RICORDANDO MASSIMO TALLARIGO

massimo tallarigoTre anni fa, in questi giorni, ci lasciava Massimo Tallarigo. In un modo improvviso e inaspettato. Ci eravamo conosciuti tra i soci di Amuse e poi l’amicizia si era consolidata quando avevamo fondato insieme Roma2oggi. Massimo, in particolare, aveva messo su il sito del giornale grazie alle sue competenze tecniche e a volte scriveva anche dei pezzi, specie quelli che riguardavano il suo quartiere, il Flaminio, per i problemi legati al decoro urbano e non solo. Qualche tempo fa, Amuse, Associazione Amici Municipio Secondo, ha voluto ricordarlo piantando un albero a suo nome in piazza Apollodoro, a due passi dalla casa di Massimo.

VILLA ADA: MA I RUNNER NON BADANO AL CONTAGIO

Villa_AdaContinuano i controlli nei parchi pubblici: anche ieri pattuglie dei vigili urbani nelle aree verdi più importanti con passaggi in auto e annunci con gli altoparlanti con i quali i frequentatori sono stati informati che giardini e sentieri sarebbero stati sorvolati dai droni per individuare situazioni di assembramento. A Villa Ada però runner e sportivi in genere hanno utilizzato gli attrezzi ginnici nonostante fossero transennati perché inutilizzabili in questo periodo (in alcuni casi i nastri della Municipale sono stati strappati) e lunghe code alla fontanella vicino al Laghetto: tutti hanno bevuto dallo stesso nasone. Alla faccia del contagio. Fonte: Corriere della Sera

BREVE STORIA DEL QUARTIERE FLAMINIO

FLAMINIO STEMMAIl Quartiere Flaminio sorge lungo il primo tratto della Via Flaminia, quello che da Porta del Popolo giunge fino a Ponte Milvio. Quest’area, estremamente vicina al fiume Tevere e molto pianeggiante, era esposta facilmente ad inondazioni, ed anche per questo non vi furono, per secoli, particolari insediamenti. Sappiamo però, chedurante il periodo dell’Antica Roma, lungo la Via Flaminia sorgevano numerosi sepolcri: uno, ad esempio, detto “meta” o “trullo”, era di poco dentro Porta Flaminia ed aveva la forma piramidale, proprio come la Piramide Cestia; sappiamo poi dell’esistenza di un sepolcro circolare, che compare anche nella mappa di Roma del Bufalini, rinvenuto poi in degli scavi del 1911, ed altri frammenti di sepolcri sono stati rinvenuti negli anni presso Porta del Popolo. Intorno alla metà del Cinquecento, vi furono alcune importanti innovazioni in questo tratto della Via Flaminia: Papa Giulio III fece costruire la Villa Giulia (che si trova però nel Quartiere Pinciano), e, come parte del complesso, fu eretta dal Vignola la Chiesa di Sant’Andrea. Continue reading

LA POLIZIA MUNICIPALE CONTROLLA CON IL DRONE SAN LORENZO

SAN LORENZOProsegue l’attività di controllo della Polizia Locale di Roma Capitale per tutelare la sicurezza e la salute della collettività, con particolare attenzione a tutte le aree maggiormente frequentate e a rischio assembramenti, dalle zone della movida ai parchi e ville storiche della Capitale, dove le pattuglie stanno eseguendo una costante opera di sensibilizzazione, oltreché di monitoraggio anche con l’ausilio di droni.  Nella giornata di ieri sono oltre 13 mila le verifiche svolte dagli agenti, con accertamenti proseguiti fino a tarda notte. Una cinquantina gli illeciti rilevati. Dai quartieri di Ostiense e Testaccio al Centro Storico, da Ponte Milvio a San Lorenzo, sono numerosi gli interventi della Polizia Locale durante questo fine settimana, soprattutto nella fascia serale, per contrastare i comportamenti più a rischio per la salute pubblica. Continue reading

VILLA BORGHESE NEL 1902

VILLA BORGHESEEra il 1902 – tantissimo tempo fa – e la foto d’epoca ci offre un’immagine di Villa Borghese. Una casupola e dei tavolinetti, forse di una trattoria, e sullo sfondo un palazzo (quale?).

VIALE ROMANIA: LA LUISS DISCUTE SU FACEBOOK DI PANDEMIA

LUISSAlla Luiss, esperti di fama internazionale tengono lezioni online su temi inerenti ai loro ambiti di ricerca e connessi con aspetti relativi all’emergenza sanitaria e alla diffusione pandemica del Covid-19: cosa ci dice la data science sull’evoluzione e il controllo di una pandemia? Quali sono i benefici del ricorso a processi di open innovation nella risposta alla diffusione del virus? Quali sono i modelli migliori per stabilire le misure restrittive e di contenimento dei contagi?  A queste domande e a molte altre ancora proveranno a rispondere le #Luiss.MasterClasses, un ciclo di incontri  attraverso i quali la Luiss offre un contributo importante per comprendere i principali temi legati alla pandemia in corso, fornendo punti di vista approfonditi. Segue una sessione di Q&A con i partecipanti al Webinar. L’incontro di domani alle 18:30 – il decimo del ciclo – vede come protagonisti Ian McCarthy professore Luiss di Technology Management e Gianni Riotta direttore Scuola di Giornalismo Luiss. Introduce e modera: Andrea Prencipe rettore Luiss. L’incontro si svolgerà in lingua inglese. Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta Facebook

E DA OGGI RIAPRE (QUASI) TUTTO

amici-cosa-si-può-fare-18-maggioDa oggi l’Italia entra a davvero nella Fase 2 dell’emergenza coronavirus, con la riapertura di quasi tutte le attività commerciali e le attività, come illustrato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Rimangono al momento ancora chiuse le spiagge (si potrà solo passeggiare e fare attività sportiva individuale ma niente bagni e tintarella), i luoghi di aggregazione come cinema e teatri, e nei fatti anche palestre e piscine visto che almeno fino al 25 maggio anche nei centri sportivi si potranno fare solo attività individuali. Tante le nuove regole, soprattutto per ristoranti e locali, per rispettare il distanziamento sociale ed evitare il contagio anche per centri estetici, barbieri, centri commerciali, negozi di abbigliamento. Continue reading

CORREVA L’ANNO: LA SAPIENZA NEL LONTANO 1937

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Questa era l’università della Sapienza nel 1937, durante il Ventennio, dunque. Come si vede è ben lontana da quella che diventerà un’università di massa alla fine degli anni Sessanta. I suoi frequentatori, come mostrano le foto, sono giovani della Roma bene. E non potrebbe essere diversamente: solo l’alta borghesia, allora, poteva permettersi gli studi universitari.

VILLA BORGHESE: LA FONTANA DEI DELFINI IN VIALE LUBIN

FONTANA DEI DELFINI VILLA BORGHESELa Fontana dei Delfini è situata in viale David Lubin, dinanzi al palazzo del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, dove corre una balaustra che, nella parte centrale, si interrompe per lasciare spazio alla fontanella in travertino. Questa è costituita da un piccolo bacino circolare, leggermente interrato, con ampio bordo piatto, al centro del quale si eleva una coppa, sorretta da un breve sostegno, che si presenta come un fiore con i petali rivolti in basso, così che l’acqua, dallo zampillo centrale, scivola dolcemente sui petali esterni. Due delfini, che danno il nome alla fontana, con le code rivolte verso l’alto, fanno da elementi di raccordo tra la fontana ed i due muretti laterali. Continue reading

LA GDF SEQUESTRA VARI LOCALI NEL MUNICIPIO

bar orologio piazzale flaminioLa Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato 4 tra bar e ristoranti per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro. Il destinatario della misura è Gaetano Vitagliano (classe 1974), arrestato dai Carabinieri nel mese di giugno 2017 all’esito delle indagini coordinate dalla Dda di Roma nell’ambito dell’operazione “Babylonia” in quanto ritenuto al vertice di un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni, nonché contiguo al clan di camorra degli Amato-Pagano (i cosiddetti “Scissionisti”), operante a nord di Napoli. Nel dicembre 2018, per i reati ascrittigli è stato condannato (in via non definitiva) dal Tribunale di Roma al termine del giudizio di primo grado a 11 anni e 6 mesi di reclusione e alla confisca di beni per circa 9 milioni di euro. Continue reading

QUEI BULLONI”SPARITI” DAL PONTE DELLA MUSICA

ponte-della-musicaElegante, dal design avveniristico, panoramico, ma senza bulloni. È lo strano caso del Ponte della Musica, la struttura che attraversa il Tevere collegando tutto il quartiere Flaminio, con tanto di Auditorium e Maxxi, al quadrante sportivo del Foro Italico. Ebbene, il ponte, che vanta la dedica al maestro Armando Trovajoli, sta gradualmente perdendo i suoi bulloni metallici che tengono stabili le tavole in legno del pavimento nelle due ali laterali pedonali. Passeggiata da brivido? Quasi. Negli ultimi cinque giorni ne sono spariti almeno un centinaio. Una tavola è già sconnessa, le altre si muovono. Sotto, come indicano i residenti, c’è il vuoto e l’acqua del fiume. Continue reading

TRACCE DEL PASSATO TRA PORTA PINCIANA E PIAZZA FIUME

sepolcro di corneliaNell’area esterna a Porta Salaria venne raccolto un cippo di marmo con un’epigrafe databile al III secolo d. C. Tra via Tevere e via di Santa Teresa, di fronte alla quarta torre delle Mura Aureliane, fu rinvenuto un sarcofago in marmo (m. 2,17 x 0,73 x 0,05) decorato sulla fronte con un clipeo centrale in cui sono rappresentati i due coniugi. Le teste dei personaggi sono appena abbozzate ma per il defunto si riconoscono attributi del rango uomo che munge caprasenatorio. Sotto il clipeo è scolpita una scena pastorale con uomo che munge una capra e, di fronte a questo, un uomo che suona un flauto a canne. Il resto della fronte è campito con strigilature. Agli angoli del sarcofago si trovano due figure: a sinistra una figura femminile, mentre a destra una maschile in atteggiamento tipico delle rappresentazioni dei filosofi. Nella stessa zona, duranti gli scavi per la costruzione della chiesa di Santa Teresa, fu individuata una scala che, attraversando un’arenaria adibita alle sepolture, immette in una galleria cimiteriale con i loculi chiusi da tegole. Non molto distanti si trovano altri cunicoli larghi poco più di un metro. Fu possibile misurare la lunghezza di una sola galleria: m. 9,50. Nelle pareti si aprono cinque ordini di loculi e due arcosoli. Questi cunicoli potevano costituire un sistema unitari di cimitero ipogeo pagano, poiché uno dei teschi obolo di caronteaveva in bocca una moneta: il cosiddetto “obolo di Caronte”. Sempre sullo stesso lato, ma più a Nord, furono scoperti alcuni cunicoli. Il primo era largo m. 0,90, orientato in senso nord – sud, e conduceva ad altre gallerie; altri cunicoli contenevano ossa umane. Questi si trovavano alla profondità di 7 m. dal piano stradale ma, al momento della scoperta erano ostruiti di terra. Fu pertanto impossibile determinarne la direzione, la struttura e il tipo di deposizioni. Nel terreno dell’ex Stabilimento Voghera, sul lato occidentale di Via Po, poco distante da Corso d’Italia, fu raccolta una lastra di marmo con un epigrafe databile al II secolo d. C. poi riutilizzata nel III o IV secolo. All’angolo tra Via Po e il lato meridionale di Via Gregorio Allegri, a pochi passi da via Salaria, furono scoperti alcuni colombari databili dalla fine II al IV secolo d.C. Il pavimento di un colombario in opera reticolata costruito da liberti di Antonino Pio, fu distrutto per praticarvi nuove deposizioni, che si inoltravano fin sotto le sepolcro_a_dado_1_hqpareti della stanza. Le nuove sepolture erano formate da un dolio, sopra al quale si trovava un tubo di terracotta affiorante dal pavimento, sul lato meridionale, da una sepoltura simile, ma senza tubo, sul lato occidentale. Al centro della stanza, invece, si trovava, alla profondità di m. 0,90 dal piano della risega, una tomba ad inumazione coperta da tegole. L’indagine nella parte di terreno esterna alla parete del colombario mise in luce un corridoio, parallelo alla suddetta parete, che si allungava fino ad altri colombari immediatamente a Nord di questo ambiente. Il corridoio aveva il piano di calpestio di terreno battuto. Approfondito lo scavo al di sotto di tale piano, tornò alla luce un cippo di travertino murato nella parete del colombario, a sinistra della soglia. La diversità tra i nomi dei liberti ricordati quinto_sulpicio_massimo_1in questa iscrizione rispetto a quelli dei liberti menzionati nelle epigrafi interne, e la maggiore profondità del cippo rispetto alla risega delle pareti del colombario, fecero associare l’iscrizione ai defunti sepolti al di sotto del pavimento della stanza: ci fu quindi un passaggio di proprietà dell’edificio alla fine del II o all’inizio del III sec. d. C. In un’altra camera sepolcrale del medesimo complesso, databile al II sec. d. C., si individuarono restauri praticati nel IV secolo e forse in età ancora posteriore: nel piano di calpestio vennero, infatti, ricavate delle formae. Altre tre formae, orientate in senso nord ovest – sud est, furono scoperte all’angolo tra via Jacopo Peri e via Gregorio Allegri. Le sepolture avevano le dimensioni di m. 2,00 x 0,45 ed erano divise da muri in opera vittata. In una delle formae pi1-Sepolcreto-Salario-300x207era murata l’iscrizione con il nome del defunto, C. Rocius Magnus. A m. 4,00 di profondità dal piano di via Pinciana, di fronte all’imbocco di via Gregorio Allegri, fu individuato il cubicolo di una catacomba con volta a crociera. Questo è scavato nel tufo ed è decorato con rappresentazioni di temi cristiani dipinti direttamente sulla roccia senza strato preparatorio. Un ambulacro collega il cubicolo con altre gallerie, ma non si può capire in quale direzione si estendano, poiché, già al momento della scoperta avvenuta nel 1913, il corridoio suddetto era ostruito da terra.