MUSEO DI ZOOLOGIA: SI PARLA DELLA SCIMMIA CHE È IN NOI

Al Museo di Zoologia di via Aldrovandi, il 21 marzo, alle ore 18, incontro con Elisabetta Visalberghi sul tema: “Vicini… geneticamente: Le Scimmie”. A livello filogenetico le scimmie, e in particolare gli scimpanzé, sono gli animali geneticamente più vicini a noi. Elisabetta Visalberghi, etologa, tenterà di esaminare in quale misura tale vicinanza genetica si ritrova anche a livello comportamentale. In particolare utilizzerà gli esperimenti e le osservazioni condotte dal gruppo di ricerca dell’Unità di Primatologia Cognitiva del Cnr, per mostrare somiglianze e differenze fra i cebi (scimmie sudamericane), gli scimpanzé e l’uomo (compresi i suoi antenati) nell’uso degli strumenti e nelle capacità di apprendimento. Elisabetta Visalberghi è dirigente di ricerca presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, a Roma. È autore di oltre 120 articoli scientifici su riviste internazionali e di alcuni libri fra cui Storie di scimmie (La Stampa, Torino, 1995), The Complete Capuchin. The Biology of the Genus Cebus (scritto con Dorothy Fragaszy e Linda Fedigan per la Cambridge University Press, 2004) e Idee per diventare etologo (Zanichelli, 2006).

FESTA SÌ, DISCRIMINAZIONE NO: POLEMICHE IN UNA MATERNA

Scelgono il silenzio per tutelare la loro piccola e “per non alimentare una polemica che potrebbe ferirla”, le due mamme della scuola materna comunale “I sei colori di Ugo” del quartiere Africano. La proposta delle maestre di sostituire la festa del papà con una più inclusiva festa delle famiglie, per non discriminare la bimba, ha scatenato le proteste di alcuni degli altri genitori della classe, che hanno scritto al Municipio e al Comune, chiedendo “che strano tipo di atteggiamento politically correct e tolleranza sia quello in cui, per non “discriminare” un bambino, si finisca per discriminarne 30, sottraendo loro un momento a cui avrebbero diritto”. Continue reading

DEGRADO DI VECCHIA DATA IN VIA SALARIA

In via Salaria il tempo perfeziona quotidianamente un monumento al degrado tra i più vetusti del municipio. Tra le varie decorazioni dell’ex concessionaria automobilistica, sulla vetrata si legge ancora la parola “Vip” in vernice dorata. Che sia l’acronimo di “Vecchio inutilizzato possedimento”? (Foto: Ricci)

QUELLA PISTA CICLABILE INTERROTTA

Giustamente si sono tagliati rami e tronchi che incombevano sulla pista ciclabile di viale della Moschea, ma non si sa per quale misteriosa ragione non sono stati portati via da lì nello stesso giorno. Così la pista è interrotta e l’ignaro ciclista se ne accorge soltanto quando arriva al punto e deve tornare indietro, giacchè il nastro giallo dei vigili non sopravvive al mutare delle stagioni. (Foto: Ricci)

COME CAMBIA LA COLLINA PARIOLI?

La collina dei Parioli cambia fisionomia, molto lentamente e tra le polemiche. Il parcheggio che Aquaniene ha inglobato dovrebbe essere pubblico, ma non è chiaro. La strada che si inerpica verso piazza delle Muse doveva essere funzionale al cantiere del Pup, ma anche questo non è chiaro. (Foto:Ricci)

IN BICICLETTA PER LE STRADE DELL’AMARCORD

Riprendiamo questo “amarcord” di Maria Laura Rodotà, apparso sul Corriere della Sera: un giro in bici per le strade dei ricordi.

Per la mia amica Sandra Petrignani è stato un atto d’amore, più letterario che ciclistico, ovvio (è una neotrasteverina in bici che diffida delle salite). Per me è stato il solito tour confermativo di vari dubbi sulla cultura italiana del secondo dopoguerra, ma un gran giro in bici. Perchè l’itinerario l’ho costruito leggendo il libro (sono in conflitto d’interesse, molto romano anche) Addio a Roma (Neri Pozza). Che è nostalgico, romanzato, pignolo e con una possibile doppia lettura. Sandra e vari suoi fans rimpiangono la nostra ultima età dell’oro, il boom economico e letterario-artistico-cinematografico degli anni Cinquanta e primi Sessanta, la sua “atmosfera di festa intelligente e stracciona”. Noi che amiamo Roma più della sua élite colta pedaliamo contente/i perchè dopo aver letto il libro prendono vita strade scontate, si rintracciano cari estinti significativi, si scoprono passati triangoli e passati tinelli (nella cultura romana ci son sempre dei tinelli, ora sostituiti da divani svedesi e terrazzini). Si parte, è ovvio, da via Veneto. Dove “tutti” hanno pascolato per pochi anni, ma erano proprio tutti, gli scrittori, gli artisti, i giornalisti, gli attori e i registi americani che giravano a Cinecittà. E i paparazzi, vabbe’. Si esce da Porta Pinciana, si pedala nella villa per via del Museo Borghese, si traversa il Parco dei Daini e si arriva in via Donizetti, dove viveva Alberto Moravia quando, giovane scrittore pariolino, si mise con la giovane scrittrice povera Elsa Morante. Si traversa piazza Verdi e si raggiunge viale Liegi; al 52, nel 1944, è stato fondato il premio Strega. Si gira a destra in via Salaria e corso Italia (dove stava lo scrittore Emilio Cecchi), via Porta Pia si scende per via Nazionale (al ridotto dell’Eliseo ci furono mostre e convegni cruciali). Continue reading