MUSEO CANONICA, QUANDO LE ARTI SI FONDONO

Fino al 22 marzo, in mostra al Museo Canonica di Villa Borghese, “Richiami”, ossia i lavori degli allievi del corso di Serigrafia di Marilena Sutera, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che hanno lavorato sui testi della poetessa romana Maria Teresa Laudenzi, rubando da essi metafore, assonanze, suggestioni a loro più affini e generando opere che rappresentano il “segno” visivo della sua scrittura. I giovani artisti, sono iscritti, nella maggior parte, all’indirizzo di Grafica d’Arte, ed hanno usato il segno come principale linguaggio, usandone l’estrema duttilità espressiva e identificandolo, in alcuni casi, con lo stesso contenuto della parola. Continue reading

PINCIO/2. GLI HOOLIGAN DE NOANTRI

I vandali ancora non sono arrivati, e speriamo che mai arriveranno. I lanzichenecchi se ne andarono tanto tempo fa. Gli hooligan sono passati da qui e i loro danni già li hanno fatti. L’Isis lo aspettiamo, ma chissà: magari i califfi ci risparmieranno. Però la distruzione c’è e ce la procuriamo da soli. I busti del Pincio sono uno spettacolo inquietante di autolesionismo. Rappresentano la cancellazione fisica delle radici non di una città ma di una nazione. Scritte sui marmi, mutilazioni di parti del volto dei padri della patria, di antichi scrittori, di simboli della storia. Occhio al busto di Plinio Seniore. Ma è lui? Boh. Gli hanno tagliato la testa. E se la sono portata a casa. O l’hanno messa in vendita in qualche mercatino antiquario africano o americano? L’altro giorno un ragazzo col pennarello disegnava baffi sulla faccia di molte di queste statue, una signora lo ha colto sul fatto, ha protestato e lui: «Nun me caca’ er c…». E le ’mbruttisce, come si dice a Roma. A Cornelio Tacito hanno portato via il naso. E questa è proprio una vendetta, naturalmente inconsapevole. Il grande storico antico fu quello che meglio di altri descrisse il vandalismo, gli usi e i costumi dei barbari, la loro carica di violenza assurda e mossa da senso di inferiorità verso la grande bellezza di Roma. Qualche teppistello avrà saputo tutto questo e ha voluto fargliela pagare a Tacito che aveva molto naso? No, ha tagliato e basta. Brutalmente.

FLASH MOB AL PINCIO CONTRO LE RIMESSE DELLE BOTTICELLE

Travestiti da cavalli, con bandiere, fischietti, magliette “Stop botticelle”, l’altro giorno i volontari degli Animalisti Italiani, Ava, Avcpp, Enpa, Lav, Oipa, hanno manifestato davanti al cantiere delle nuove scuderie delle botticelle, nel cuore di Villa Borghese al Pincio. “Su platee di calcestruzzo sono stati costruiti 121 box per il ricovero dei cavalli e – hanno denunciato – sono stati spesi 1.350.000 di euro pubblici per gli interessi privati di 38 vetturini”, hanno denunciato i manifestanti.

MOSTRA FOTOGRAFICA DI MAURIZIO ORRICO AL MUSEO BILOTTI

Maurizio Orrico, fotografo dotato di grande immaginario e pensiero fotografico, nella mostra “Light shapes between Berlin and Beijing”, in corso al Museo Bilotti di Villa Borghese fino al 26 aprile, presenta immagini che sono un “diario di viaggio”, eseguito usando diversi strumenti, dalla digitale, alla Leica, ma che non presentano un modello didascalico di reportage e che in questo progetto viene negato in assoluto, anche nei rari casi in cui il soggetto potrebbe indurre a leggerne il contenuto. Orrico mostra dettagli che sanno essere insieme estremamente particolari e universali. Gli scorci dei quartieri popolari di Pechino, i grovigli di cavi elettrici che scorrono tra un tetto e l’altro ad oscurare cieli saturi di fuliggine, sanno da un lato restituire la stringente attualità della capitale cinese e dall’altro realizzare torbide premonizioni catastrofiste alla Blade Runner. Così come le pulitissime geometrie di Berlino, con i profili delle più recenti architetture a tagliare spigolosi l’orizzonte, sono sì il ritratto di un luogo risorto dalle proprie ceneri, ma al tempo stesso sembrano alludere all’utopia di una città ideale.

INSETTI COME FONTE ALIMENTARE? SE NE PARLA AL MUSEO DI ZOOLOGIA

Il 12 marzo al Museo di Zoologia di via Aldrovandi, incontro con Mario Zapparoli sul tema “Insetti: nuove frontiere dell’alimentazione?” appuntamento alle ore 18. Gli insetti, oltre un milione di specie conosciute, sono gli organismi viventi attualmente più diffusi sul nostro Pianeta, senza i quali gli ecosistemi, in particolare quelli terrestri, non potrebbero “funzionare”. Essi interagiscono fortemente anche con le attività umane, sia positivamente, sia negativamente. L’entomofagia, cioè l’uso alimentare di insetti, scorpioni, miriapodi e altro ancora, è una delle più antiche tradizioni dell’Uomo e, ancora oggi, fa parte della cultura di molti Paesi, nelle aree tropicali ma non solo, Italia compresa. Vista in chiave moderna, questa attitudine può risolvere l’emergenza alimentare verso la quale, mantenendo gli attuali ritmi di crescita, l’umanità sembra andare incontro nei prossimi decenni. Considerare oggi gli insetti come food & feed, come cibo per l’uomo e mangime per gli animali domestici, sembra dunque una aspettativa ecologicamente più vantaggiosa rispetto alle scelte attualmente praticate. Continue reading

VIA FLAMINIA: PERFORMANCE DI CHIARA MU AD ALBUMARTE

AlbumArte ha inaugurato il secondo appuntamento espositivo nella sua nuova sede romana con un progetto performativo dell’artista Chiara Mu dal titolo From Here to Eternity. Pensato appositamente per gli spazi dell’associazione di via Flaminia, il progetto si pone in linea con la pratica site-specific dell’artista che da anni esplora luoghi e contesti molteplici, al fine di tracciarne ogni storia e diversità secondo la sua personalissima chiave di volta, restituendone una differente possibilità di fruizione estetica. Accompagnando per mano un visitatore alla volta, l’artista invita ad aprire un discorso esperienziale sulla lettura di altri aspetti e altre possibilità del reale. Chiara Mu investiga con queste modalità i processi per cui collettivamente si costruisce un senso di appartenenza identitario a spazi e territori. La visita avviene esclusivamente con una persona alla volta, su prenotazione, dal mercoledì al venerdì dalle 18:30 alle 21:00, sabato dalle 18:30 alle 22:00 e verrà effettuata sia in italiano che in inglese. Info: 063243882 – info@albumarte.org –  www.albumarte.org

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JOAN BAEZ, L’USIGNOLO, IL 10 MARZO ALL’AUDITORIUM

Ritorna in Italia Joan Baez, una delle più grandi voci femminili di tutti i tempi. Appuntamento il 10 marzo all’Auditorium, ore 21. Dopo la celebrazione dei cinquant’anni dalla leggendaria esibizione del 1958 al Club 47 di Cambridge, Massachusetts, e dello storico debutto del 1959 al Festival folk di Newport, numerosi premi, riconoscimenti e attività si sono succedute a ritmo frenetico per la cantautrice statunitense. Oltre a ripetuti tour in Usa e nel mondo, il 2011 ha visto l’ingresso del suo primo album nella prestigiosa Grammy® Hall Of Fame patrocinato dalla National Recording Academy e nel 2012 l’attribuzione del prestigioso riconoscimento in occasione del cinquantenario della fondazione di Amnesty International per il suo importante apporto alla causa dei diritti umani. Continue reading

ISTITUTO GIAPPONESE, PROSSIMA L’APERTURA DEI GIARDINI

Ancor prima dell’apertura, Roma si è già innamorata dei giardini dell’Istituto Giapponese di Cultura di via Gramsci, che aprirà al pubblico le proprie aree verdi a partire dal 12 marzo, anche se le prenotazioni hanno già esaurito i posti disponibili fino al 30 maggio. “Stiamo lavorando a soluzioni per accontentare tutti, ma ad oggi abbiamo il tutto esaurito”, spiegano dall’Istituto, che con un successo annunciato dà il via alle visite guidate gratuite (fino a cinque turni al giorno, sia al mattino che di pomeriggio) nel giardino realizzato dal noto architetto Nakajima Ken, responsabile anche del progetto per l’area giapponese presso l’Orto Botanico di Roma. Così centinaia di appassionati di botanica e cultura orientale nei prossimi mesi potranno immergersi tra ciliegi, glicini, iris e pini nani, apprezzando, guidati da esperti, tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino di stile sen’en (giardino con laghetto), dalla cascata alle rocce, dalle piccole isole al ponticello, fino alla lampada di pietra, toro. Questo tipo di giardino, di antica tradizione, ha raggiunto l’attuale splendore perfezionandosi attraverso i diversi periodi dello storia del Sol Levante: Heian, Muromachi (XVI-XVII sec.) e Momoyama (fine XVII sec.)