IL LAGHETTO DI VILLA BORGHESE RIDOTTO A UNO STAGNO FANGOSO

Giallo, incrostato di marrone. Che fine ha fatto l’effetto cangiante del laghetto di Villa Borghese? La storica, famosa, pittoresca vasca di giochi d’acqua del parco, cornice scenografica disegnata ad arte nel Settecento in funzione del neoclassico Tempietto di Esculapio, riservava l’altro giorno uno spettacolo impietoso. La melma avanzava lungo le insenature, trasformando la superficie dell’acqua in uno strato fangoso dove ristagnano immobili rifiuti, tra plastiche, cartoni, piume d’uccello, foglie. Facevano tenerezza le laghetto villa borghesetartarughe costrette a nuotarci dentro. Arrancavano a fatica ma con tenacia: una naturale lentezza, la loro, spossata da quella spessa patina di poltiglia giallastra mista a spazzatura. Lo stesso giardino del laghetto, poi, non sembra godere di ottima salute. Erbacce secche, piante incolte, rovi infestanti, cavi che sporgono dal terreno contro cui possono inciampare i passanti. L’arredo non brilla, tra panchine rotte e fontane piene di rifiuti. Ad un primo sguardo, la gita in barca sembra avere ancora l’appeal folcloristico che tanto ha reso famoso e gettonato questo angolo gioiello di Villa Borghese. Ma basta allungare la passeggiata, costeggiando il perimetro della secolare piscina per cogliere la strana sorpresa. La sequenza di insenature scolpite con rocce artificiali appariva invasa di fanghiglia. I primi ad essere sorpresi erano proprio i turisti che si fermavano lungo la ringhiera ad osservare le povere tartarughe e anatre imbrattarsi di fango. Che sia l’ennesimo caso di scarsa manutenzione che logora il prestigio delle ville storiche di Roma? Pensare che solo due anni fa, era l’aprile del 2014, il laghetto veniva inaugurato (con l’ex sindaco Marino) dopo sette mesi di chiusura e un complesso intervento di restauro. «Fu un intervento esemplare costato quasi due milioni di euro – ricorda oggi Alberta Campitelli, che ha diretto le Ville e parchi storici della Capitale – Venne fatto un lavoro di pulizia totale, svuotando la vasca, anche perché c’era una crepa che minacciava di spaccare il bacino col rischio di riversare l’acqua verso Valle Giulia». Fonte: il Messaggero

LA MIGLIORE UNIVERSITÀ ITALIANA? LA SAPIENZA

la sapienzaLa Sapienza si conferma la migliore università italiana nella classifica mondiale della Jiao Tong University di Shanghai. Nell’Academic Ranking of World Universities 2016 (Arwu) la Sapienza è alla 163esima posizione con un punteggio totale di 19.23, unica università italiana nel range 151-200 insieme con l’Università di Padova in 183esima posizione con un punteggio di 18,19. Seguono nel range 201-300 il Politecnico di Milano e le università di Bologna, Firenze, Statale di Milano e Pisa. Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi Nobel e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti. In LA SAPIENZAparticolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: premi internazionali di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters (20%), le pubblicazioni “Nature & science” (20%), le pubblicazioni tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%). “La Sapienza conferma e consolida il suo prestigio di grande ateneo europeo, di respiro mondiale, collocandosi al primo posto tra le università italiane e tra le prime a livello europeo ed internazionale – commenta il rettore Eugenio Gaudio. A ben guardare – prosegue Gaudio – il risultato è tutto sommato abbastanza positivo anche per il sistema universitario italiano che, anche se non è rappresentato nelle prime 100 posizioni monopolizzate dalle ricche università anglosassoni, vede circa un 1/3 degli atenei del Paese (19 su 60) nelle prime 500 posizioni su 1200 università censite e su 17.000 stimate nel mondo. Continue reading

PARCHEGGIO: CAMBIANO LE REGOLE PER CHI VA ALLO STADIO

MAPPATolleranza zero alla sosta selvaggia di auto e moto fuori dall’Olimpico. Cambiano le regole della viabilità attorno allo stadio a partire dal match tra Roma e Udinese che si disputerà sabato nella prima di campionato di calcio di Serie A. L’obiettivo è garantire la sicurezza e i controlli durante l’afflusso e il deflusso degli spettatori in pieno periodo di allerta anti-terrorismo. I vigili urbani non ammetteranno più le file di auto e moto nella mezzeria o nel centro della carreggiata sul lungotevere a ridosso dell’impianto sportivo ma anche dal lato opposto di Ponte Duca D’Aosta, ovvero sul lungotevere Flaminio, sul lungotevere Thaon de Ravel e sul lungotevere Salvo D’Acquisto fino a Ponte Milvio. Se non si troverà un parcheggio regolare, allora gli automobilisti ma anche i pullman saranno deviati in tre nuove aree parking delocalizzate rispetto allo stadio e custodite dagli steward. Continue reading

GLOBE THEATRE, “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” FINO AL 21

sogno_slideFino al 21 agosto al Silvano Toti Globe Theatre “Sogno di una notte di mezza estate”. Appuntamento alle 21.15  per la rappresentazione, a firma di Riccardo Cavallo, che ormai è diventata un cult sul palco di Villa Borghese. Per il decimo anno consecutivo si replica una storia ogni volta nuova ed emozionante come può esserlo il racconto di un sogno per far sognare. Anche del tempo breve della felicità narrato da Shakespeare con un sottile velo di malinconia. L’opera fu scritta in occasione di un matrimonio e rappresenta un mondo stregato in cui dominano il capriccio e il dispotismo. Si intrecciano linguaggi diversi, le fate, con versi sciolti, canzoni e filastrocche, e gli artigiani, con una prosa quotidiana interrotta dalla parodia del verso raffinato.

MINORI SVUOTANO CASA AI PARIOLI E RUBANO REVOLVER: PRESI

Giovedì scorso tre minorenni, entrati in un lussuoso appartamento del quartiere Parioli, oltre a far incetta di oro e preziosi, non hanno resistito alla tentazione di portar via anche uno scintillante revolver calibro 38 special, regolarmente detenuto dal proprietario di casa. IL COMMISSARIATO DI VILLA GLORILe indagini della Polizia di Stato, svolte dagli investigatori del commissariato Villa Glori, diretto dal dottor Ermanno Baldelli, hanno subito puntato su di un campo nomadi che si trova nel quartiere Casilino. I poliziotti, infatti, dopo un laborioso lavoro investigativo, erano giunti all’identificazione di uno dei tre adolescenti che risultava dimorare in quel campo. Sono serviti però alcuni giorni di appostamento per fermare il giovane autore del furto. Immediatamente dopo gli agenti hanno identificato gli altri due complici e sono stati fermati nel giro di poche ore nel comune di Zagarolo. Gli agenti hanno recuperato l’intero bottino del furto, compresa la pistola. I ragazzi, già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati alla Procura minorile. Sono molti i furti in appartamenti commessi da minori e adulti che dimorano in campi nomadi che si trovano nella Capitale. Soprattutto nel periodo estivo, infatti, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, arrestando ogni giorno qualche topo d’appartamento. Fonte: il Tempo

MAXXI: “SUPERSTUDIO 50″, IN MOSTRA DUECENTO OPERE

Fino al 4 settembre, al Maxxi, “Superstudio 50”, a cura di Gabriele Mastrigli. La superarchitettura è l’architettura della superproduzione,  del superconsumo, della superinduzione al  superconsumo,  del supermarket, del superman e della benzina super. Trasversale, metafisico, indefinibile, sempre nuovo, sempre oltre, è Superstudio uno dei gruppi più influenti dell’architettura radicale italiana fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, i Superstudio50fratelli Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli. A 50 anni dalla sua fondazione il Maxxi dedica al gruppo la grande retrospettiva “Superstudio 50”. Conosciuto per la forza delle sue immagini e per l’estrema varietà della sua produzione, il lavoro di Superstudio è sempre sfuggito a etichette chiare e identificabili; questa mostra raccoglie e presa oltre 200 tra installazioni, oggetti, opere grafiche, fotografie, pubblicazioni, che coprono l’intero percorso e l’evoluzione del gruppo, materiali provenienti in larga parte dal loro archivio, alcuni mai esposti prima e di cui molti entreranno progressivamente nella collezione di architettura del museo.