CAMPI ESTIVI AL MUSEO EXPLORA FINO AL 13 SETTEMBRE

EXPLORA Si può partecipare ai Campus di Explora, in via Flaminia, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 16.30. La divisione in fasce d’età permette ai bambini di socializzare e confrontarsi con attività mirate:

  • Grandi – da 6 a 11 anni (devono aver frequentato la I classe della Scuola Primaria e non devono aver frequentato la Scuola Secondaria di primo grado ovvero le scuole medie) fino al 13/09;
  • Baby –  da 3 a 6 anni (non hanno ancora frequentato la I classe della Scuola Primaria) (previo raggiungimento numero minimo) fino al 13/09.

I Campus di Explora sono divisi in una programmazione ciclica di 4 settimane, ognuna dedicata ad un entusiasmante tema per diventare dei veri esploratori: Terra, Luna, Sole e Stelle. Ogni settimana è dedicata a percorsi tematici di introduzione ai diversi argomenti, momenti di lettura, osservazione di fenomeni scientifici, atelier creativi d’arte, laboratori di cucina con anteprima delle ricette di Officina in Cucina 2019-20 e gioco libero nel Museo.

QUARTIERE FLAMINIO, UNA STORIA LUNGHISSIMA

flaminio quartiere[1]Adagiato sull’ansa sinistra del Tevere, delimitata dalle alture di Villa Borghese, Monti Parioli e Villa Glori, e segnato precisamente dall’asse di via Flaminia tra Ponte Milvio e Porta del Popolo, il quartiere Flaminio è uno dei primi quindici quartieri di Roma nati nel 1911. Quest’area fuori dalle mura veniva chiamata dai romani Prata Flaminia e per millenni è stata regolarmente sommersa dalle acque del Tevere.  Un’area d’ingresso verso la città che ha visto più volte i passi PIAZZALE FLAMINIOstremati dei soldati della Roma Imperiale che, attraversata la via Flaminia, ritornavano a casa per ricevere il tributo di gloria e onori dal Popolo e dal Senato. Più tardi era un passaggio obbligato per i pellegrini che da nord arrivavano per raggiungere la città Papale. Un’area extra urbana che per le sue connotazioni ha visto più che altro fin dal VI secolo a.C. (circa) il fiorire di costruzioni funerarie, AUDITORIUMlaboratori e ville extraurbane come quella ritrovata durante gli scavi per la costruzione dell’Auditorium Parco della Musica (1995). Una passeggiata per il quartiere Flaminio da Porta del Popolo a Ponte Milvio, lasciando e riprendendo l’arteria di via Flaminia fontana viale tizianoper allargarsi poi su Lungotevere, è un bel colpo d’occhio per il turista o per chi conosce questo quartiere solo per alcune manifestazioni sportive o musicali, o per la semplice classificazione stereotipata di Roma Nord, dove in realtà per decenni l’alta e la piccola borghesia hanno vissuto insieme a distanza di un caseggiato o di qualche decina di metri. Un quartiere dove arte, cultura, sport e PIAZZA MANCINIquotidianità si intrecciano, non sempre in modo caotico. Infatti, lasciando Porta del Popolo alle spalle, si attraversa il trafficato piazzale Flaminio, oramai tempestato di bar e street food di ogni genere, caotico per la dorsale del Muro Torto e per le stazioni della Metropolitana A e del Trenino che collega la città con Prima Porta e Viterbo. Via Flaminia inizia lì dove domina il capolinea del Tram 2, che percorre le due arterie principali lo stadio flaminiodel quartiere, via Flaminia appunto e viale Tiziano, terminando in piazza Antonio Mancini, davanti al Ponte Duca D’Aosta, che immette nella zona sportiva del Foro Italico con il suo Stadio Olimpico, lo Stadio dei Marmi e lo Stadio del Tennis, soprannominato Il Centrale. Immettendosi in via Flaminia non si possono non notare gli edifici che ospitano le diverse pizzerie a taglio, bar e piccole trattorie; sono palazzi del primo Novecento che, da piazzale Flaminio, accompagno la passeggiata fino al piazzale delle Ministero della Marina ancore[1]Belle Arti. Un’architettura che rispecchia un’epoca ben precisa e le immagini in bianco e nero di quel periodo regalano la suggestione di un quartiere in divenire con le grandi costruzioni di piazzale Flaminio, del primo tratto di via Flaminia, per allargarsi verso il Tevere con le eleganti palazzine private e il Ministero della Marina in costruzione, il borghetto Flaminio con le sue botteghe, piazzale delle Belle Arti e la maxxizona militare nella superficie dell’attuale Maxxi e dell’adiacente Reparto Volanti della Polizia.Percorrendo il lato destro di via Flaminia, dopo poche decine di metri, si incontra un particolare negozio, La casa delle bambole, nuova sede di una bottega dove sapienti mani restaurano vecchie bambole e giocattoli. Proseguendo da quel lato si scorge il piccolo mercato rionale, con i suoi banchi e i suoi exploracolori. Al civico 70 troviamo una sede dislocata della Facoltà di Architettura della Sapienza, ma quel bel palazzo una volta era la vecchia Fabbrica del ghiaccio, o Giacciaia Peroni. Alle spalle di questa interessante struttura si snoda il borghetto Flaminio, che prosegue per la via Flaminia inglobando Explora – Il museo dei bambini, ex deposito tramviario Atac, proprio di fronte al Ministero della Marina. Proseguendo al civico 118 si via_Flaminia_-_sede_Filarmonica_romanaincontra la sede dell’Accademia Filarmonica Romana, ex Casina Vagnuzzi, così chiamata dal nome del proprietario che fece restaurare intorno al 1825 la palazzina cinquecentesca trasformandola in una splendida villa di campagna con giardino all’inglese. Sul lato opposto al civico 119, passa quasi inosservata, una piccola pizzeria, aperta all’incirca dagli anni ’70, Il buchetto, dove si possono gustare a prezzi modici pizze, via_Flaminia_-_Palazzetto_di_Pio_IV_e_fontana_1701_1000882supplì e calzoni, e come dolci arrivano al tavolo i ventagli con la crema adagiata lì al momento. Proseguendo verso piazzale delle Belle Arti, proprio all’incrocio con via di Villa Giulia, che porta ad un gioiello architettonico come quello del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (nella struttura edificata da Giulio III), ci si imbatte in due fontane: la fontana di papa Giulio III e, a destra, il Beveratore. Due piccoli gioielli inglobati in uno scenario veramente unico, quello che doveva essere la villa di campagna di Papa Giulio III (1553). La fontana monumentale, posizionata fuori dalle mura della villa, aveva una funzione pubblica di ristoro e d’igiene per i viandanti che si recavano a Roma. Continue reading

VIA TIGRÈ, ATTENZIONE AI TENTATIVI DI FURTO

VIA TIGRÈScrive Raffaella su Facebook: “Volevo segnalare che oggi (ieri: ndr) in via Tigrè all’altezza della scuola materna mia madre è stata avvicinata in macchina con la scusa dei soldi caduti per terra mentre il complice si spostava sul lato passeggero per rubarle la borsa. Per fortuna mia madre si è ricordata della truffa e ha risposto che i soldi messi ad arte e troppo ordinatamente per terra non erano i suoi e se ne è andata per paura della loro reazione. Mi raccomando state tutti attenti, specie le donne che poggiano la borsa lato passeggero”.

PIAZZA DEI SICULI: RAGAZZI PRESI A BOTTIGLIATE PER RAPINA

PIAZZA DEI SICULIBottigliate a due giovani per rapinarli dei cellulari. Le vittime sono state soccorse in ospedale. È accaduto l’altra sera verso le 19 in piazza Siculi a San Lorenzo. Mentre decine di passanti erano nella piazza due individui di colore hanno aggredito con un coccio di bottiglia due ragazzi che sono rimasti feriti dalle bottigliate. Un’ambulanza li ha trasportati all’Umberto I, non sono gravi. La polizia sta ricercando rapinatori. Fonte. Il Messaggero

QUELLA TIPOGRAFIA CLANDESTINA DI VIA BASENTO (CORREVA L’ANNO 1943)

Nel 1943 c’era in via Basento 55 una tipografia clandestina. Vi si stampava “Italia libera”, il giornale del Partito d’Azione. Ne era direttore Leone Ginzburg, intellettuale coltissimo, ebreo, che contro il fascismo organizzò e animò redazioni, case editrici e gruppi partigiani. Nel 1933, insieme a Bobbio, Pavese e Giulio Einaudi fondò la casa editrice che porta il nome di quest’ultimo. Nel seminterrato di via Basento Leone Ginzburg stava lavorando alla redazione e alla pubblicazione di “Italia Libera” quando, il 19 novembre 1943, la polizia fascista fece irruzione e lo arrestò. Morì l’anno dopo, in seguito alle torture subite nel carcere di Regina Coeli, per non aver rivelato i nomi dei suoi compagni. Ginzburg è sepolto nel cimitero del Verano.

PRIMA DOMENICA DEL MESE, INGRESSO GRATUITO NEI MUSEI CIVICI

musei in comuneIl 1° settembre, prima domenica del mese, ingresso gratuito nei Musei Civici per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, consente di scoprire, oltre al grande patrimonio di collezioni permanenti dei Musei, le numerose, varie e interessanti esposizioni, la maggioranza delle quali ad ingresso gratuito a esclusione solo di tre mostre: Roma nella camera oscura e Fotografi a Roma al Museo di Roma a Palazzo Braschi e Claudio Imperatore al Museo dell’Ara Pacis.