LA LUNGA STORIA DI VILLA MASSIMO

Villa_Massimo_-_Foto_della_facciata_del_Casinonobile_e_della_fontana(1900_circa)Villa Massimo è una villa – di cui oggi rimane principalmente il casino – situata nel Quartiere Nomentano, lungo via di Villa Ricotti. Essa non va confusa con altre due ville di Roma, Villa Massimo Colonna, che sorgeva in vicolo di San Basilio, nel  Rione Ludovisi, e Villa Giustiniani Massimo, che si trova invece in via Matteo Boiardo, nel Rione Esquilino. Le origini della villa risalgono al XVI Secolo quando la famiglia Massimo acquistò una serie di canneti e vigneti lungo il primo tratto del vicolo di Pietralata (attuale via Giovanni Battista De Rossi), l’area attualmente compresa nel Quartiere Nomentano nei pressi di piazza Bologna. Nello specifico, la vasta proprietà che andò a formarsi, era villa massimocompresa proprio tra il già citato vicolo di Pietralata (attuale via Giovanni Battista De Rossi) ed il vicolo di Sant’Agnese (oggi ricalcato dalle vie viale XXI Aprile, piazza Bologna, via Ravenna, via Catanzaro), e, successivamente, Villa Torlonia. L’accesso alla Villa era lungo via Nomentana, su cui era presente un grande portone e da cui iniziava un lungo viale che passava nel mezzo delle proprietà dei Colonna e dei Bolognetti, raggiungendo l’area principale della villa dopo un lungo percorso con tanto di curva a gomito. Questo percorso è oggi riconoscibile nelle attuali via Spallanzani, via Siracusa e via di Villa Massimo. Continue reading

CORSO D’ITALIA NEL 1950…

CORSO D'ITALIA

Corso d’Italia e la chiesa di Santa Teresa d’Avila ritratte in una foto del 1950. Sottopassi e strada lungo il Muro Torto devono attendere ancora 10 anni per fare la loro comparsa in occasione delle Olimpiadi. Ci sono ancora le rotaie del tram e aiuole e alberelli fanno da sfondo a chi passeggia tranquillamente da quelle parti. Un uomo in bici, un paio di macchine e parecchi pedoni completano il quadretto. Fonte: Roma Sparita

… E PIAZZA ALESSANDRIA NEL 1913

Foto del 1913. Così era allora piazza Alessandria, cui manca senza dubbio il grande spazio oggi occupato dal mercato coperto. E a proposito dello stabilimento Peroni, vale la pena raccontare l’aneddoto. Due giovani passavano da quelle parti e uno chiedeva all’altro cosa fosse prima quella costruzione. Il suo amico rispondeva senza ombra di dubbio: “Una chiesa!”. A quel punto siamo intervenuti e abbiamo corretto l’avventato cicerone. Foto: www.romasparita.eu

FINO AL 25 AGOSTO CHIUSE 11 FERMATE METRO A (ANCHE FLAMINIO)

METRO FLAMINIOProseguono i lavori di manutenzione straordinaria sulla linea A della metropolitana. Da martedì 20 e fino a domenica 25 il tratto chiuso ai passeggeri, e sostituito dalle navette MA6, sarà quello che va dal capolinea di Battistini a Termini e viceversa. Rimane attivo il percorso tra Termini e Anagnina. Interdette, quindi, undici fermate, incluse quelle centralissime – da Flaminio a Spagna, passando per Repubblica – e quelle che i turisti utilizzano per arrivare a San Pietro e ai Musei Vaticani, come Cipro e Ottaviano. La stazione metro più vicina per arrivare in centro, quindi, rimane quella del Colosseo (linea B). Continue reading

LA FONTANA DI PIAZZALE FLAMINIO

Sul piazzale Flaminio, a destra della Porta Flaminia, tra la Porta ed un fioraio, c’è una fontana ormai parzialmente coperta dalla balaustra del sottopasso pedonale. E’ costituita da una grande vasca rettangolare di laterizio, con bordi e basi di travertino, fiancheggiata da due cubi dello stesso materiale, sormontati da sfere, da cui altrettante cannelle versano getti d’acqua. Al centro della vasca c’è lo stemma comunale con la data di costruzione scritta sulla base. Nel 1886, la fontana decorativa che oggi si vede sostituì una vasca più semplice che funzionava da abbeveratoio per le bestie destinate a finire sulle tavole dei romani, specie di quelli più ricchi. Ancora nell’Ottocento, infatti, in questa area, una volta a settimana, i vaccari ammassavano di notte il bestiame, vitelli, maiali, pecore per condurlo, quando all’alba la Porta si apriva, nei vari palazzi delle famiglie nobili romane e nelle botteghe, dove venivano macellati. In alto, una grande lapide con lo stemma di Pio VI Braschi, che rammenta al passante come papa Pio VI Braschi, nel 1780, conoscendo la situazione di pericolo del grande deposito di legname dovuto ai ladri, ai frequenti incendi ed al forte vento che spirava sul fiume ed esaudendo benignamente le richieste dei mercanti, dei fabbri e dei falegnami, comprata per questo fine una vigna, ordinò al Cardinale Gugliemo Pallotta, proprefetto dell’Erario Apostolico (corrispondente all’attuale ministro delle Finanze e dei Lavori Pubblici), che fosse organizzata all’uopo e circondata di mura. Continue reading

A SAN LORENZO GLI ULTIMI ANNI DI GINO GIROLIMONI, IL “MOSTRO”

Gino_GirolimoniGino Girolimoni (Roma, 1º ottobre 1889 – Roma, 19 novembre 1961) è stato un fotografo e mediatore italiano ingiustamente accusato di essere il Mostro di Roma, un pedofilo assassino autore di 5 omicidi rimasti irrisolti fra il 1924 e il 1927. Venne accusato ingiustamente di essere il Mostro di Roma, responsabile negli anni venti dello stupro di sette bambine e dell’omicidio di cinque di loro. Nonostante fosse innocente, fu vittima di una campagna mediatica che lo indicò come sicuro responsabile su pressione del regime fascista che voleva accreditarsi come garante dell’ordine. Successivamente venne scagionato, ma ne ebbe comunque la vita sconvolta. Girolimoni, non riuscendo più a proseguire il suo lavoro, perse ben presto il suo discreto patrimonio, cercando in seguito di sopravvivere riparando biciclette o facendo il ciabattino a San Lorenzo. Morì, poverissimo, nel 1961. Ai funerali, celebrati il 26 novembre nella basilica di San Lorenzo fuori le mura, parteciparono solo pochi amici, fra i quali il commissario Dosi. La salma fu tumulata nel cimitero del Verano a spese di alcuni amici nella tomba di un conoscente, per essere successivamente traslata in una fossa a terra e infine dispersa nell’ossario comune. Nel 2015 una signora romana che aveva preso a cuore la storia di Girolimoni ha fatto apporre a sue spese una lapide nell’ossario comune del cimitero.

UN SITO IN CUI TROVARE LA STORIA DEI QUARTIERI DEL MUNICIPIO

PiazzaBolognaAnni50Sul sito Rerum Romanarum si parla, tra le altre cose, dei quartieri  del nostro territorio. In questo caso, il Nomentano: breve ma interessante storia.

Il Quartiere Nomentano sorge nell’area compresa tra la via Nomentana (da cui prende nome) e la ferrovia Roma-Firenze. Fino all’Unità d’Italia in questa zona sorgevano numerosi orti e Ville, alcuni dei quali ancora oggi sopravvissuti, altri distrutti: una su tutte Villa Patrizi, abbattuta per fare spazio al Ministero dei Trasporti ed a quello dei Lavori Pubblici. Alla fine dell’Ottocento fu edificato, in quest’area, il Policlinico Umberto I, tuttora attivo. Nella zona sorgono molti villini, come quelli della via chiamata appunto via dei Villini, edificata intorno al 1920 che, all’epoca, riscosse un grande VialeIppocrateAnni50successo immobiliare. Man mano che fu edificato il quartiere, una parte delle sue strade prese il nome dalle Città Italiane, cosa che fa sì che il quartiere sia noto anche come “Nomentano Italia” o “”Quartiere Italia”. Nel quartiere, soprattutto nella zona di piazza Bologna, è presente una numerosa comunità di Ebrei Tripolini, la maggior parte dei quali è giunta a Roma dopo il 1967, anno in cui il regime Libico di Mouammar Gheddafi li allontanò dalla Libia. È, infatti, presente anche una Sinagoga in via Padova. Oggi il Nomentano è un quartiere molto vivace: ospita molti servizi, e la vicinanza con l’Università “La Sapienza” lo rende frequentato da numerosi giovani, oltre che abitato da moltissimi studenti fuorisede.

MUNICIPIO: NEI BAR ARRIVA IL CAFFÈ SOSPESO

CAFFE SOSPESOLa solidarietà non va in vacanza. Il II Municipio ha votato una delibera chiamata “Pratica del caffè sospeso e del pasto sospeso”. Si tratta del pagamento di un caffè, un panino o un pasto in un bar, tavola calda o pizzeria a vantaggio di un anonimo e futuro avventore, che trovandosi in una situazione di difficoltà economica e sociale, può beneficiare e trovare sollievo in questo gesto solidale. Quella del caffè sospeso è una tradizione partenopea che, già in alcuni locali del Trieste-Salario, esiste da alcuni mesi: il primo a introdurla fu il Giada Food Lab & Drinks, un locale di corso Trieste. Da lì sono seguiti altri casi di attività aderenti che adesso potrebbero coinvolgere anche la zona del Flaminio o dei Parioli. Grazie alla delibera approvata, infatti, è proprio il Municipio a promuovere questo splendido esempio di filantropia in maniera organizzata. Come? Continue reading

QUELLA FONTANA IN VIA ANTONELLI DA CUI ZAMPILLA SMOG

fontana via antonelliIn via Giovanni Antonelli, addossata al muro perimetrale del palazzetto d’angolo con via Eustachio Manfredi, c’è una fontana che ne segue l’andamento lievemente concavo. Venne eseguita in travertino nel 1936 da Francesco Coccia ed è costituita da una bassa vasca piuttosto allungata, a sezione rettangolare, sormontata da un complesso altorilievo raffigurante secondo alcuni «La maternità», secondo altri «La famiglia». Sul davanti il bordo della vasca risulta interrotto in due parti. Da qui l’acqua trabordava finendo in due fessure a terra con grata, anteriormente e ai lati circoscritte da un piccolo bordo in travertino. Continue reading

QUANDO SI FESTEGGIAVANO LE OTTOBRATE A VILLA BORGHESE

ottobrata-romanaUna festa che si fa risalire all’epoca classica e ai baccanali che si svolgevano per celebrare Dionisio. Fino ai primi del novecento le ottobrate si svolgevano ogni giovedì del mese perché la domenica era dedicata alla Messa e il popolo romano si recava in carrettella (piccole carrozze trainate da cavalli bardati e adornati di sonagliere) in quella che allora era la campagna romana a due passi dalla città per bere mangiare e danzare sui prati. E’ bene chiarire che queste giornate di festa non avevano nulla a che vedere con le gite ai castelli. Le ottobrate, infatti, si svolgevano alle porte di Roma oggi ormai completamente inglobate nella città. Continue reading

LA NUOVA RIVOLUZIONE POSTALE

POSTE ITALIANENon più solo la mattina. Il postino suonerà anche di sera. E in tutta Roma. Si chiama “Joint Delivery” il modello di recapito targato Poste Italiane che prevede consegne anche il pomeriggio e nei weekend. Il progetto – avviato già un anno fa, ma in 6 quartieri della Capitale ( Ostiense, Appio, Laurentino, Montesacro, Eur e Roma centro) – da questa settimana è diventato operativo in tutta la città. Una svolta non solo storica, ma anche organizzativa sia per i romani che per i portalettere dalla divisa gialla e blu: potranno bussare alle porte dei cittadini fino alle 19,45, dal lunedì al venerdì, e il sabato mattina. Equipaggiati di palmare di ultima generazione ( 1.454 in tutto), sono un vero e proprio ufficio postale a domicilio attraverso cui pagare bollettini postali, fare ricariche Postepay e telefoniche o spedire raccomandate. Innovativo, flessibile ed efficiente, “Joint Delivery” prevede il recapito quotidiano attraverso due linee operative: da una parte la posta tradizionale, dall’altra i pacchi e i prodotti degli acquisti online. Continue reading