UN 2 GIUGNO DI SOLIDARIETÀ E CULTURA IN BICICLETTA

in biciUn 2 Giugno di solidarietà. cultura. e bicicletta. Una pedalata in amicizia, sicurezza e generosità. Come? In bicicletta o monopattino, distanziati. e in mascherina. Quando? Martedì 2 giugno alle 11. Dove? A Piazzale del Verano, davanti alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Perché? Per portare un sacchetto con buone cose da mangiare, preparato da ciascuno a casa. E distribuirlo a persone bisognose. Da Piazzale del Verano al Policlinico e Piazza Fiume e poi lungo Villa Borghese. Percorrere Ciclabile fino a Piazza Tevere, tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. Ad ammirare con Tevereterno “Triumphs and Laments” di W. Kentridge. Infine, proseguire lungo la Ciclabile Tevere fino a Ponte Sublicio e  tornare a casa da Metro B Piramide. Aderiscono: Comunità di Sant’Egidio, Tevereterno, Ciclabile Nomentana Subito! A Roma. La cultura non costa niente! Bike Square.

VIALE XXI APRILE: IL MONUMENTO AI CADUTI DELLA GUARDIA DI FINANZA

VIALE XXI APRILE MONUMENTO GDFVIALE XXI APRILEIl Monumento ai caduti della Regia Guardia di Finanza è in largo XXI Aprile, all’incrocio di via De Rossi con viale XXI Aprile. Il Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza fu completato nel 1924 e inaugurato nel 1930. È opera dello scultore Amleto Cataldi ed è costituito da un cilindro in peperino arricchito da sculture in bronzo che rappresentano finanzieri nell’assolvimento del proprio dovere e sormontato in alto da una statua raffigurante l’Italia. A caratteri romani, in alto nel peperino, la scritta dedicatoria: Nell’anno VII dell’era fascista – regnando Vittorio Emanvele III – dvce Benito Mussolini – in onore ai cadvti della regia guardia di finanza – queste pietre tvtelari Monumento ai Caduti della Guardia di Finanza– e il bronzo perenne – confidano agli italiani – il comando il giuramento il premio – di silenziosa fedeltà. Da un punto di vista estetico il monumento non può definirsi un successo: le statue dei finanzieri sono massicce e statiche, nonostante vogliano ritrarre proprio delle azioni, e la statua dell’Italia in cima, realizzata in dimensione ridotta per sfruttare l’effetto prospettico, appare ridicolmente piccola.

CAGNOLINA SCAPPATA IN VIA TRIPOLI: L’APPELLO DEI PROPRIETARI

AERAIeri mattina è scappata Aera (pronuncia Era) la mia cagnetta, l’ho persa di vista a via Tripoli nel quartiere Africano, è cucciola, ha 6 mesi ed è di taglia piccola, se la vedete per favore avvicinatela con calma che è molto paurosa, è scappata con tutto il guinzaglio attaccato ed è microchippata. Sul collare ci sono i numeri ma li scrivo anche qui: 3343044104 Edoardo,3479164759 Ornella.

PIAZZA MASSA CARRARA, INCIVILI ALLO SBARAGLIO

piazza massa carrarapiazza massa carrara 1piazza massa carrara 2piazza massa carrara 3piazza massa carrara 4piazza massa carrara 5piazza massa carrara 6Desolazione, rabbia e sconforto: sono i sentimenti di chi ha postato su Facebook le foto che mostrano il degrado al quale è stato sottoposto il parco giochi di piazza Massa Carrara. Un gruppo numeroso di notturni bevitori ha disseminato la zona di bicchieri vuoti e cannucce, dopo aver brindato alla conclamata inciviltà che gli è propria.

LE PRESENZE ILLUSTRI DEL VERANO RACCONTATE IN UN LIBRO

COPERTINASulla tomba di Alberto Sordi, nel cimitero monumentale del Verano a Roma, l’epitaffio recita «Sor Marchese è l’ora», su quella di Aldo Fabrizi «tolto da questo mondo troppo al dente», mentre Vittorio Gassman scelse «non fu mai impallato. “Il Verano. Paradiso degli artisti”, libro scritto in coppia da Armando Ottaiano e Rolando Galluzzi, racconta la storia di un cimitero, attraverso i suoi illustri abitanti, circa 500, che in vita hanno arricchito l’Italia con la loro arte. La genesi del libro assomiglia alla sceneggiatura di un film: un ragazzino di 13 anni, Armando Ottaiano (scrittore ed attore) che scopre di fronte la tomba del nonno, una celebrità. Antonio De Curtis, in arte Totò. Una casualità che fa nascere in lui una curiosa passione per i defunti celebri, che diventa il filo tomba gassmanconduttore di un romanzo autobiografico, in cui l’autore vive nell’alter-ego Ciro. «Due anni fa si presentò alla casa editrice un ragazzo di 25 anni del rione Ponticelli (Napoli) che aveva trascorso le vacanze e i fine settimana della sua adolescenza e gioventù a Roma, negli archivi del cimitero del Verano, per localizzare e catalogare le tombe di attori, registi, mestieranti del cinema, ma anche poeti, scrittori, TOMBA SORDIcantanti» dice Galluzzi, il coautore del volume, «mi presentò una guida completa con oltre 500 nomi, dalla quale è nato il romanzo, in cui il protagonista immagina di dialogare con i suoi miti che riposano nell’aldilà». Tutto nacque dallo sgomento di aver saputo che Eduardo De Filippo non riposava nella sua Napoli, bensì a Roma. Se la prima parte de “Il Verano. Paradiso degli artisti” è un romanzo, il resto del TOMBA de_sicalibro si divide in capitoli che affrontano diversi argomenti. Come la storia del cimitero, sorto già in epoca romana sul terreno della famiglia patrizia dei Verani e sviluppatosi su impulso di Napoleone fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando fu realizzato il secondo cimitero di Prima Porta. Questa parte racconta Galluzzi è «un omaggio che ho voluto fare ad un luogo famigliare, perché io abito nel quartiere di San Lorenzo. Il Verano è un posto bellissimo, anche se purtroppo è lasciato al degrado». Tomba FabriziNei capitoli successivi si racconta l’aldilà immaginato dai popoli del passato, i celti, gli etruschi, i romani. C’è una guida con le localizzazioni dettagliate delle lapidi. Gli epitaffi, alcuni simpatici, altri commoventi sono da leggere tutti. Scoprire chi riposa per sempre nel Verano desta stupore. C’è gran parte del mondo del cinema. I De Sica, Corbucci, Mastroianni (vero nome Mastrojanni), Bud Spencer, Mario Brega solo per citarne alcuni. Ma anche altre personalità come Trilussa, Rino Gaetano, Goffredo Mameli. E non mancano notizie che destano curiosità. In quanti sanno che tre artisti, incarnazione della romanità, come Claudio Villa, Anna Magnani e Franco Califano sono seppelliti fuori Roma. Infatti nel libro, realizzato dai due autori con maniacale passione e precisione, ci sono anche gli altri cimiteri di Roma e quelli nelle vicinanze. «La summa del libro – considera infine Galluzzi – è nell’epitaffio più curioso, posto all’ingresso del quadriportico. Quello che noi siamo, voi sarete e quello che voi siete noi fummo». La filosofia della vita. 

CASA RIFUGIO PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA NEL MUNICIPIO

LA CASAApre in Municipio II, da un bene sequestrato alla mafia, una nuova “Casa rifugio per donne vittime di violenza”, sole o con figli minori. Grazie alla collaborazione tra Istituzioni, Asp Asilo Savoia e Telefono Rosa – Pagina Ufficiale è stato possibile realizzare un sogno, una casa sicura per ricominciare, un altro tassello concreto del nostro Piano Municipale Antiviolenza. Grazie alla Commissione Pari Opportunità e alla sua Presidente per il concreto sostegno e per averci LA CASA 1sempre creduto. Grazie alla Presidente, al Direttore, agli Uffici Socio-Educativi e all’ufficio Tecnico del Municipio II per aver dato priorità, in piena emergenza, anche a questo fondamentale progetto. Grazie alla Asl-Roma 1 per esserci sempre. Appena possibile celebreremo questa nuova gemma del nostro territorio, sbocciata in piena emergenza, a dimostrazione che tutto ciò che si può si deve. Con Francesca Del Bello, Massimiliano Monnanni, Gabriella LA CASA 2Moscatelli, Celeste Manno, Domenico Giraldi, Vitaliano Taccioli, Paola Rossi, Isabella Montagna, Valentina Caracciolo, Giorgio Andreoli, Carlo Manfredi, Rita Lattanzi, Giovanna Maria Seddaiu, Guido Capraro, Lucrezia Colmayer, Cecilia D’Elia, Maria Saggese, Nicoletta Maturi, Paola Braca Sbaccanti, Maria Grazia Castellani, Francesco Frolloni, Angela Piattella, Piero Presutti, Emilia Quattrone, Giulio De Gregorio, Maura Cossutta, Michela Cardinale.

CALPESTANDO LA STORIA: VIA SALARIA ANTICA

Il sale era nel passato l’elemento fondamentale per la conservazione dei cibi e quindi un prodotto che le popolazioni abitanti lontano dalle coste marine devono procurarsi o attingendolo direttamente ai bacini di raccolta o scambiandolo con altri beni. In ogni caso, è necessario trasportarlo utilizzando mezzi naturali come i fiumi o creati dall’uomo come le strade e la via Salaria nacque nella notte dei tempi per questo scopo. Il percorso comincia dal Mare: dagli stagni di Ostia, ove erano attive le antiche saline (“Campi salinarum”). Il sale, la cui raccolta era gestita direttamente dai popoli sabini, era caricato su mezzi di trasporto terrestri che percorrevano le vie parallele alle sponde del fiume: la via Ostiense, sulla sponda sinistra e la via Campana (che portava ai Campi) poi Portuense, sulla sponda destra. Continue reading

INTERESSANTE PROGETTO DI AMUSE

IL LOGO DI AMUSELo scorso marzo Amuse, Associazione Amici Municipio Secondo, impegnata da tempo nella cura e nella riqualificazione degli spazi verdi della città, ha presentato al Dipartimento Ambiente del Comune di Roma Capitale la richiesta per la realizzazione di un intervento di sistemazione a verde delle due aiuole esistenti di piazza Ungheria, nell’area di fronte alla Chiesa di San Roberto Bellarmino, come primo segnale di riqualificazione di questo grande spazio urbano pubblico. Piazza Ungheria è una piazza baricentrica rispetto a quattro importanti Quartieri del Municipio II -Parioli, Pinciano, Salario, Trieste – ed è luogo di passaggio di un consistente flusso di veicoli e persone che percorre la città da Est ad Ovest e da Nord al centro città. Sulla piazza insistono alcune realtà che rappresentano dei punti di riferimento della vita di questi quartieri, come la Chiesa di San Roberto Bellarmino e luoghi di ritrovo storici come il Bar Hungaria, mentre la zona limitrofa è caratterizzata dalla presenza della sede dell’Università Luiss, oltre che di numerosi esercizi commerciali. Continue reading

VIA BISAGNO: IL PUNTO EINAUDI SEGNALA IL LIBRO “FLOWER POWER”

coverIl Punto Einaudi di via Bisagno (traversa di corso Trieste) segnala tra le novità in libreria “Flower Power” di Alessandra Viola. Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli? Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un’idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l’uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull’orlo dell’estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l’ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una «Dichiarazione universale dei diritti delle piante», che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.

VILLAGGIO OLIMPICO: OMAGGIO ALL’AFROAMERICANO UCCISO IN USA

VILLAGGIO OLIMPICOL’opera è comparsa in via Stati Uniti d’America in ricordo dell’afroamericano ucciso dalla polizia negli Stati Uniti. Harry Greb torna a colorare i muri di Roma, in via Stati Uniti d’America, al Villaggio Olimpico. Questa volta con l’immagine simbolo del momento, quella di George Floyd nei panni della Statua della Libertà con un cartello in cui chiede giustizia, la Carta dei Diritti ben stretta in mano. «Sono rimasto colpito e indignato come essere umano dopo aver visto il video dove George Floyd muore in strada, da solo — dichiara lo street artist —. Incredibile che ancora oggi possano accadere fatti del genere, alla luce del giorno, con arroganza e prepotenza senza limiti. Ed è un peccato, perché ritengo che gli Stati Uniti siano un gran Paese, vittima a volte delle sue contraddizioni». Prosegue: «Hanno ancora parecchie cose da risolvere e questa è l’ennesima testimonianza. Sembra che essere nero in America oggi sia ancora una discriminante, è inaccettabile. Qualcuno dovrebbe dare un segnale forte anche se ora mi sembra difficile – conclude – considerando chi guida la nazione». Fonte: Corriere della Sera

DA 2 GIUGNO, DI NUOVO, I MUSEI IN COMUNE: DOVE NEL MUNICIPIO

musei in comuneDal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19 (ultimo ingresso 18). Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

FORUM AUSTRIACO: CONCERTO DIGITAL DI UN DUO D’ARCHI

il duoIl Forum Austriaco di viale Bruno Buozzi presenta sul web Matthias Bartolomey (violoncello) e Klemens Bittmann (violino, mandola) che intraprendono una strada inedita con il desiderio di sviluppare insieme nuove immagini sonore per due strumenti profondamente radicati nella tradizione classica. Con la spontaneità e l’improvvisazione dell’estetica jazzistica i due musicisti combinano elementi intimi del groove a potenti elementi rock. Questo approccio innovativo permette loro di creare un universo musicale fatto di componimenti propri, frutto di una virtù creativa indipendente e poliedrica. Il concerto, ideato in esclusiva per il Forum Austriaco di Cultura Roma, permette al pubblico di esplorare diversi luoghi cari al duo.

PIAZZA CRATI: PROSSIMA LA RIAPERTURA DI SMART

Fondazione smArt, polo per l’arteÈ prossima la riapertura di Fondazione smArt, polo per l’arte di piazza Crati. Sarà una riapertura graduale in linea con le disposizioni previste. Durante questo periodo sono stati effettuati dei lavori alla sede che hanno permesso di avere più spazi dove accogliere il pubblico in sicurezza. Da mercoledì 3 giugno sarà aperto su appuntamento lo spazio espositivo che ospita la mostra (prorogata) di Mattia Pajè Un giorno tutto questo sarà tuo a cura di Saverio Verini. Da lunedì 8 giugno riprenderanno le attività didattiche per gli adulti. Da lunedì 15 giugno quelle dedicate ai Calixto Ramirez, Liberazione, 2016, video stillbambini con l’ottava edizione di Artisti in erba. Quest’anno gli artisti coinvolti saranno: Sonia Andresano, Giuseppe De Mattia, Iginio De Luca, Giovanni Termini, Mattia Pajè, Dario Agati, Edoardo Ciaralli e Alice Visentin, che spazieranno tra diversi linguaggi artistici, dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla performance. Gli eventi culturali proseguiranno per ora solo virtualmente con Pillole di arte contemporanea a domicilio a cura di Marta Silvi. Il prossimo appuntamento sarà con la critica d’arte e curatrice indipendente  Teresa Macrì.

UN SITO IN CUI TROVARE LA STORIA DEI QUARTIERI DEL MUNICIPIO

PiazzaBolognaAnni50Sul sito Rerum Romanarum si parla, tra le altre cose, dei quartieri  del nostro territorio. In questo caso, il Nomentano: breve ma interessante storia.

Il Quartiere Nomentano sorge nell’area compresa tra la via Nomentana (da cui prende nome) e la ferrovia Roma-Firenze. Fino all’Unità d’Italia in questa zona sorgevano numerosi orti e Ville, alcuni dei quali ancora oggi sopravvissuti, altri distrutti: una su tutte Villa Patrizi, abbattuta per fare spazio al Ministero dei Trasporti ed a quello dei Lavori Pubblici. Alla fine dell’Ottocento fu edificato, in quest’area, il Policlinico Umberto I, tuttora attivo. Nella zona sorgono molti villini, come quelli della via chiamata appunto via dei Villini, edificata intorno al 1920 che, all’epoca, riscosse un grande VialeIppocrateAnni50successo immobiliare. Man mano che fu edificato il quartiere, una parte delle sue strade prese il nome dalle Città Italiane, cosa che fa sì che il quartiere sia noto anche come “Nomentano Italia” o “”Quartiere Italia”. Nel quartiere, soprattutto nella zona di piazza Bologna, è presente una numerosa comunità di Ebrei Tripolini, la maggior parte dei quali è giunta a Roma dopo il 1967, anno in cui il regime Libico di Mouammar Gheddafi li allontanò dalla Libia. È, infatti, presente anche una Sinagoga in via Padova. Oggi il Nomentano è un quartiere molto vivace: ospita molti servizi, e la vicinanza con l’Università “La Sapienza” lo rende frequentato da numerosi giovani, oltre che abitato da moltissimi studenti fuorisede.

LA STORIA DELL’ARANCIERA DI VILLA BORGHESE

pi2-Aranciera-300x225L’Aranciera di Villa Borghese è in viale Fiorello La Guardia, tra il Portico dei Leoni e il Portale Egizio ed è oggi sede del Museo Carlo Bilotti e ha una storia secolare di grande interesse, dovuta alle numerose trasformazioni che nel corso del tempo ne hanno modificato in misura sostanziale sia l’assetto sia le funzioni. L’attuale Aranciera di Villa Borghese era un casale dalla vigna di un certo prestigio della nobile famiglia Ceuli, all’angolo tra il vicolo delle Tre Madonne e il vicolo del Muro Torto con accesso su quest’ultimo. Poi passata di proprietà alla marchesa Massa, quando è una delle prime proprietà ad essere acquistata dal cardinale Scipione Borghese per la creazione della sua grande Villa Pinciana. L’edificio conobbe i suoi fasti pi2-Ippolito-Caffi-Aranciera-1834-Museo-di-Roma-300x155maggiori nell’ultimo quarto del Settecento con Marcantonio IV Borghese (1730-1800). Egli, infatti, nell’ambito delle considerevoli trasformazioni promosse nella Villa, lo fece ampliare e ridecorare, a opera di una folta schiera di artisti di fama, facendone il perno del nuovo assetto dell’area, caratterizzato dalla presenza dello spettacolare Giardino del Lago. Anche la denominazione venne mutata e il Casino fu detto “Casino dei Giuochi d’Acqua” a sottolinearne la funzione ludica, sede di eventi e di feste mondane ampiamente celebrati nelle cronache del tempo. Si trattava, però, di un periodo glorioso destinato a breve vita a causa dei disastrosi cannoneggiamenti subiti durante gli scontri che portarono alla caduta della Repubblica Romana nel 1849. Continue reading

“LA STORIA” DI ELSA MORANTE AMBIENTATA A SAN LORENZO

san lorenzo i luoghiNel romanzo “La Storia” di Elsa Morante, parte della vicenda è ambientata nel quartiere di San Lorenzo. La vita di Useppe, Iduzza e Gunther si svolge tra il 1941 e il 1944 proprio lì. Ne descriviamo, perciò – brevemente – alcuni passaggi. Ambientato nella Roma della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, come romanzo corale “La Storia” è pretesto per un affresco sugli eventi bellici visti con gli occhi dei protagonisti e della popolazione ferita. Il 7 gennaio del 1941, un giovanissimo soldato tedesco di nome Gunther, destinato al fronte dell’Africa Occidentale e di passaggio a Roma, vaga senza meta pensando di vedere le favolose vestigia della città eterna. E’ la prima volta che esce dai confini di Dachau, il piccolo villaggio dove è nato. Presumibilmente è alloggiato alla caserma Macao e, uscito di qui, sebbene oppresso da tetri presentimenti, comincia a la storiaincamminarsi su viale Castro Pretorio dirigendosi verso il quartiere di San Lorenzo. In verità più che dall’interesse reale di vedere i monumenti di Roma di cui ha un’idea molto confusa che gli fa scambiare le tombe del Verano per i sepolcri dei Cesari, ciò che spinge Gunther a girovagare per le vie sconosciute della città è il desiderio di trovare un bordello per alleviare nel calore di un corpo femminile quell’oscuro senso di morte che lo opprime. Nel suo girovagare per San Lorenzo Gunther arriva a via degli Equi e si ferma davanti all’insegna dell’osteria “Vino e cucina da Remo”. Qui, improvvisamente, si rende conto di non aver mangiato per tutto il giorno e di essere affamato, perciò senza esitare entra… Ma, una volta dentro l’osteria, vista la scarsa cordialità dell’oste, finisce per non mangiare nulla e per tracannare in breve più di un litro di vino dei Castelli che lo ubriaca. Gunther, stordito dal vino, riprende il suo vagare per le strade del quartiere. In via dei Volsci vede Iduzza, di ritorno dalla scuola con le sporte della spesa, incamminarsi verso il portone di casa. Il soldato si slancia verso di lei con il sincero desiderio di aiutarla a portare le borse, ma la maestra, che è di origini ebree, rimane paralizzata dal terrore, convinta che siano venuti a portarla via. Gunther la segue fin dentro casa e la sua ricerca di amore si trasforma in un atto di violenza carnale. Continue reading

TROPPO BREVE QUEL SECOLO PER VILLA BORGHESE

Poco prima che Villa Borghese venisse ceduta allo Stato (luglio 1903), una commissione statale progettava di costruire altri Musei all’interno del parco storico: uno per sculture e calchi, uno per l’arte medievale, un altro per l’arte moderna, più un luogo per ospitare gli artisti. Gli edifici dovevano essere di un piano, massimo due. Senza nulla togliere al godimento del parco da parte dei romani. Minicronaca negli archivi di “The Roman Herald”, 18 aprile 1903, segnalata dagli Amici di Villa Borghese.

“ASSASSINIO A VILLA BORGHESE”, NOIR DI WALTER VELTRONI

Il-Nuovo-Libro-Di Walter-VeltroniMarsilio ha inaugurato qualche mese fa con un giallo a Villa Borghese, uno dei luoghi più affascinanti di Roma, la nuova collana Lucciole, dedicata ai romanzi contemporanei in formato tascabile. Autore del romanzo dal titolo Assassinio a Villa Borghese, Walter Veltroni, tra gli altri, già ministro per i Beni e le attività culturali e sindaco della Capitale. Dopo quindici anni di carriera bloccata per un errore professionale, l’ispettore Giovanni Buonvino, bello ma sfigato, riceve la tanto agognata promozione. Ma la fregatura è subito dietro l’angolo. Promoveatur ut amoveatur direbbero i latini; difatti la promozione di Buonvino ha il retrogusto della rimozione poiché il poliziotto viene spedito nel commissariato di Villa Borghese, un inutile nuovo ufficio dove confinare elementi dalle scarse capacità. Come Buonvino, appunto. “La squadra degli agenti del commissariato di Villa Borghese sembrava composta da Bombolo, Alvaro Vitali, Gigi Reder, i gemelli marchesini Pucci di Sapore di mare, Aristoteles e Edwige Fenech. Uno normale, a vista, non c’era”. Per Buonvino e la sua sgangherata squadra si prospettano mesi e anni di caccia ai ladri di merendine e ragazzini che calciano la palla addosso alle vecchiette, quando, improvvisamente, la serenità di Villa Borghese, del polmone alberato al centro di Roma, viene scossa da un atroce delitto. Continue reading