglio attaccato ed è microchippata. Sul collare ci sono i numeri ma li scrivo anche qui: 3343044104 Edoardo,3479164759 Ornella.

PIAZZA MASSA CARRARA, INCIVILI ALLO SBARAGLIO

piazza massa carrarapiazza massa carrara 1piazza massa carrara 2piazza massa carrara 3piazza massa carrara 4piazza massa carrara 5piazza massa carrara 6Desolazione, rabbia e sconforto: sono i sentimenti di chi ha postato su Facebook le foto che mostrano il degrado al quale è stato sottoposto il parco giochi di piazza Massa Carrara. Un gruppo numeroso di notturni bevitori ha disseminato la zona di bicchieri vuoti e cannucce, dopo aver brindato alla conclamata inciviltà che gli è propria.

LE PRESENZE ILLUSTRI DEL VERANO RACCONTATE IN UN LIBRO

COPERTINASulla tomba di Alberto Sordi, nel cimitero monumentale del Verano a Roma, l’epitaffio recita «Sor Marchese è l’ora», su quella di Aldo Fabrizi «tolto da questo mondo troppo al dente», mentre Vittorio Gassman scelse «non fu mai impallato. “Il Verano. Paradiso degli artisti”, libro scritto in coppia da Armando Ottaiano e Rolando Galluzzi, racconta la storia di un cimitero, attraverso i suoi illustri abitanti, circa 500, che in vita hanno arricchito l’Italia con la loro arte. La genesi del libro assomiglia alla sceneggiatura di un film: un ragazzino di 13 anni, Armando Ottaiano (scrittore ed attore) che scopre di fronte la tomba del nonno, una celebrità. Antonio De Curtis, in arte Totò. Una casualità che fa nascere in lui una curiosa passione per i defunti celebri, che diventa il filo tomba gassmanconduttore di un romanzo autobiografico, in cui l’autore vive nell’alter-ego Ciro. «Due anni fa si presentò alla casa editrice un ragazzo di 25 anni del rione Ponticelli (Napoli) che aveva trascorso le vacanze e i fine settimana della sua adolescenza e gioventù a Roma, negli archivi del cimitero del Verano, per localizzare e catalogare le tombe di attori, registi, mestieranti del cinema, ma anche poeti, scrittori, TOMBA SORDIcantanti» dice Galluzzi, il coautore del volume, «mi presentò una guida completa con oltre 500 nomi, dalla quale è nato il romanzo, in cui il protagonista immagina di dialogare con i suoi miti che riposano nell’aldilà». Tutto nacque dallo sgomento di aver saputo che Eduardo De Filippo non riposava nella sua Napoli, bensì a Roma. Se la prima parte de “Il Verano. Paradiso degli artisti” è un romanzo, il resto del TOMBA de_sicalibro si divide in capitoli che affrontano diversi argomenti. Come la storia del cimitero, sorto già in epoca romana sul terreno della famiglia patrizia dei Verani e sviluppatosi su impulso di Napoleone fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando fu realizzato il secondo cimitero di Prima Porta. Questa parte racconta Galluzzi è «un omaggio che ho voluto fare ad un luogo famigliare, perché io abito nel quartiere di San Lorenzo. Il Verano è un posto bellissimo, anche se purtroppo è lasciato al degrado». Tomba FabriziNei capitoli successivi si racconta l’aldilà immaginato dai popoli del passato, i celti, gli etruschi, i romani. C’è una guida con le localizzazioni dettagliate delle lapidi. Gli epitaffi, alcuni simpatici, altri commoventi sono da leggere tutti. Scoprire chi riposa per sempre nel Verano desta stupore. C’è gran parte del mondo del cinema. I De Sica, Corbucci, Mastroianni (vero nome Mastrojanni), Bud Spencer, Mario Brega solo per citarne alcuni. Ma anche altre personalità come Trilussa, Rino Gaetano, Goffredo Mameli. E non mancano notizie che destano curiosità. In quanti sanno che tre artisti, incarnazione della romanità, come Claudio Villa, Anna Magnani e Franco Califano sono seppelliti fuori Roma. Infatti nel libro, realizzato dai due autori con maniacale passione e precisione, ci sono anche gli altri cimiteri di Roma e quelli nelle vicinanze. «La summa del libro – considera infine Galluzzi – è nell’epitaffio più curioso, posto all’ingresso del quadriportico. Quello che noi siamo, voi sarete e quello che voi siete noi fummo». La filosofia della vita. 

CASA RIFUGIO PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA NEL MUNICIPIO

LA CASAApre in Municipio II, da un bene sequestrato alla mafia, una nuova “Casa rifugio per donne vittime di violenza”, sole o con figli minori. Grazie alla collaborazione tra Istituzioni, Asp Asilo Savoia e Telefono Rosa – Pagina Ufficiale è stato possibile realizzare un sogno, una casa sicura per ricominciare, un altro tassello concreto del nostro Piano Municipale Antiviolenza. Grazie alla Commissione Pari Opportunità e alla sua Presidente per il concreto sostegno e per averci LA CASA 1sempre creduto. Grazie alla Presidente, al Direttore, agli Uffici Socio-Educativi e all’ufficio Tecnico del Municipio II per aver dato priorità, in piena emergenza, anche a questo fondamentale progetto. Grazie alla Asl-Roma 1 per esserci sempre. Appena possibile celebreremo questa nuova gemma del nostro territorio, sbocciata in piena emergenza, a dimostrazione che tutto ciò che si può si deve. Con Francesca Del Bello, Massimiliano Monnanni, Gabriella LA CASA 2Moscatelli, Celeste Manno, Domenico Giraldi, Vitaliano Taccioli, Paola Rossi, Isabella Montagna, Valentina Caracciolo, Giorgio Andreoli, Carlo Manfredi, Rita Lattanzi, Giovanna Maria Seddaiu, Guido Capraro, Lucrezia Colmayer, Cecilia D’Elia, Maria Saggese, Nicoletta Maturi, Paola Braca Sbaccanti, Maria Grazia Castellani, Francesco Frolloni, Angela Piattella, Piero Presutti, Emilia Quattrone, Giulio De Gregorio, Maura Cossutta, Michela Cardinale.

CALPESTANDO LA STORIA: VIA SALARIA ANTICA

Il sale era nel passato l’elemento fondamentale per la conservazione dei cibi e quindi un prodotto che le popolazioni abitanti lontano dalle coste marine devono procurarsi o attingendolo direttamente ai bacini di raccolta o scambiandolo con altri beni. In ogni caso, è necessario trasportarlo utilizzando mezzi naturali come i fiumi o creati dall’uomo come le strade e la via Salaria nacque nella notte dei tempi per questo scopo. Il percorso comincia dal Mare: dagli stagni di Ostia, ove erano attive le antiche saline (“Campi salinarum”). Il sale, la cui raccolta era gestita direttamente dai popoli sabini, era caricato su mezzi di trasporto terrestri che percorrevano le vie parallele alle sponde del fiume: la via Ostiense, sulla sponda sinistra e la via Campana (che portava ai Campi) poi Portuense, sulla sponda destra. Continue reading

INTERESSANTE PROGETTO DI AMUSE

IL LOGO DI AMUSELo scorso marzo Amuse, Associazione Amici Municipio Secondo, impegnata da tempo nella cura e nella riqualificazione degli spazi verdi della città, ha presentato al Dipartimento Ambiente del Comune di Roma Capitale la richiesta per la realizzazione di un intervento di sistemazione a verde delle due aiuole esistenti di piazza Ungheria, nell’area di fronte alla Chiesa di San Roberto Bellarmino, come primo segnale di riqualificazione di questo grande spazio urbano pubblico. Piazza Ungheria è una piazza baricentrica rispetto a quattro importanti Quartieri del Municipio II -Parioli, Pinciano, Salario, Trieste – ed è luogo di passaggio di un consistente flusso di veicoli e persone che percorre la città da Est ad Ovest e da Nord al centro città. Sulla piazza insistono alcune realtà che rappresentano dei punti di riferimento della vita di questi quartieri, come la Chiesa di San Roberto Bellarmino e luoghi di ritrovo storici come il Bar Hungaria, mentre la zona limitrofa è caratterizzata dalla presenza della sede dell’Università Luiss, oltre che di numerosi esercizi commerciali. Continue reading

VIA BISAGNO: IL PUNTO EINAUDI SEGNALA IL LIBRO “FLOWER POWER”

coverIl Punto Einaudi di via Bisagno (traversa di corso Trieste) segnala tra le novità in libreria “Flower Power” di Alessandra Viola. Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli? Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un’idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l’uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull’orlo dell’estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l’ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una «Dichiarazione universale dei diritti delle piante», che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.