VIA VOLSINIO: SCUOLA MAZZINI, NUOVO SPAZIO GIOCHI

scuola mazzini via volsinioGiochi nuovi e colorati, pavimentazione anti trauma e riqualificazione delle aree verdi. La scuola dell’infanzia comunale Mazzini, nel II municipio, ha un nuovo spazio giochi dopo la chiusura di oltre un anno del vecchio. È questo il primo esempio concreto dell’applicazione della delibera Genitori attivi voluta dal II municipio. Un provvedimento che consente ai genitori e ai cittadini di contribuire alla riqualificazione delle scuole. Nello specifico, alla Mazzini sono stati organizzati diversi eventi che hanno consentito la raccolta fondi: spettacoli teatrali, il mercatino di Natale, un concerto di musica gospel. Continue reading

QUEL CARTELLO INVISIBILE DI VIA TRIPOLI

via tripoli 2via tripoliIn cima a via Tripoli c’è un incrocio pericoloso e l’attraversamento pedonale è opportunamente segnalato da un cartello con luci lampeggianti e tanto di pannello solare, ma un rigoglioso oleandro rende il tutto inutile. Visto che siamo nella via dove ha sede il Municipio, all’assessore competente basterebbe affacciarsi alla finestra per coordinare il necessario intervento (Alessandro Ricci)

PARIOLI E DINTORNI: FATTI E FATTACCI TRA ATTICI E VILLONI

parioliRiprendiamo da il Foglio questo articolo sui Parioli e dintorni, pubblicato nel maggio 2016: un hotel di super lusso e nuovi arrivi (gran dame e principesse), così il quartiere romano recupera lo charme perduto. Memorie di fatti e fattacci tra attici e villoni. C’è tutto un filone di delitti nelle meglio case della zona. Il più araldico di sempre, nel 1970, quello Casati-Stampa.

Succede ai Parioli. Già quartiere per generoni affluenti, fascini discreti delle borghesie, poi sottoposto a damnatio memoriae, crollo dei prezzi, fuga dei cervelli; e popolazioni solo filippine, dicono i detrattori. Eppure, tanti movimenti sotterranei, e qualche avventura, non solo immobiliare. Sul fronte pinciano, verso villa Borghese, ecco palazzi di suprema eleganza londinese, di proprietà Brachetti-Peretti, ove alloggiano nuovi arrivi; Ginevra Elkann, passione cinematografica, in un attico che guarda i meglio pini di Roma (quando è a Roma), mentre più giù, l’appartamentone della marchesa Giovanna Sacchetti appena rilocata qui ai Parioli con un’operazione immobiliare che ha destato scalpori; ha venduto infatti il piano nobile di casati1 (2)palazzo Sacchetti in via Giulia, cartolarizzando un mito; progettato dal Sangallo e affrescato da Pietro da Cortona. Lì furono girate molte scene della “Grande bellezza”di Paolo Sorrentino, quelle malinconiche in cui i finti “Colonna di Reggio” abitavano un sottoscala, salendo a rimirare i saloni inserendo una monetina nell’apposita gettoniera. La marchesa Sacchetti invece per niente spiantata ha venduto per 30 milioni al finanziere gentiluomo Robert de Balkany già marito di Gabriella di Savoia, che ha fatto appena in tempo a pagare, e a spirare (ma non a traslocare). Ma ai Parioli la marchesa si trova benissimo, coi padroni di casa squisiti Brachetti-Peretti (a Roma qualcuno sbaglia e li chiama “braghetti”, Laura Laurenzi scrisse un pezzo sul “Giardino dei finti contini”, circa un titolo comitale dubbio, però il loro villino non distante da qui è come si dice prestigioso, e con rara piscina). La marchesa è entusiasta, a parte i complicati pertugi del palazzo, per cui talvolta alcuni giovani ospiti Elkann si ritrovano in un burraco di matrone; ma sono cose che capitano, ai Parioli. O almeno da questa parte, du côté del Pinciano, avamposto araldico del quartiere: qui per esempio vive e grandiosamente opera Carlino Perrone, conte di San Martino, gentiluomo torinese-romano già proprietario del Secolo XIX, già villa_giuliaprecedentemente fuso con la Stampa e oggi dunque azionista con il 5 per cento del colosso “Stampubblica”, un 5 per cento che vale come quarto di nobiltà; sangue blu di editore oltretutto puro, e antico: il papà era proprietario del Messaggero che dopo fu venduto a Franco Caltagirone; l’editore impuro abita invece qualche centinaio di metri più giù, in un villone enorme chiamato “I tre delfini”, con cancellate ittiche perché in precedenza dei Parodi appunto Delfino; villone si dice sempre tiepidino d’inverno per sensibilità a bollette troppo alte, nonostante la quota importante di famiglia nel gestore Acea. Da questa villa – duemila metri quadri, la più misterica di Roma, un tempo era un convento di suore, con celle e segrete, ceduta poi ai Parodi e poi ai Calta – uscì in sfortunate circostanze Luisa Farinon, moglie di Franco e sorella della più nota buscaglioneconduttrice Gabriella, già “viso d’angelo” televisivo; un filippino – chi altri, da queste parti – sbroccò, portandosi via la signora, che fu poi recuperata fortunosamente in Slovenia, e il filippino prontamente suicida. Superato il villone, ecco il palazzone del potere, casermone tipo Dakota Building e Rosemary’s Baby però molto manutenuto, questo di proprietà Ligresti e affittuari Alfano, Mauro Masi, Brunetta. Edifici Novecento con le loro facciate giallo-romano, giardini ben illuminati e timpani e lesene e statuotte di gesso, e fontane zampillanti. Anche qui, particella catastale con delitto: anche la moglie di Ligresti fu rapita: anche qui durò poco e andò malissimo agli utilizzatori finali: la signora Antonietta detta Bambi venne liberata dopo un mese, nel 1981, e due dei suoi tre sequestratori, appartenenti a cosche siciliane, subito sparati. Continue reading