A FUOCO SOTTOPASSO DI CORSO D’ITALIA: DUE MORTI

È successo stanotte intorno alle 4. Il sottopasso di corso d’Italia, angolo con via Valenziani, è andato in fiamme. Probabilmente i clochard che vi si trovavano per ripararsi dal freddo hanno acceso, tra stracci e immondizie, un fuoco che gli è stato fatale. Infatti, nel luogo sono stati ritrovati dai vigili del fuoco i corpi carbonizzati di due persone senza fissa dimora, come recita un asettico comunicato. Non è la prima volta. Poco più di un anno fa, aveva perso la vita nel sottopasso di fronte, all’angolo con via Alessandria, un’altra persona. In quel caso era stata un’overdose a causarne la morte. È l’altra faccia di un quartiere borghese, quella dei dropout che ci vivono accanto. Di cui si vorrebbe fare a meno. Forse perché risvegliano quotidianamente la cattiva coscienza di quanti hanno avuto un percorso di vita più fortunato e tranquillo.

LE PARTITE PERSE DI GIANNI

Abbiamo appena parlato di voragini, che – ora – segnalare qualche buca sull’asfalto sembra cosa da niente (vedi foto). Ma rappresentano un pericolo costante, soprattutto per le moto, come pure per le vibrazioni che provocano al passaggio dei bus, e che danneggiano i palazzi. E le buche restano lì: soldi non ce ne sono. A prenderlo per buono, il motivo, fa un po’ fatica. Specie quando vengono fuori le vicende dei filobus, quelle delle consulenze, e tutti i rivoli di denaro che si disperdono – per usare un eufemismo – nei meandri della città. Alemanno è appena tornato dalla Terra Santa, ma lo assicuriamo che il Muro del Pianto cinge anche Roma e i suoi cittadini. Ne può star certo. Notazione finale: il sito on line del sindaco si chiama Gianni Alemanno 2.0, che quasi quasi pare il risultato di una partita di calcio. Ma a fine mandato, possiamo dirlo senza ombra di dubbio, più che un 2.0 sembra uno 0.2, di chi ha perso in modo secco la sfida. E per di più in casa.

VORAGINI IN STRADA E… NEL BILANCIO DI ALEMANNO

Bambole non c’è una lira. Mentre spuntano le ricchissime mazzette per l’acquisto mai avvenuto di filobus, il Comune di Roma non ha un euro per la manutenzione, a vario titolo. L’altro giorno, per dirne una, è sprofondata via Messina. Parliamo allora di questo, in particolare del territorio del nostro municipio, ma non solo. Sono state ben 72 – a fronte delle 44 del 2011 (+61%) – le voragini di consistente diametro e profondità (non dunque semplici “buche” stradali) rilevate nel corso del 2012 sulle vie di Roma. A queste si aggiungono 28 “altri dissesti” (allagamenti, avvallamenti e cedimenti) per un totale complessivo di 100 segnalazioni. I Municipi di Roma con maggiore frequenza di voragini nel 2012 sono stati il XVI (Monteverde) con 14 segnalazioni, il XVIII (Aurelia) con 12, il XIX (Monte Mario) con 9 e il VI (Prenestino) con 7. Seguono con 5 segnalazioni il Municipio I (centro storico) e il Municipio XIII (Ostia); poi con 4 segnalazioni il Municipio II (Parioli). Continue reading

PUBBLICITÀ ABUSIVE, COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO

Un plauso all’anonimo vigile urbano che l’altra sera, munito di penna e libretto, redigeva – come si suol dire – un verbale, segnando i telefoni e gli indirizzi delle pubblicità abusive incollate sulla facciata del palazzo di via Cremera, all’incrocio con via Salaria. Da lì sarebbe seguita la relativa multa agli autori delle pubblicità “fai da te” che imperversano dappertutto (senza contare le miriadi di piccoli adesivi). Questo, infatti, è il punto, come diceva sconsolato il pizzardone. Per un cartello abusivo sancito, ne spuntano altri cento. E il personale per fare il repulisti è del tutto inadeguato: un paio di agenti per coprire l’intero territorio del municipio, che è grande come una media città di provincia. Magari, come si diceva una volta, colpirne uno per educarne cento può servire da deterrente. E poi c’è sempre qualche cittadino che dà una mano, togliendo – strada facendo – queste obbrobriose e incivili appendici dai muri.

NASONI CHE VANNO, NASONI CHE VENGONO: MA IL CRITERIO?

Da non molto tempo è spuntata una nuova fontanella, un nasone come lo chiamano a Roma, in via Po, quasi all’angolo con via Salaria (foto a destra). Con relativo strascico di abbondante perdita d’acqua lungo il marciapiede. Ma non è questo il punto. Ciò che non si capisce è la ratio, come dicono quelli che hanno studiato. Ossia, perché mettere una nuova fontanella lì, quando a via Pinciana, qualche metro più avanti, ce ne è un’altra che – invece e inspiegabilmente – è stata chiusa (foto a sinistra), pur essendo comoda per chi va o torna da Villa Borghese. Per non parlare di quelle chiuse a corso d’Italia o a via Reggio Emilia, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. Giriamo il quesito ai tecnici del settore in Municipio. Chissà che una qualche testa lucida di via Dire Daua non riesca a illuminarci.