IL MAXXI COMPIE 10 ANNI

logo_MAXXI_istituzionale_rosso_171114Un poster gigante, con una costellazione di reti e connessioni tematiche che hanno costruito un’anima, un’identità. Una sala a scacchi bianca e nera, per raccontare il Maxxi prima del Maxxi, quando ancora tutto era in costruzione nel cantiere di Zaha Hadid. E poi un’impressionante Timeline, che scandisce, rimanda, moltiplica, ciò che è stato, come un’autostrada lanciata verso il domani. È con “Una storia per il futuro. Dieci anni di Maxxi” (17 febbraio – 29 agosto), che il Museo nazionale delle arti del XXI secolo riapre dopo le settimane di chiusura forzata e festeggia il suo primo decennio di vita, lavoro, ricerca, costruzioni. Una “mostra non mostra”, come la definisce la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, realizzata con la collaborazione dell’Ansa e curata da Hou Hanru, il direttore artistico del museo, che dopo aver ripensato il concetto di Collezione permanente con “Non basta ricordare” e dopo aver svuotato le gallerie per riempirle di suoni e performance con “Open Museum Open City”, ora compie un altro gesto radicale: una mostra immateriale, in cui le opere non sono presenti fisicamente ma sono raccontate in tutta la loro vitalità espressiva attraverso le immagini e le parole.

DA LUNEDÌ RIAPRONO I MUSEI

A partire da lunedì 1° febbraio a Roma riaprono al pubblico, secondo le indicazioni sanitarie per il contenimento della pandemia, il Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio e i Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura, Villa di Massenzio. Al loro interno i visitatori potranno ritrovare le collezioni permanenti con i tanti capolavori conservati, oltre alle numerose mostre prorogate e ad alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso.