VIA SALARIA: I (MICA TANTO) CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

VIA SALARIAIeri a via Salaria, tra la Facoltà di Scienze della Comunicazione e il mausoleo di Lucilio Peto.  Qualcuno ha lasciato un rifiuto ingombrante (tavolino rotondo in legno) accanto ai cassonetti. Del resto, avendo letto che il contenitore era adibito a plastica e metallo, si è ben guardato dal mettere il tavolo dentro un cassonetto. E così, eccolo lì a terra, in attesa dell’arrivo dell’Ama.

CORSO FRANCIA AGLI ALBORI

Corso di Francia, noto anche come corso Francia, è la via principale del quartiere di Vigna Clara che collega viale Maresciallo Pilsudski con la confluenza della via Cassia con la via Flaminia Nuova, nei quartieri Parioli e Tor di Quinto. La via, dedicata alla nazione francese, è suddivisa in due parti: la prima verso il centro città è formata dal ponte Flaminio e da un viadotto che attraversa la zona del Villaggio Olimpico e lungo CORSO FRANCIAcirca 1 km, progettato da Pier Luigi Nervi, le travi della sopraelevata poggiano su pilastri che raggiungono 8 metri di altezza, da un minimo di 3,50. La seconda parte sottopassa il cavalcavia di via del Foro Italico e prosegue fino alla confluenza delle vie Cassia nuova e Flaminia nuova. La foto di Romasparita è stata scattata a metà degli anni Sessanta: si vede il Villaggio Olimpico sottostante, ma l’Auditorium è ancora parecchio di là da venire.

LA SCOMPARSA DI BERNABEI: I FUNERALI A SANT’EUGENIO

BernabeiÈ morto all’età di 95 anni Ettore Bernabei, che viveva in via Flaminia. Nato a Firenze il 16 maggio 1921, Bernabei dal 1961 al 1974 fu direttore generale della Rai, allora unica emittente televisiva e radiofonica in Italia. In quegli anni la Rai produsse e trasmise programmi come Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l’Odissea. Ma Bernabei fu anche un giornalista: diresse l’organo della Dc, “Il Popolo”, Poi fu a capo di Italstat e da ultimo produttore tv con la Lux Vide. I funerali si svolgeranno nella chiesa di sant’Eugenio, in viale delle Belle Arti, domani alle 11.

LA STORIA DEI PROPILEI NEOCLASSICI DI VILLA BORGHESE

Chi non  passa da quelle parti almeno una volta alla settimana, alzi la mano. A piazzale Flaminio, tra via del Muro Torto e via Villa Ruffo, ci sono i propilei realizzati dall’architetto Luigi Canina nel 1827 che, appena fuori Porta del Popolo, costituiscono uno degli ingressi monumentali di Villa Borghese. Ma cerchiamo di saperne qualcosa di più. L’ingresso è costituito da due tempietti in stile neoclassico, appaiati ai lati del cancello, sormontati dagli animali araldici della famiglia Borghese e recanti le scritte che ricordano i lavori voluti dal principe Camillo. Sul fronte ovest leggiamo: Camil. Bvrghesivs Pr. Villam Svam Svbvrbanam – In Ampliorem Formam Ornatioremq. Redegit (il principe Camillo Borghese ristrutturò in forma più ampia e più ornata la sua villa suburbana). Sul fronte est: Propylea Pylona Arcvm Pontesq. Extrvxit – Ignis Et Monvm. Omnigen. Ditavit A. MDCCCXXX (costruì i propilei, i piloni, l’arco e i ponti, ricchì di statue e di monumenti di ogni genere nell’anno 1830). Prima del 1800, infatti, Villa Borghese si fermava su vicolo delle Tre Madonne dove era situato il Portale delle Aquile (quello, opera dell’Asprucci, che oggi si può vedere a piazzale San Paolo del Brasile fuori Porta Pinciana). Il vicolo, con l’estensione della villa Borghese fino a Porta del Popolo, fu inglobato nella proprietà Borghese.

MUNICIPIO II: UN FERRAGOSTO CON MUSEI APERTI E… CHIUSI

gnamA Ferragosto 2016 la cultura non va in vacanza (in parte). Il ministro Dario Franceschini lo aveva promesso – «sarà una giornata di festa, un’importante occasione per visitare quello straordinario museo diffuso che è l’Italia», annunciava giorni fa dal Mibact – e il Comune di Roma ha deciso di fare la sua parte. Aperti, dunque, nel municipio secondo, la Galleria Borghese e la Gnam. Ma ci sono anche alcune chiusure illustri: Maxxi, Macro, Museo Carlo Bilotti, Musei di Villa Torlonia.