MAXXI: MARIO CALABRESI PRESENTA “LA MATTINA DOPO”

MARIO CALABRESIAppuntamento mercoledì 18 dicembre al Maxxi Museo Nazionale delle arti del XXI secolo con Mario Calabresi, che presenta La Mattina Dopo (Sala Carlo Scarpa. Ore 18.30. ingresso libero fino a esaurimento posti), in conversazione con Chiara Gamberale. Il volume racconta il senso di vuoto che si percepisce quando si perde una persona cara, un lavoro o quando si commette un errore. C’è sempre, infatti, una mattina dopo, ovvero quel momento in cui, dopo una perdita o un cambiamento, capiamo che la vita va avanti, ma niente è più come prima e noi non siamo più quelli di ieri. Calabresi racconta questo libro partendo dalle proprie esperienze per poi aprirsi alle vite degli altri raccontando così prospettive differenti che hanno tutte in comune la voglia di ricominciare. Introduce l’incontro Giovanna Melandri, Presidente Fondazione Maxxi. Interviene, oltre all’autore, la scrittrice Chiara Gamberale.

RIMOSSO UN MANIFESTO BLASFEMO AL MACRO DI VIA NIZZA

MACRORimosso il manifesto blasfemo affisso al Macro di via Nizza che ritraeva un Gesù eccitato davanti ad un bambino e la scritta “Ecce homo erectus”. L’Azienda Speciale Palaexpo, “che per sua missione promuove ogni giorno la cultura e il rispetto critico della libertà artistica e di espressione, si dissocia dal messaggio del manifesto” e fa sapere “che lo stesso è stato rimosso”. Lo stesso manifesto era già comparso nella capitale due anni fa in alcune fermate del bus. In quell’occasione i manifesti erano due, oltre a Ecce Homo Erectus erano stati affissi poster con due Madonne con in braccio un bimbo e la scritta Immaculata Conceptio in Vitro. L’azione artistica fu rivendicata da due street artist Hogre e DoubleWhy, rappresentanti del subvertising, ovvero lo stravolgimento dei messaggi di cartelloni pubblicitari mediante interventi mirati che ne alterano il messaggio contestandolo. Hogre, ritenuto l’autore di Ecce Homo Erectus, fu anche accusato di “offesa alla religione dello Stato”.

ROMA-NORD DI PIAZZALE FLAMINIO PEGGIORE FERROVIA DEL LAZIO

STAZIONE DI PIAZZALE FLAMINIOSi aggiudica il Trofeo Caronte 2019 la ferrovia Roma-Nord, secondo Legambiente la peggiore linea su binari della regione. Secondo e terzo posto vanno alla Roma-Lido, che per anni è stata in vetta alla classifica, e alla Termini-Giardinetti. Insomma: i viaggi più “infernali” sono quelli sulle ferrovie ex-concesse. Ecco cosa ha portato Legambiente ad assegnare il (poco ambito) premio alla linea che da piazzale Flaminio attraversa i quartieri e i Comuni a nord della Capitale: “Sulla Roma Nord, i pendolari da anni continuano a soffrire per le reiterate cancellazioni di corse, lungo una tratta dalla portata di 75.000 viaggiatori al giorno e con una velocità media inferiore a 30 km/h, meno di quella di un Elefante Africano. Continue reading

TEATRO KEIROS DI VIA PADOVA: VIAGGIO NEGLI ANNI DI PIOMBO

19-20-DICEMBRE--19-FESTIVAL-Vicolo-T-yAl Teatro Keiros di via Padova, un altro rilevante appuntamento (19/20 dicembre, ore 21) per il Festival Il teatro che non c’era – ho bisogno di sentimenti: va in scena Vicolo Tobagi, di e con Antonello de Stefano. Il recital è un viaggio che De Stefano fa negli oscuri meandri degli anni di piombo e della strategia della tensione. Moderno Diogene, cerca di illuminare l’oscurità della Storia. Un paziente lavoro di ricucitura, con ago e filo imparziale e asettico, in cui a parlare sono gli atti dei Tribunali e le testimonianze dei sopravvissuti. Il Recital è un cantico di dolore, non per riabilitazioni o redenzioni postume, ma una ferrea ricerca per ristabilire la verità al fine di addolcire, per quanto è possibile, i dolorosi ricordi. Con questo lavoro, Antonello sente la necessità di pensare al futuro, ricostruendo la memoria di una società, purtroppo, senza passato e senza progetti. Vicolo Tobagi è un messaggio ai giovani e a quanti di questi tragici eventi, hanno sentito soltanto un’eco lontana. Lo spettacolo è per tutti, ma è sconsigliato alle persone che hanno pregiudizi (o vuote granitiche certezze) e ai maestri “fanfaroni” dell’ultimo pensiero alla moda.