CORSO D’ITALIA: MASCHERATO E CON TAGLIERINO RAPINA LA FARMACIA

LA FARMACIA GELLINIRapina alla farmacia Gellini di corso Italia. Il colpo è stato messo a segno l’altro giorno da un rapinatore solitario, cosa che è accaduta anche il giorno dopo. Entrato intorno alle 18 nella farmacia che si trova al civico 100 della strada con il volto travisato da una mascherina ed il cappuccio di una felpa blu, il rapinatore ha minacciato la farmacista con un taglierino e si è fatto consegnare circa 1600 euro, poi la fuga.

 

Foto: Alessandro Ricci

OGGI, ALLE 19, LA TROMBA DI GIOVANNI FALZONE ONLINE

giovanni_falzoneok_20200522181926_900kIl trombettista e compositore Giovanni Falzone interpreta in solo il brano «Neve» per #AuditoriumLives, la programmazione online sui canali social dell’Auditorium Parco della Musica. Il video sarà visibile oggi dalle 19. «Neve» è tratto dal recente album di Falzone intitolato «L’Albero delle fate» e pubblicato dalla Parco della Musica Records. Fra i trombettisti e compositori di spicco della scena jazz, Falzone è capace di muoversi con grande virtuosismo e fantasia anche attraverso musica classica, elettronica e improvvisazione libera.

LA SCOMPARSA DI ANTONELLO RIVA: FUNERALI A PIAZZA EUCLIDE

antonello rivamario rivaAntonello Riva, executive chef, è morto. Ad annunciarlo è la famiglia di Riva sul suo profilo Facebook: «Per chiunque volesse salutare Antonello, i funerali si terranno lunedì 25 maggio alle ore 10 presso la Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria a piazza Euclide. Ci si disporrà uno per banco e vista la grande capienza della navata principale sarà possibile rispettare il distanziamento sociale». Antonello Riva era figlio del notissimo Mario Riva.

MUNICIPIO: GLI ALBERI DA ABBATTERE SONO UN CENTINAIO

CORSO TRIESTESono un centinaio di alberi, solo nel Municipio II di Roma (quartieri semicentrali come Trieste, Salario, Nomentano), e vanno tutti abbattuti al più presto. Controlli a tappeto su tutti i fusti a rischio crollo dopo lo schianto di giovedì sera, poco prima delle 20 in via Lisbona angolo via Panama. Un grosso albero, senza radici, nel giardino spartitraffico è crollato a terra, colpendo con i rami due auto parcheggiate in strada. Per un VIA NOMENTANA, L'ALBERO CADUTOmiracolo non ci sono stati feriti. Sono in corso indagini per capire come mai nessuno si fosse accorto che il fusto non aveva più radici, e soprattutto per allargare il raggio d’azione. Quante altre piante sono in queste condizioni a Roma? Premessa doverosa: l’appalto da 20 milioni di euro per la manutenzione del verde verticale è drammaticamente fermo mentre il ciclo degli 330 mila alberi di Roma va avanti. E po «negli ultimi sessant’ anni si è continuato a piantare alberi senza preoccuparsi dell’impatto futuro: abbiamo platani chiusi nel poco spazio dei marciapiedi, pini secolari vicini alla scuole», racconta l’assessore all’Ambiente del Municipio II Rino Fabiano che ha fatto un sopralluogo stamattina nelle ville storiche. Il monitoraggio avviato dall’Ufficio Giardini di Roma Capitale, quello  con sede a Villa Ada, ha scoperto che ci sono oltre cento alberi da abbattere. Continue reading

LA CASA DEL SOLE DI VIA DELLA LEGA LOMBARDA, ECCO LA STORIA

Su via della Lega Lombarda, al civico 41-43, si trova la cosiddetta Casa del Sole, costruita tra il 1929 ed il 1930 da Innocenzo Sabbatini, illustre esponente dell’architettura del 1900 a Roma. La Casa occupa un lotto triangolare ed è contraddistinta da un grande volume a gradoni che decresce verso Sud, passando da 7 a 2 piani in modo tale da rendere possibile, le illuminazioni della piccola corte interna . E’ questo il motivo per cui l’edificio venne chiamato Casa del Sole, al quale l’astro sembra andare incontro per voler catturare le ore in cui i suoi raggi sono più caldi. L’intero complesso ospita 89 alloggi, composti da due o tre stanze ai quali si accede tramite sei percorsi verticali, che distribuiscono ognuno tre appartamenti. Nell’edificio si ritrovano diversi elementi dell’architettura romana, come per esempio la partitura orizzontale delle facciate, che si legano nello stesso tempo ad una forte tensione espressiva che rimanda ad importanti connotazioni dell’architettura pre-razionalista del Novecento. Durante i bombardamenti del 19 luglio 1943 parte dell’edificio fu distrutta e successivamente ricostruita.

PERCHÉ IL MURO TORTO SI CHIAMA COSÌ: LO SPIEGA UN LIBRO

il Muro Torto in un'incisione del VasiÈ da secoli che il nome di questo angolo di Roma si chiama più o meno così, e il motivo è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi se ne accorgono. Salendo da piazzale Flaminio, poco prima di transitare sotto il ponte che collega due lati di villa Borghese, ci troviamo davanti uno sperone di muro romano fortemente inclinato in avanti come se stesse per cadere da un momento all’altro. In realtà quell’apparente equilibrio precario dura da circa venti secoli, già in epoca romana il muro esisteva ed era già inclinato. Si tratta probabilmente di ciò che sopravvive di una villa esistente ben prima la costruzione delle mura Aureliane che oggi costeggiano l’intero tracciato della via. Da tempo immemore il Muro Torto è considerato un luogo viale del muro tortoinfausto, infestato da spiriti e maledetto. Le leggende si susseguono e si sovrappongono, si crede che il muro si inclinò per causa di un fulmine che lo colpì il giorno esatto della crocifissione di Pietro che la tradizione vuole sia avvenuta al Gianicolo. Questa era terra sconsacrata, dimenticata da Dio, e qui erano seppelliti i condannati a morte, le prostitute e le donne di malaffare, e le loro anime, non potendo andare in paradiso, rimanevano ad aleggiare nella zona terrorizzando i passanti. Non a caso, nel medioevo le terre a ridosso del Muro Torto facevano parte della cosiddetta “Contrada del Muro Malo”. Come detto, tra gli spiriti in pena troviamo anche quelli dei carbonari Targhini e Montanari decapitati nel 1825 dal boia di Roma, Mastro Titta, con IL LIBRO l’accusa di omicidio. Quell’episodio è stato raccontato nel film del 1969 di Luigi Magni Nell’anno del Signore. Una targa affissa nel 1909 sul lato di porta del Popolo ricorda l’episodio con parole durissime nei confronti del papa che li avrebbe fatti giustiziare “senza prove e senza difesa”. Tra maledizioni e atmosfere infauste, non poteva mancare lo zampino dell’imperatore romano più odiato di sempre. La credenza popolare romana ha immaginato nientemeno che Nerone tra gli spiriti che frequentano il Muro Torto, le sue spoglie giacerebbero proprio nelle viscere della terra di questo luogo oscuro, che tutt’oggi mantiene un’aria in qualche modo sinistra. Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo.

QUANDO LUIGI DE FILIPPO RILEVÒ IL TEATRO PARIOLI

Luigi De FilippoLuigi De Filippo, scomparso il 31 marzo 2018 a Roma all’età di 87 anni, è stato un attore, commediografo e regista di teatro. Figlio di Peppino e nipote di Eduardo, era l’ultimo erede della dinastia. Il 28 giugno 2011 succede a Maurizio Costanzo nella direzione artistica del Teatro Parioli a Roma, che diventa “Teatro Parioli Peppino De Filippo”. Fino al gennaio 2018 è in scena con “Natale in casa Cupiello”, proprio al teatro di via Giosuè Borsi.

TOTÒ E FABRIZI, TRA PIAZZALE MANILA E QUARTIERE AFRICANO

PIAZZALE MANILA“Guardie e ladri” è un film del 1951 di Mario Monicelli e Steno (Stefano Vanzina) con Aldo Fabrizi, Totò, Ave Ninchi, Pina Piovani, Rossana Podestà, Ernesto Almirante, Aldo Giuffrè. L’Inseguimento tra Ferdinando Esposito (Totò) e il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi) è cominciato da poco. I due sono ancora sulle auto e, prima di scendere e proseguire a piedi, Inseguimento_Guardie_e_ladripasseranno come si vede per piazzale Manila; da qui è scomparso il monumento equestre di Simon Bolivar, scolpito da Pietro Canonica e inaugurato nel 1934 da Mussolini, visibile sulla sinistra del fotogramma. Il monumento è oggi in piazzale Simon Bolivar, a Valle Giulia davanti alla British School a circa un chilometro da qui. Piazzale Manila era un luogo tranquillo allora, ma la calma durò ben pochi anni perché totò guardie e ladrinel 1960, in occasione dei Giochi Olimpici, fu costruito il viadotto di corso Francia che ha portato e porta tuttora una grossa mole di traffico da nord verso il centro e che ha reso quel piazzale un rumorosissimo crocevia. E poi. Siamo in pieno inseguimento: Ferdinando Esposito sta cercando di sfuggire a piedi alle grinfie del brigadiere Bottoni, di un americano truffato con la famosa “patacca” e perfino di un tassista a cui non è stata pagata la corsa (Mario Castellani). Scesi dalle auto, i nostri proseguono !’inseguimento verso la zona del quartiere Africano. Qui li vediamo scendere per quella che un tempo era via di Ponte Salario, oggi divenuta un enorme cavalcavia! Infatti lì dove correvano Totò e Fabrizi ora c’è la circonvallazione Salaria, un asse attrezzato in piena città. Continue reading