CORSO D’ITALIA, SOLO RIFIUTI DOVE VIVEVA NEREO

CORSO D'ITALIAEsattamente un anno fa: era infatti l’alba del 7 gennaio dello scorso anno quando un’auto pirata investì nel buio pesto di Corso d’Italia e uccise Nereo. Lui era Nereo Gino Murari, veronese 73enne, ma per tutto il quartiere era «il clochard gentile». Mai una parola o uno sguardo fuori posto, solo un sorriso per chi portava un cappuccino caldo e soprattutto un libro, per lui, o qualche croccantino per la sua meticcia nera, Lilla. E se mai qualcuno avesse dubitato della pulizia e dell’ordine in cui un senza tetto può vivere, è perché non aveva mai visto la sua capanna: fatta di teloni verdi e con una struttura di legno, ben nascosta nella fitta vegetazione a ridosso delle Mura Aureliane che sovrastano il Muro Torto. Nereo, che martedì è stato ricordato in una cerimonia organizzata dalla comunità di Sant’Egidio e celebrata nella Basilica di Santa Teresa d’Avila, non avrebbe certo permesso che quell’angolo di terra e erba all’incrocio con via Po, che ospitava la sua «casa», si trasformasse nello spazio indecoroso che è oggi. Continue reading

TEATRO OLIMPICO: I BEATBOX PROVANO A FAR RIVIVERE I BEATLES

la_musica_dei_beatles_rivive_col_quartetto_dei_beatboxLunedì 10 febbraio al Teatro Olimpico in scena The Beatbox “The Beatles Live Again”. Molto più che un semplice tributo ai Beatles, la performance dei Beatbox si propone di far rivivere l’energia e il fascino del mitico quartetto di Liverpool. Per ottenere il risultato desiderato nulla è stato lasciato al caso: dalla strumentazione, identica a quella usata dai Beatles nei loro storici concerti, ai vestiti, confezionati su misura dalla stessa sartoria che li creò per la tournée americana dei Fab Four. A dare vita a questo progetto, quattro musicisti dal curriculum più che nobile: Mauro Sposito, Riccardo Bagnoli, Filippo Caretti e Federico Franchi, vantano collaborazioni con i grandi nomi del pop italiano. Uno show che attraversa i ricordi e le scoperte di più generazioni, con esecuzioni fedelissime a quelle originali, per riscoprire l’entusiasmo e la positività dei mitici anni Sessanta. Fonte: il Tempo

LE QUOTE DI VILLA ALBANI TRA I BENI SEQUESTRATI AI TORLONIA

villa albaniL’accusa è quella di avere portato al dissesto la Banca del Fucino, di proprietà della famiglia Torlonia per tre generazioni e recentemente ceduta a Banca Igea a zero euro, ottenendo in cambio la mancata attivazione di azioni di responsabilità nei confronti dell’organo amministrativo: il presidente Alexander Francis Poma Murialdo, il vicepresidente Giulio Torlonia, il direttore generale Giuseppe Di Paola. Sono queste le accuse mosse nei confronti degli ex vertici da Carlo Torlonia, erede del principe Alessandro Torlonia, che prosegue la guerra giudiziaria ingaggiata da anni contro i fratelli e il nipote Poma Murialdo. L’ultimo atto è un sequestro conservativo da quasi 40 milioni di euro disposto dal giudice civile. Sequestro che, ancora una volta, come già successo un anno fa, ha per oggetto anche parte dello sterminato patrimonio di famiglia: si tratta delle quote dei beni di Palazzo Torlonia, di Villa Albani e le Collezioni di Arte Antica della Famiglia Torlonia, intestate a Poma Murialdo. Continue reading

VIA SALARIA, QUEL CONTRASTO EVIDENTE

ImmagineSiamo a via Salaria. Indicate dalle frecce due situazioni in pieno contrasto. A sinistra i fiori di Mustafà che danno un tono di gentilezza e di bellezza all’angolo che il profugo egiziano si è ritagliato per vendere le sue creazioni di carta. A destra, l’immondizia che quasi sempre sovrasta il marciapiede della confluente via Savoia.

FILM DI VERDONE, LOCATION A VILLA TORLONIA E PIAZZA CAPRERA

carlo-verdone-antonio-albanese-l-abbiamo-fatta-grossaIl film girato nel 2016 da Carlo Verdone, interpretato dallo stesso regista e da Antonio Albanese, “L’abbiamo fatta grossa”, tra le varie location ne ha alcune nei nostri quartieri e precisamente: il ristorante dove viene pedinata l’ex moglie di Albanese è in piazza Caprera, mentre il teatro dal quale Albanese fugge dopo aver scoperto che nel pubblico c’era la donna alla quale aveva sottratto la valigetta con i soldi è il Teatro di Villa Torlonia, in via Lazzaro Spallanzani.

ALTAN CON PIMPA, CIPPUTI & C. IN MOSTRA AL MAXXI FINO AL 13 APRILE

altanAltan è protagonista di una grande mostra al Maxxi, realizzata in coproduzione con Fondazione Solares e Franco Cosimo Panini Editore, a cura di Anne Palopoli e Luca Raffaelli. Una ricognizione completa per raccontare, in un percorso articolato, tutto il suo lavoro tra disegni originali, poster, illustrazioni, quadri, schizzi, tavole, libri e filmati. Quello di Altan è un mondo in cui il dubbio si rivela come l’unica grande certezza possibile, in cui i grandi miti della storia vengono ribaltati e l’umanità cerca di galleggiare nel disordinato mare della vita. Continue reading

PERCHÉ IL MURO TORTO SI CHIAMA COSÌ: LO SPIEGA UN LIBRO

il Muro Torto in un'incisione del VasiÈ da secoli che il nome di questo angolo di Roma si chiama più o meno così, e il motivo è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi se ne accorgono. Salendo da piazzale Flaminio, poco prima di transitare sotto il ponte che collega due lati di villa Borghese, ci troviamo davanti uno sperone di muro romano fortemente inclinato in avanti come se stesse per cadere da un momento all’altro. In realtà quell’apparente equilibrio precario dura da circa venti secoli, già in epoca romana il muro esisteva ed era già inclinato. Si tratta probabilmente di ciò che sopravvive di una villa esistente ben prima la costruzione delle mura Aureliane che oggi costeggiano l’intero tracciato della via. Da tempo immemore il Muro Torto è considerato un luogo viale del muro tortoinfausto, infestato da spiriti e maledetto. Le leggende si susseguono e si sovrappongono, si crede che il muro si inclinò per causa di un fulmine che lo colpì il giorno esatto della crocifissione di Pietro che la tradizione vuole sia avvenuta al Gianicolo. Questa era terra sconsacrata, dimenticata da Dio, e qui erano seppelliti i condannati a morte, le prostitute e le donne di malaffare, e le loro anime, non potendo andare in paradiso, rimanevano ad aleggiare nella zona terrorizzando i passanti. Non a caso, nel medioevo le terre a ridosso del Muro Torto facevano parte della cosiddetta “Contrada del Muro Malo”. Come detto, tra gli spiriti in pena troviamo anche quelli dei carbonari Targhini e Montanari decapitati nel 1825 dal boia di Roma, Mastro Titta, con IL LIBRO l’accusa di omicidio. Quell’episodio è stato raccontato nel film del 1969 di Luigi Magni Nell’anno del Signore. Una targa affissa nel 1909 sul lato di porta del Popolo ricorda l’episodio con parole durissime nei confronti del papa che li avrebbe fatti giustiziare “senza prove e senza difesa”. Tra maledizioni e atmosfere infauste, non poteva mancare lo zampino dell’imperatore romano più odiato di sempre. La credenza popolare romana ha immaginato nientemeno che Nerone tra gli spiriti che frequentano il Muro Torto, le sue spoglie giacerebbero proprio nelle viscere della terra di questo luogo oscuro, che tutt’oggi mantiene un’aria in qualche modo sinistra. Da Roma perduta e dimenticata libro di Claudio Colaiacomo.

NUOVE PISTE CICLABILI IN VIALE XXI APRILE, PILSUDSKI, DELLE PROVINCE

VIALE PILSUDSKINon sono i 19 chilometri previsti nel progetto “Roma in movimento”. Ma si tratta comunque di un’integrazione significativa alle piste già esistenti. La Giunta Raggi, il 20 dicembre 2019, ha deciso di “donare” alla città nuove ciclabili. Sono sette e si sviluppano in tutto il territorio cittadino. Gli interventi, già previsti nel Piano Generale del Traffico Urbano,  sono previsti nei municipi di Roma Sud (IX e VIII) e di Roma Nord (III) ma ne beneficeranno anche i quartieri più centrali. Nella maggior parte dei casi si tratta di prolungare le piste già esistenti. E’ il caso della dorsale Tevere Sud, che verrebbe unita a viale egeo e via del Cappellaccio. Ma anche della pista presente sulla Cristoforo Colombo Roma. Piste ciclabili. Punti criticiper cui si prevede un collegamento, passando per viale Giustiniano Imperatore, con la Metro San Paolo. Gli interventi su cui è arrivato l’avvallo della giunta Raggi sono i seguenti: 1. Via De Coubertin – Via G. Gaudini – V.le M. Pilsudski; 2. V.le XXI Aprile – V.le delle Province; 3. Via Ugo della Seta – Via Monte Cerviato- Metro B1 Jonio; 4. Viale Tirreno – Piazza Sempione -Ponte Tazio -Via Valsolda; 5. Via del Campo Boario da Piazzale Ostiense a Via N. Zabaglia; 6. Metro San Paolo – Via G. Imperatore – Via C. Colombo; 7. V.le Tre Fontane dorsale Tevere Sud – Viale Val Fiorita – V.le Egeo – Via del Cappellaccio.

“SETTECEREALI”, RISTORANTE TUTTO BIO A VIA ISONZO

Logo-settecerealiALESSANDRO SALARIS CHEF A via Isonzo 16, da qualche tempo, c’è Settecereali, un nuovo locale completamente “bio”. E questa particolarità fa sì gli affezionati del genere, ma anche gli avventori curiosi di novità e prelibatezze culinarie, stiano frequentando sempre più spesso il ristorante. Ecco la proposta gastronomica: per il pranzo, bio street food: pizza ai 7cereali al taglio o al piatto, pizzburgher, supplì, arancini di selvaggina, fritti di verdure, LO STAFFvellutate,  zuppe, legumi e verdure di stagione, insalate da comporre secondo i propri gusti. Per la cena, il bio gourmet secondo la stagionalità della migliore materia prima biologica e su ispirazione dello chef: Pasta fresca realizzata con farina ovviamente bio, pizza al tavolo, carni pregiate, cereali, legumi, ortaggi rigorosamente di stagione; al bar: estratti e caffé bio. Orari di apertura: lunedì: solo prenotazione; martedì  – sabato: 10:30 – 23:00; domenica : 19:00 – 23:00. Telefono: 06.47547700 – email: info@7cereali.net