MARCO PACASSONI ALL’AUDITORIUM

"Frank & Ruth"“Frank & Ruth” è il nuovo progetto discografico di Marco Pacassoni, un omaggio al genio di Baltimora e alla sua fedele percussionista Ruth Underwood, il cui nome è legato indissolubilmente alla musica di Frank Zappa. Accompagnato da due compagni della sua storica formazione, Enzo Bocciero e Lorenzo De Angeli, e da tre ospiti di rilievo: la funambolica vocalist Petra Magoni, il formidabile batterista statunitense Gregory Hutchinson e il virtuoso chitarrista Alberto Lombardi. Stasera, ore 21, al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium.

NUOVA AREA COMMERCIALE IN ZONA TIBURTINA

progetto stazione 2-2I rendering con le ‘vision’ con cui “lanciarsi sul mercato” mostrano edifici nuovi, piazze pedonali e tanto verde. A terra, sui balconi, sui tetti. ‘Sponsor’ d’eccezione Luigi Abete, presidente di Bnl, il colosso bancario che dopo la fusione con i francesi di Bnp Paribas è stato il primo ad aver scommesso sull’operazione. Continua con la vendita del cosiddetto ‘Lotto C1’ il progetto di trasformazione dell’area della stazione Tiburtina. Il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’area, ha annunciato questa mattina l’avvio del bando di gara per la “valorizzazione” di uno dei lotti “non più funzionali all’esercizio ferroviario” che oggi affaccia sulla tangenziale dal lato Nomentano della nuova stazione ad alta velocità progettata dall’architetto Paolo Desideri. Al suo posto arriveranno un albergo e alcune aree commerciali “a due passi da un vero e proprio hub dell’intermodalità”. Continue reading

LA LUNGA STORIA DI PORTA TIBURTINA

Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo è una porta d’ingresso nelle Mura Aureliane, attraverso la quale la via Tiburtina esce dalla città. La storia della porta inizia ben prima che le Mura Aureliane fossero edificate. Nel 5 a.C. Augusto costruì infatti un arco in questo punto, dove si incontravano tre acquedotti, l’Aqua Marcia, l’Aqua Iulia e l’Aqua Tepula, per consentire il passaggio degli stessi sopra la sede viaria. Da qui usciva infatti l’importante via Tiburtina (“via per Tivoli”), dalla quale si staccavano subito la via Collatina e un diverticulum ad lapicidinas vineae Quirini. L’arco fu poi restaurato dagli imperatori Tito e Caracalla. Tra il 270 e il 275 l’arco venne inglobato nelle Mura Aureliane: l’imperatore Aureliano ebbe necessità di fornire rapidamente delle mura difensive alla città, e ordinò di inglobare il più possibile nelle mura strutture già esistenti. Un altro espediente per accelerare i tempi fu quello di aprire un’unica porta in corrispondenza o subito prima di un bivio; così la Porta Tiburtina si trova poco prima che l’omonima strada si divida dalla via Collatina, come la Porta Maggiore si trova in corrispondenza della biforcazione tra le vie Prenestina e Labicana. Quando poi l’imperatore Onorio, liberata la zona circostante dall’immensa mole di detriti accumulatasi in 130 anni (abbassando pertanto il livello stradale fin quasi alle fondamenta della cinta), restaurò e rinforzò le mura (401-402), costruì una seconda struttura, posta esternamente alla prima, sulla cui sommità furono aperte cinque piccole finestre, che illuminavano la camera da cui veniva manovrata la cancellata di chiusura della porta. In tal modo l’intera struttura si presenta con un doppio aspetto architettonico: quello romano repubblicano verso l’interno e quello già medievaleggiante, con i merli e le torri, sul lato esterno. Inoltre, la base della porta esterna risulta essere circa un metro e mezzo sopraelevata rispetto alla base dell’arco augusteo e con un’apertura non simmetrica rispetto a quest’ultimo. Tutto ciò dimostra quanto lo scopo della viabilità fosse del tutto secondario rispetto a quello della difesa. La datazione della porta esterna è comunque certificata da un’iscrizione quasi integra (visibile anche su un lato della vicina Porta Maggiore) che, oltre alle consuete lodi per gli imperatori Arcadio ed Onorio, riporta, come curatore dell’opera, il nome di Flavio Macrobio Longiniano, prefetto di Roma nel 402. Probabilmente Onorio sostituì anche le torri semicircolari dell’epoca di Aureliano con quelle quadrate tuttora esistenti. Secondo altre versioni la squadratura delle torri potrebbe essere stata effettuata a seguito di un restauro, nel XVI secolo, ad opera di Alessandro Farnese. A partire dall’VIII secolo, la porta subì quel processo di cristianizzazione della nomenclatura degli accessi cittadini, comune a molti altri ingressi, e cambiò nome in Porta San Lorenzo, poiché subito dopo essere uscita dalla città, la via Tiburtina portava alla basilica di San Lorenzo fuori le mura. Continue reading

QUEL BAR DE “I TARTASSATI” A VIA DI PRISCILLA

Parliamo di cinema. E di location. Andando alla riscoperta dei luoghi dove sono stati girate le scene di film, nel nostro Municipio. E troviamo “I tartassati” (1959), con Totò e Aldo Fabrizi, che in questi giorni abbiamo rivisto in tv . Ebbene, il bar dove Topponi (Fabrizi) “perderà” la borsa con i documenti, grazie a un abile stratagemma del commercialista (De Funes) di Pezzella (Totò), si trovava in via di Priscilla 93, (oggi è un ristorante cinese), lo stesso che venne utilizzato ne “Il segno di Venere”, in una scena con Franca Valeri e Alberto Sordi. Per saperne di più, basta andare sul sito www.davinotti.com, specializzato in questo tipo di investigazioni. La segnalazione è di Claudio Nobile.