TEVERE REMO: INIZIATA OGGI LA REALE MUTUA CUP 2019

TEVERE REMOÈ iniziata oggi la la XVI edizione del torneo Itf Tevere Remo – Reale Mutua Cup 2019 in programma fino al 12 maggio a lungotevere dell’Acqua Acetosa. Le wild card per il tabellone principale sono state assegnate a Verena Meliss, Nastassja Burnett, Tatiana Pieri e Jane Wasserson. Numerosi gli sponsor: Reale Mutua Assicurazioni, Hauswagen, Farmacia Igea, Fccostruzione, Carrozzeria Maraga, Integris, Tedeschi, Bartoni.

QUEI PERSONAGGI AFFACCIATI ALLA FINESTRA IN VIA TIBURTINA

VIA TIBURTINAPercorrendo la via Tiburtina, partendo da piazzale Tiburtino, prima di giungere a piazzale del Verano, sulla sinistra possiamo osservare una palazzina d’epoca dall’aspetto alquanto bizzarro poichè è un miscuglio di stili architettonici che vanno dal rinascimentale al barocco ed al palladiano. Esso è chiamato il “Palazzo Decorato”. Trattasi in effetti di un villino e precisamente il “Villino Sartorio”. Esso era di proprietà dello scultore Giuseppe Maria Sartorio, nato a Boccioleto in Valsesia nel 1854 e molto famoso per aver eseguito numerose opere d’arte, e specialmente per aver realizzato statue cimiteriali. Lavorò a Torino, ma anche in Sardegna, poi venne a Roma e frequentò l’Accademia Nazionale di San Luca. Durante il suo soggiorno a Roma, la sua condizione agiata di benestante, in quanto discendente da famiglia aristocratica, gli consentì di acquistare un terreno sulla via Tiburtina e ivi fece costruire un villino che da lui prese nome. Questa sua residenza venne adibita, non solo come abitazione ma anche come officina ove lui eseguiva le sue opere e era anche adibita a scuola di scultori ove lavoravano i suoi allievi. Ma la particolarità che rende ancora più curiosa questa costruzione è che lo scultore realizzò una finestra a bifora ove si affacciano tre personaggi dall’aspetto bizzarro. Continue reading

VIA OMBRONE: A SPAZIOCIMA MOSTRA DI ROBERTO DI COSTANZO

Roberto Di Costanzo - EremitaInaugura martedì 7 maggio, dalle ore 18,30 “Arcadia – Storie di Trionfi a Corte”. La nuova mostra, curata da Roberta Cima, vede protagoniste le opere di Roberto Di Costanzo e la sua personale visione ed interpretazione, attraverso la china, dell’alchimia dei “Trionfi”, meglio conosciuti come gli Arcani Maggiori dei Tarocchi. Originariamente nati comecarte da gioco (se ne parla addirittura nel trattato di Marziano), poi divenuti vero e proprio gioco e passatempo di corte (i mazzi più antichi ancora esistenti sono stati realizzati per la famiglia Visconti), sono stati da sempre considerati delle vere e proprie opere d’arte, alcuni miniate col fondo in foglia d’oro o Roberto Di Costanzo - Lunad’argento e lavori di punzonatura. Artisti rinascimentali famosi vi si sono cimentati, come Bonifacio Bembo, Andrea Mantegna e Sandro Botticelli. Ventidue le opere in mostra, tante quanti gli Arcani Maggiori (21 + il cosiddetto Matto), tutte ad inchiostro di china, finemente trattato, con dei meri accenni di colore, riconducibili al grande interesse per la grafica del Di Costanzo, inseriti in accenni paesaggistici che riconducono a grandi maestri del passato (Durer, Leonardo Da Vinci, Michelangelo) da cui l’artista prende sempre spunto. L’interpretazione dei 22 Trionfi da parte dell’illustratore e maestro Roberto Di Roberto Di Costanzo - Ruota della fortunaCostanzo è invece una visione aulica, un viaggio ideale, segreto, nel mondo degli Arcani Maggiori, rappresentati con un tratto pieno, generoso, un tripudio di chiaroscuri, che evoca antichi fasti, quasi rinascimentali, riconducendoci all’opulenza della vita di Corte. L’artista lavora, da sempre, ad inchiostro di china, ispirandosi ai grandi maestri incisori, come Durer e Piranesi, utilizzando una pioggia grafica, un segno virtuoso, dallo stesso definito “tellurico”, che, attraverso il dinamismo dei suoi chiaroscuri vuole riportare il grande interesse per il disegno italiano nel mondo, da sempre considerato un’eccellenza artistica. I personaggi rappresentati nelle 22 opere, sono Invito Mostra Roberto Di Costanzoassolutamente inventati, immaginari. Il Di Costanzo da filologo e storico del costume qual è (avendo studiato con il premio Oscar Piero Tosi), veste i suoi personaggi in abiti rinascimentali, con una rivisitazione personale di alcuni dettagli (vedi le gorgiere e le ampie maniche, non prettamente dell’epoca). Un viaggio simbolico, quello del Di Costanzo, che descrive un mondo ideale, che non esiste, per questo Arcadia, che l’artista racconta da sempre attingendo prepotentemente alla realtà, attraverso forme, colori, architetture, per poter portare la poesia nella quotidianità delle persone, attraverso l’arte. La mostra sarà visitabile a SpazioCima, ArtGallery di via Ombrone 9, dal 7 maggio al 21 maggio, ad ingresso libero, con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 19; venerdì e sabato dalle 10 alle 13, solo su appuntamento.

LA LEGGE DELLA GIUNGLA A PONTE MILVIO: GABBIANO DIVORA UN TOPO

PONTE MILVIOUn gabbiano che divora un grosso topo rappresenta una scena che nessun documentarista si aspetterebbe di girare. In natura è semplicemente impensabile. Non è difficile invece immaginare e in un contesto urbano. Sopratutto a Roma dove, le due specie, proliferano incontrollate. A pochi passi da Ponte Milvio un romano ha ripreso un gabbiano che, con l’andatura un po’ goffa di chi è più avvezzo a spostarsi in aria, raggiunge uno spartitraffico. Facendo attenzione a schivare le auto il pennuto, raggiunta una posizione relativamente iscura, il pennuto si dedica al proprio pasto. In un sol boccone, prime di spiccare il volo, ingurgita un intero topo. Una scena  di predazione che, solitamente, il pubblico è abituato ai grossi serpenti. La realtà della Capitale supera invece la classica narrazione documentaristica. Ed il video, messo in rete da un cittadino munito di semplice smartphone, diventa subito virale. Fonte: Romatoday

AL PARCO DELLA MUSICA “SI CANTA MAGGIO”

Si canta Maggio è un progetto di Ambrogio Sparagna per l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni e la straordinaria partecipazione di Mimmo Locasciulli e di ‘Nduccio.
Vola lu cardillo è uno spettacolo originale dedicato all’Abruzzo, a 10 anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila e la sua regione. Al centro i canti di lavoro, le ballate e le serenate tipiche degli Abruzzi, un’area culturale ampia e ricca di grandi tradizioni musicali e di danza che AL PARCO DELLA MUSICA SI CANTA MAGGIOnel tempo ha dato vita ad un repertorio assai variegato. In questa regione, segnata da una forte presenza di cultura agropastorale, sono tuttora in funzione una serie di componimenti utilizzati per ritmare il lavoro (soprattutto collettivo), così come sono ancora largamente diffusi anche una serie di canti narrativi dedicati ai grandi “eroi” popolari della tradizione italiana. In Vola lu Cardillo le storie sono raccontate anche da musicisti popolari abruzzesi e dalla straordinaria interpretazione di Mimmo Locasciulli, uno delle voci più originali del panorama musicale italiano, e dall’attore cabarettista ‘Nduccio.

AUDITORIUM: TONY CANTO PRESENTA “MOLTIPLICATO”

CANTOTony Canto, straordinario musicista, compositore, autore e produttore, che vanta diverse collaborazioni con artisti di fama nazionale e internazionale, presenta all’Auditorium Parco della Musica il suo ultimo album “Moltiplicato” (che uscirà a breve in Brasile). Questa nuova versione dell’album  con l’adattamento in lingua portoghese da parte di autori brasiliani, tra cui Ronaldo Bastos (gigante della storia della canzone brasiliana che ha scritto tra gli altri anche per Jobim), vede Tony Canto duettare con artisti della nuova musica popolare brasiliana. Il concerto è pensato sulla scia dell’album, in cui la voce e la chitarra di Tony Canto si intrecciano con un quintetto d’archi che ne esalta le melodie. Non mancheranno inoltre canzoni tratte dai suoi quattro album e qualche fuori programma. Oggi alle 21 al Teatro Studio Borgna.

NIENTE CINEMA ALLA SAPIENZA, PAROLA DI FDL

la sapienza«Ancora una volta gli antagonisti vicini alla sinistra – dice Andrea De Priamo, capogruppo di FdI in Campidoglio – sono protagonisti di iniziative illegali nella Capitale. Stavolta, come riportato dalla stampa, si tratta della nuova edizione del ‘Cinema in Sapienza’, evento che dovrebbe svolgersi il 9 maggio: nemmeno l’Università La Sapienza ne sarebbe a conoscenza, mentre a una nota casa cinematografica non sarebbe stata nemmeno chiesta l’autorizzazione per proiettare un film d’animazione. A ciò si aggiunge il solito cliché di festini a basa di alcol, benché ne sia vietata la somministrazione. Il tutto negli stessi giorni in cui dovrebbe svolgersi un altro evento organizzato dagli antagonisti, il cosiddetto ‘Teppa Fest’. Come Fratelli d’Italia presenteremo un’interrogazione in Campidoglio, non è possibile che nella Capitale amministrata dalla Raggi continuino a svolgersi eventi senza né regole né autorizzazioni e con festini a base di alcol, o peggio di cannabis come accaduto in altre occasioni».  Fonte: il Messaggero

VILLA BORGHESE: E SE SI SMANTELLASSERO I VIALI ASFALTATI?

villa-borgheseLe automobili che attraversano villa Borghese “sono una spettacolo indecoroso” per un’area verde tra le più pregiate della Capitale. A lanciare l’allarme inquinamento e traffico nel parco è Italia Nostra, che invita a smantellare una volta per tutte le strade che ancora, dagli anni ’60, attraversano il polmone verde. Perché se è vero che la villa è stata chiusa, poi, ai veicoli, le strade sono comunque rimaste a solcarne il perimetro. E sono tutt’ora utilizzate. Non soltanto da autoveicoli.  “Negli anni oltre all’attraversamento selvaggio, alla sosta lungo i viali, si sono aggiunti risciò, bighe elettriche, pattini, kart e naturalmente le tollerate biciclette”. Un gran caos, che penalizza “i veri e unici fruitori della villa”, cittadini a piedi “tollerati, con grande fastidio, dagli utilizzatori di questi mezzi di trasporto”. Continue reading