OGGI, RICORDATO MASSIMO D’ANTONA IN VIA SALARIA

Dantona_Moglie_commemorazioneNessuna cerimonia particolare, a causa della pandemia: insomma, non c’erano i partecipanti degli altri anni alla commemorazione di Massimo D’Antona in via Salaria. Si è però recato stamattina, davanti alla lapide che ne ricorda il sacrificio nel 1999, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che si è soffermato insieme alla moglie di D’Antona, Olga, sul luogo. “Voglio esprimere un ringraziamento sentito al presidente Mattarella perché lui davvero non dimentica mai le vittime della mafia e del terrorismo”, dice ancora Olga D’Antona. “Ringrazio anche i presidenti di Camera e Senato e il Pd – aggiunge – ho molto apprezzato la corona che insieme hanno mandato la sindaca Virginia Raggi per Roma e il presidente della Regione Nicola Zingaretti, come gesto di unità, così come hanno fatto i sindacati insieme, Cigl Cisl e Uil”.

IL PONTE DELLA MUSICA PREDA DI BIVACCHI E SPORCIZIA

Ponte Musica 4Al centro sfilano ciclisti e runner, di lato c’è chi ne approfitta per fare qualche esercizio con tanto di tappetino posato sulle tavole di legno. Di tanto in tanto qualcuno si riposa, prende il sole o ammira lo scorrere del Tevere affacciato alle balaustre. Con le palestre ancora chiuse il Ponte della Musica è diventato il fulcro del fitness fai da te per chi arriva dalla ciclabile e per coloro che tra Flaminio e Ponte Milvio non Ponte Musica 5trovano un’area verde adatta nella quale rifugiarsi. Meglio il ponte inaugurato nel 2011: quella passerella ciclopedonale, intitolata al maestro Armando Trovajoli, che collega il Foro Italico all’Auditorium, passando per il Maxxi, le opere olimpiche di Nervi e il Villaggio Olimpico. E se sopra il bianco lucente della struttura riflette il sole è sotto, all’ombra del ponte, che sorge una vera e propria “palestra” polifunzionale, e spontanea, popolata Ponte Musica 6da infaticabili sportivi. Da un lato c’è chi utilizza il rimbalzo delle pareti per improvvisare una sorta di squash e chi si allena sui gradoni “alla Zeman”; dall’altro comitive di giovani – attenti al distanziamento e all’utilizzo di dispositivi di protezione – socializzano ai margini dello skatepark.  Si perchè quello che l’ex sindaco Alemanno aveva immaginato come Teatro della Musica, con un investimento di 1milione e mezzo di euro, è diventato Ponte Musica 3_censoredPonte Musica 1il paradiso romano degli skater e degli amanti del parkour. Peccato però che acrobazie e imprese sportive non contribuiscano ad arginare il degrado che regna sotto al Ponte della Musica, proprio sulle sponde del Tevere. Muri imbrattati di graffti, intorno aiuole incolte e verde selvaggio. Come se non bastasse una quantità enorme di rifiuti accatastati ai lati, in alcuni angoli quel che rimane di giacigli di fortuna e bivacchi. Non mancano i lasciti di “spettatori” incivili: cartacce, buste e bottiglie di birra sparse ovunque. Una vera e propria discarica tra Flaminio e Foro Italico, sotto un’opera costata 8 milioni e mezzo di euro: in quel teatro mai aperto, “fantasma” da un decennio. La riconversione spontanea e autogestita non lo ha salvato dal declino. Intanto, mentre acrobazie e fatiche sportive proseguono in una sorta di arena circondata dalla sporcizia, ad attirare l’attenzione sul Ponte della Musica è la “sparizione” di alcuni bulloni dalle passerelle pedonali in legno. A segnalarla alcuni residenti attraverso le pagine de Il Messaggero. Fonte: Romatoday

“IL SECONDO TRAGICO FANTOZZI” E LA SCALINATA DAVANTI ALLA GNAM

IL SECONDO TRAGICO FANTOZZIQuando si pensa alla scalinata davanti alla Gnam la mente torna a a un film del 1976, “Il secondo tragico Fantozzi”, e alla sua mitica scena, girata sulla scalea Bruno Zevi, appunto la scalinata di Villa Borghese, davanti alla Gnam, dove il professor Guidobaldo Maria Riccardelli impone a Fantozzi-Villaggio e agli impiegati il rifacimento de “La corazzata Kotiomkin”, parodia irresistibile de “La corazzata Potëmkin” di Sergej M. Ejzenštejn. Il professor Guidobaldo Maria Riccardelli, superiore di Fantozzi e grande appassionato di cinema d’essai, obbliga da anni dipendenti e famiglie a recarsi almeno una volta la settimana al cineforum aziendale. Dopo aver visto e rivisto per anni molti classici, tra cui il suddetto film e aver subito continue umiliazioni, Fantozzi trova il coraggio di ribellarsi: il professore viene quindi picchiato da tutti i dipendenti, tenuto in ostaggio e costretto a vedere film di più bassa categoria, mentre la sua preziosa pellicola viene bruciata sotto i suoi occhi. La polizia però costringe Fantozzi e i suoi ad arrendersi e a liberare il professore, il quale, per punizione, costringe tutti gli impiegati a reinterpretare tutti i sabati la scena principale del film distrutto.

E LA VILLA BORGHESE DEI FILM DI CRISTINA COMENCINI

COMENCINIDal suo primo film, “Zoo”, 1988, al più recente, “Qualcosa di nuovo”, 2016, c’è un’ambientazione che ricorre con regolarità nel cinema di Cristina Comencini: Villa Borghese. Anche alcune sequenze de “La bestia nel cuore” e di “Bianco e nero” si svolgono nel verde di Villa Borghese, raccontata, di volta in volta, assecondando le esigenze della storia, come un luogo magico, romantico, inquietante. Cristina Comencini confessa di essere legata a Villa Borghese anche per motivi extracinematografici, perché nella cosiddetta casina di Raffaello si sono sposati i suoi genitori; perché lì ha cresciuto e i suoi figli e perché continua a frequentarla nel tempo libero per corse e camminate. Fonte. La Repubblica

MASCHERINE PER TUTTO IL 2020, DICE L’ASSESSORE DEL LAZIO D’AMATO

D'AMATO«Gli effetti della ripartenza li vedremo tra quindici giorni. Quindi calma. E avanti con i tamponi». Nel giorno in cui il Lazio scivola ai minimi sul fronte contagi, con appena 20 nuovi casi in tutta la regione, l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, non si lancia in sperticati annunci da pericolo scampato. Anzi. «Nessuno se lo augura, ma ci può essere una seconda ondata. E dobbiamo farci trovare pronti». Nel frattempo non bisogna deragliare dalle regole Covid-19, dice l’uomo che ha governato l’emergenza nella giunta Zingaretti: «Con le mascherine e le altre misure dobbiamo imparare a convivere. Fino alla fine del 2020, almeno. Aspettando un vaccino o una cura».

GLI APPUNTAMENTI DIGITAL DI TECHNOTOWN

TECHNOTOWNAl via una nuova settimana di appuntamenti digital a distanza per bambini, adulti e famiglie proposti da Technotown, lo spazio dedicato alla creatività e alla scienza a Villa Torlonia. Sono tanti e diversi i contenuti digital fruibili on line sul sito web www.technotown.it e sui canali social, tra divertenti sfide ludiche, curiose rubriche e tutorial creativi. Tra i curiosi videotutorial presenti sul sito TECHNOTOWN 1web da non perdere Music@Home che spiega come realizzare in modo semplice una base di musica elettronica, per poi registrarla, mixarla e condividerla con gli amici. Una volta realizzata la propria base musicale si può partecipare alla Sfida Speciale pensata ad hoc. Tutti coloro che entro mercoledì 20 maggio, manderanno le proprie composizioni alla mail lab@technotown.it riceveranno 20 TECHNOTOWN 2Technopunti. Se invieranno, sempre alla stessa mail, anche un breve video sulla propria base musicale (tipo videoclip) realizzato con lo smartphone, si aggiudicheranno altri 80 Technopunti. I video pervenuti verranno pubblicati sui canali social con il nome della squadra e in base ai like potranno accumulare altri punti per la Hall of Fame. Dopo il 20 maggio verrà realizzato un mixaggio di tutto il materiale audio pervenuto con l’intento di produrre un unico brano musicale, da poter ascoltare e condividere. Proseguono anche questa settimana gli appuntamenti pomeridiani con le divertenti sfide ludico-creative a distanza. Si gioca individualmente o in squadra utilizzando gli oggetti comuni che ciascuno ha in casa a portata di mano e facendo appello a tutta la fantasia e creatività. Continue reading

BREVE STORIA DEL RIONE CASTRO PRETORIO

castro pretorio mappaIl Rione Castro Pretorio prende il nome dai Castra Praetoria, le caserme costruite dall’Imperatore Tiberio per ospitare i soldati. In questa zona, che era esterna alle Mura Serviane, inizialmente aveva sede il Campus Sceleratus, ovvero il luogo ove venivano sepolte le Vestali che venivano meno al loro voto di castità. Sempre in questa zona, l’Imperatore Diocleziano eresse il suo complesso termale. Abbandonata nel Medioevo, la zona vede un parziale Casto-Pretorio.-Pianta-del-1576rinnovamento solo sotto Papa Pio IV, che da a Michelangelo l’incarico di costruire, sulle rovine delle Terme di Diocleziano, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, e che successivamente fa tracciare la Strada Pia (oggi via Venti Settembre) e fa erigere, sempre su disegno del Buonarroti, Porta Pia. Il rinnovamento prosegue sotto Sisto V, che fa aprire la Via Felice con la quale collega Trinità dei Monti a Santa Croce Rome_rione_XVIII_castro_pretorio_(logo).svgin Gerusalemme, facendola passare proprio nel territorio del Rione (all’epoca ancora parte del Rione Monti), dove già prima di divenire Papa aveva fatto costruire la propria villa. E’ sempre Sisto V che, in questa zona, fa costruire con la Fontana del Mosè la mostra del suo nuovo acquedotto, l’Acqua Felice. Nel XVII Secolo si stabilirono qui alcuni Gesuiti di ritorno dall’Oriente, in un luogo che fu, per questo, chiamato Macao. Per una nuova urbanizzazione bisogna aspettare il XIX Secolo, quando Papa Pio IX fa costruire proprio in questa zona (sul romasparita_7506luogo dell’attuale confine con il Rione Esquilino) la nuova Stazione di Roma, la Stazione Termini, ponendo la zona al centro di un nuovo sviluppo. La prosecuzione dello sviluppo urbanistico, però, sarà opera dei Piemontesi che qui, dopo l’Unità d’Italia, daranno inizio alla costruzione del nuovo Rione intorno alla nuova piazza Indipendenza. Fonte Rerum Romanarum

VIA SALARIA: IL 20 MAGGIO DEL 1999 L’ASSASSINIO DI MASSIMO D’ANTONA

D'AntonaMassimo D’Antona (Roma, 11 aprile 1948 – Roma, 20 maggio 1999) è stato un giurista e docente italiano, assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 20 maggio del 1999, a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione in via Salaria. D’Antona fu ucciso poco dopo le 8 della mattina, mentre usciva da casa, che si trova proprio sulla via Salaria per recarsi nel suo studio professionale in via Bergamo. Il suo studio era poco LAPIDE D'ANTONA VIA SALARIAdistante – centotrenta passi come racconteranno le cronache dell’epoca – e il professore si avviò a piedi lungo la Salaria: poco oltre l’incrocio con via Adda, c’era un furgone parcheggiato. Lì dentro, già dalle 5.30, lo aspettavano i brigatisti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, la squadra operativa. Ma anche altri tre componenti del commando – le staffette – erano già omicidio d'antonaappostati con finti cellulari, le dita incerottate per non lasciare impronte, ricetrasmittenti, cappellini con visiera, occhiali da vista. Già da quattro giorni erano stati lasciati nei dintorni due furgoni Nissan in via Salaria, due scooter per la fuga della squadra operativa e biciclette per le staffette. Galesi e Lioce controllavano la strada dal furgone che aveva i vetri verniciati di bianco da cui osservavano i passanti attraverso una piccola scrostatura della vernice. Intanto il professor D’Antona è quasi arrivato. Degli ultimi istanti e degli ultimi passi della sua vita raccontò un uomo che si trovò ad incrociarlo: “Ero sullo stesso marciapiede su cui camminava D’Antona. Ho visto un uomo e una donna che stavano aspettando qualcuno e poi parlavano con questa persona. Io ho proseguito. Ho superato via Adda ma, dopo qualche metro, ho sentito dei colpi sordi. Mi sono girato a guardare e ho visto una ‘pistola lunga’ e l’uomo che continuava a sparare mentre l’altro uomo era già a terra”. Continue reading