BIBLIOTECA NAZIONALE, UNA SERIE DI SERVIZI DA REMOTO

biblioteca nazionaleIn questi giorni durante i quali #restiamoacasa per contribuire a tutelare la salute di noi stessi e di tutti, anche la Biblioteca nazionale centrale di viale Castro Pretorio si sta impegnando affinché l’hashtag #laculturanonsiferma non sia solo uno slogan ma una concreta pratica quotidiana. Infatti, soprattutto in questo periodo, non si può certo smettere di leggere e studiare. Anzi, la letteratura, la poesia, ma anche l’arte, la storia, la filosofia, la scienza e tutte le discipline che nutrono lo spirito umano, sono un punto fermo e fondamentale nella nostra essenza di persone. È per questo che la Bncr ha approntato una serie di servizi da remoto, per conservare il legame con i propri utenti.

IL FORUM AUSTRIACO DI VIALE BUOZZI SI PROPONE ONLINE

forum austriacoScrive il Forum Austriaco di Cultura di viale Bruno Buozzi: “L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus ci costringe tutti a cancellare le manifestazioni fino a nuovo avviso. Ma non può impedirci di diffondere iniziative culturali online. Noi lo facciamo attraverso il nostro account facebook e sul nostro sito web e intendiamo fare lo stesso con questa newsletter. Come di consueto, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, Eunic, il partenariato degli istituti di cultura dei paesi europei a Roma, chiama i poeti dei diversi paesi membri a recitare i propri versi in lingua originale. ll reading di quest’anno, che doveva essere ospitato presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, è stato annullato in ottemperanza alle misure di prevenzione contro il contagio da Covid-19. Pertanto si è deciso di condividere sul web la pubblicazione che raccoglie i versi (in lingua originale e in italiano) dei 15 poeti chiamati a partecipare all’edizione 2020”.

AMLETO CATALDI, GRANDE (E POCO RICORDATO) SCULTORE

La Sapienza monumento ai cadutiScrive Michele Santulli  una lettera a Roma2oggi, con un’interessante disquisizione su un importante scultore napoletano, Amleto Cataldi, le cui opere sono visibili in vari luoghi della città e, in particolare, nel nostro municipio.

Amleto Cataldi (1882-1930) alla sua epoca considerato uno dei punti di riferimento di eccellenza del Novecento Europeo, è lo scultore di Roma: infatti nessun artista è rappresentato nella Città Eterna da tante opere quanto Cataldi, sia nelle due Gallerie d’arte Nazionale e Comunale, sia nei palazzi istituzionali, sia in giro per la città. Nella scultura europea del primo Novecento già ai suoi tempi lo scultore ciociaroveniva collocato in posizione apicale e preminente. Ma avviene anche per Cataldi quanto avviene per altri personaggi: non sono profeti in patria, non li si capisce, quindi li si accantona. Per esempio al Palazzo del Quirinale si trovauna sua opera di altissima qualità, donata dai partigiani al presidente Saragat nel 1966 per i suoi meriti nella la Fontana della CiociaraResistenza Italiana: si sarebbe ritenuto normale che il visitatore del Quirinale la incontrasse nel suo percorso di visita, invece l’Arciere, questo è il nome dell’opera, alta circa 190 m, in bronzo, non si incontra. In alcune riprese televisive si è visto che questa prestigiosa opera d’arte è sistemata attualmente in una rientranza dello scalone che porta alla cucina, visibile dunque solamente, è già una consolazione, ai camerieri e ai cuochi degli inquilini del palazzo. Tre o quattro anni fa il Comune di Roma Capitale, dietro iniziativa dello scrivente, si avvide del  torto arrecato al grande artista avendolo totalmente ignorato nel proprio stradario cosicché, recepita la doglianza, Roma Capitale quasi quale ammenda intestò a ‘Largo Amleto Cataldi’ lo spazio più pittoresco e più spettacolare della Città Eterna: il Pincio a Villa Borghese, a pochi metri dalla Casina Valadier, qualche diecina di metri da Palazzo Medici! Infatti qui si leva una delle sue opere più ammirate: la Fontana della Ciociara, fino ad oggi erroneamente nota come l’Anfora. Ora è successo Portatrice d’Acquache, così dicono,‘un colpo di vento’ abbia infranto la tabella di marmo sulla palina di sostegno,mandando la targa in frantumi. È passato più di un anno e le autorità cittadine fino ad oggi sono state ignave al riguardo e il nome è rimasto solo nello stradario cittadino. In realtà a mio avviso, deve essersi trattato di un‘vento’alquanto bizzarro e malizioso perché tra le decine di targhe segnaletiche nelle vicinanze ha infuriato solamente sulla targa  di Cataldi. Le autorità responsabili come pure i carabinieri con una denuncia, sono stati da tempo investiti del fatto. A via dei Delfini, in Ghetto, sotto il balcone della palazzina dove abitava il celebre poeta  di Roma Giggi Zanazzo, Amleto Cataldi realizzò una edicola con il volto del poeta e a fianco due putti, uno con la lira simbolo della poesia e della musica e l’altro senza nulla! Continue reading

VIALE CASTRO PRETORIO, CONVEGNO SUI DIALETTI DEL LAZIO

la biblioteca nazionaleMartedì 10 marzo, alle ore 9, presso la Biblioteca nazionale di viale Castro Pretorio, si svolgerà un convegno di studio  dal titolo “I dialetti di Roma e del Lazio, oggi”. L’evento si colloca nel quadro della donazione da parte del “Centro Scarpellino” di oltre 3000 volumi nei dialetti d’Italia alla Biblioteca, che, considerato l’alto valore culturale del materiale, dal marzo 2018 l’ha fatto diventare parte integrante del suo patrimonio.

VIA GRAMSCI: CONFERENZA SULL’ANTICA CORINTO E I SUOI PORTI

BSRIl 26 febbraio, alle ore 18, nella sede della British School di via Gramsci, conferenza di Bjørn Lovèn (Istituto danese ad Atene) dal titolo “All’incrocio del mondo antico: Lechaion – il porto principale dell’antica Corinto in epoca romana e dei primi periodi bizantini”. L’antica Corinto aveva una coppia di porti che collegavano la città alle reti commerciali del Mediterraneo, uno sul Golfo di Corinto e uno sul Mar Egeo. I recenti scavi hanno rivelato l’ingegneria romana che ha creato il porto nel Golfo di Corinto. Il team ha trovato un grande complesso portuale con un bacino esterno di 40.000 metri quadrati e un bacino interno di 24.500 metri quadrati. I bacini sono delineati da talpe lunghe 45 metri e larghe 18 metri costruite con blocchi di pietra di cinque tonnellate. Il progetto sta rivelando edifici monumentali, un faro e una struttura monumentale su un’isola nel mezzo del bacino interno. Il progetto è una cooperazione tra l’Istituto danese di Atene, l’Università di Copenaghen e l’Eforato greco delle antichità subacquee.

LA SAPIENZA: CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA RICERCA

Facoltà di Studi Orientali – Facoltà di Lettere – Edificio Marco PoloPresso la Sapienza, Facoltà di Studi Orientali – Facoltà di Lettere – Edificio Marco Polo alla Circonvallazione Tiburtina, si terrà la terza conferenza internazionale sulla ricerca in materia di istruzione, insegnamento e apprendimento. È una conferenza accademica di primo piano che riunirà accademici, ricercatori e studiosi. Progettata per soddisfare le esigenze più urgenti dei professionisti del settore, questa conferenza sull’istruzione tratterà argomenti quali l’educazione dei bambini e della famiglia, l’e-learning, l’apprendimento automatico, la teoria e la pratica dell’educazione e molti altri.

BIBLIOTECA NAZIONALE: SI RICORDA TULLIO DE MAURO

DE MAUROLa Biblioteca nazionale centrale di viale Castro Pretorio ospita il Fondo librario di Tullio De Mauro nella Sala Linguistica a lui dedicata. Per ricordare il suo insegnamento la Biblioteca organizza un ciclo di incontri “Per Tullio De Mauro” su temi legati alle sue ricerche. Mercoledì 19 febbraio, alle ore 17, si parla di “Plurilinguismo e multimodalità nell’Italia d’oggi”. Introduce Silvana Ferreri De Mauro. Interviene Miriam Voghera.

VIA GRAMSCI: DUE CONFERENZE ALL’ISTITUTO GIAPPONESE

ISTITUTO GIAPPONESEVenerdì 21 febbraio, alle ore 18:30, nella sede dell’Istituto Giapponese di Cultura in via A. Gramsci 74, due conferenze a cura di studiosi e docenti fruitori dei programmi di ricerca Japan Foundation dal titolo ” OrientaMenti”. Nella prima parte, la relazione a cura di Marta Sanvido, Università Ca’ Foscari Venezia, è sul tema “Le tante vite di un patriarca. narrazioni agiografiche e pratiche rituali intorno alla figura di Bodhidharma”. Quante volte può rivivere un patriarca? Stando alle agiografie del primo patriarca Chan/Zen, Bodhidharma, si direbbe innumerevoli. Nel corso dei secoli, lungo il viaggio che lo portò dall’India al Giappone, Bodhidharma divenne oggetto di narrazioni e leggende che contribuirono a plasmare l’immagine del fondatore mitologico di una delle più celebri correnti del ISTITUTO GIAPPONESE 2Buddhismo.  Nella seconda parte, a cura di Pier Carlo Tommasi, Università Ca’ Foscari Venezia, il titolo della relazione è “Del governo delle lettere nel Giappone medievale: come condensare in 31 sillabe i valori della politica”. Sin dall’antichità la lirica giapponese ha trovato nel waka la sua massima forma di espressione. Questo genere, ammantato di una tradizione tanto longeva quanto versatile, chiede al poeta di aderire a un preciso registro metrico e linguistico, condensando il suo messaggio in cinque emistichi di 5-7-5-7-7 sillabe ciascuno. Le regole che presiedono alla versificazione sono il frutto di un duplice processo di codificazione e canonizzazione, che col tempo ha reso il waka il mezzo più congeniale a veicolare, nella sua raffinata sintesi, tutta la ricchezza delle esperienze e delle emozioni umane.

VIA GRAMSCI: INTERESSANTE CONFERENZA ALLA BRITISH SCHOOL

BSRNella sede della British School in via Gramsci, il 13 febbraio alle ore 18, conferenza di Lila Yawn dell’Università John Cabot sul tema “Ensemble ed ephemera in Cosmatesque environments”. Ispirato dalle meditazioni artistiche dell’artista contemporanea Liz Rideal sui mosaici cosmateschi e dalle sue fotografie di tessuti diafani che fluttuano in ambienti antichi e medievali, il discorso prenderà in considerazione elementi della Cappella di San Zeno di Santa Prassede, la Basilica superiore di San Clemente, la Cappella Sancta Sanctorum in Laterano e Santa Maria in Aracoeli in Campidoglio.

VILLA GIULIA, CONFERENZA DI ROMA2PASS SULLE MURA AURELIANE

viale del muro tortoOggi, 11 febbraio, alle 17:30, a Villa Giulia, conferenza Roma2pass “Le Mura aureliane, da piazzale Flaminio a Porta Maggiore, nel progetto della città”, tenuta da Lucina Caravaggi. Le Mura Aureliane versano in uno stato di notevole degrado. Le proposte pubbliche mancano di una visione capace di restituire lo straordinario valore storico-culturale e urbano di una presenza preziosa e irripetibile, che racconti la più complessa stratigrafia del mondo: la stratigrafia di Roma.  Le mura devono essere considerate come una infrastruttura contemporeanea, capace di tenere insieme le componenti archeologiche e storiche, con le infinite possibilità di interpretazione e narrazione, le componenti della stratificazione urbana, in continua evoluzione, le componenti ambientali, in rapporto alla loro natura lineare e potenzialmente continua e al prezioso ruolo di connessione e rivitalizzazione ecologica che potrebbero rivestire.

LA STORIA DI VILLA LANCELLOTTI

VILLA LANCELLOTTIVilla Lancellotti, detta anche villa Gangalandi Lancellotti, è in via Salaria 338, di fronte al muro di  Villa Ada, tra via Taro e via di villa Ada. In via Salaria, appena prima dell’ingresso monumentale di Villa Ada, un vecchio muro con un imponente cancello strozza improvvisamente la strada che in quel punto torna per pochi metri ad assumere l’aspetto di un viottolo campagnolo della Roma settecentesca. via salaria 338L’edificio che si vede è uno dei casini nobili di villa Lancellotti, ultimo ridotto residuo della grande proprietà che si estendeva da via Salaria, al fosso di Sant’Agnese sottostante. La villa era delimitata a sud da un piccolo sentiero che, separandola da Villa Massimo in corrispondenza dell’attuale via Clitunno, scendeva VILLA LANCELLOTTI IN VIA SALARIAnella valletta sottostante e, a nord, dalla villa Filomarino. A fine Ottocento, di fronte a villa Lancellotti, dall’altra parte della via Salaria, c’erano villa De Heritz e Villa Savoia, la tenuta di caccia di Vittorio Emanuele II corrispondente all’attuale villa Ada, separate dal vicolo del Canneto. Sul giardino di villa Lancellotti è stato costruito tutto il quartiere di piazza Verbano. Fonte: Roma2pass

L’IMPEGNO CIVILE DI DANIELA FAZZOLARI

daniela fazzolarifazzolarifazzolari 3Daniela Fazzolari non è solo l’attrice di CentoVetrine, di Un posto al sole, di sitcom della Rai e di film di Dario Argento. Daniela in questi mesi di gennaio e febbraio torna a scuola, nel senso che sta coinvolgendo gli alunni di vari istituti perché sappiano cosa è stato l’Olocausto e il Ventennio nazi-fascista. E per fare questo, legge anche testi della senatrice a vita Liliana Segre, testimone sulla sua pelle delle nefandezze dei campi di sterminio. Insomma, un impegno meritevole che fa onore a Daniela, al di là delle riconosciute qualità artistiche.

VIA SALARIA: SI PARLA DI UNO STUDIO SULL’EVOLUZIONE DI ROMA

VIA SALARIA 113 UNIVERSITAIl 6 febbraio, alle ore 9:15, presso il Centro Congressi d’Ateneo, via Salaria 113, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, presentazione dello studio Federmanager “Le prospettive di Roma Capitale alla luce delle tendenze in atto”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Coris dell’ Università di Roma La Sapienza. Lo studio parte dall’analisi delle prospettive demografiche dell’intera area metropolitana di Roma Capitale, misura le principali variabili che incidono sull’evoluzione delle componenti socio-economiche e pone in evidenza la connessione strutturale delle problematiche di Roma con l’intero territorio metropolitano extra capoluogo.

VIA GRAMSCI: CICLO D’INCONTRI SUI LIBRI LEGATI AL GIAPPONE

ISTITUTO GIAPPONESEAll’Istituto Giapponese di Cultura, in via Gramsci, ciclo di tre incontri a cura di traduttori, accademici e studiosi che riveleranno al pubblico, in modo informale e aperto al confronto, quali libri hanno impresso una svolta decisiva nel loro approccio e rapporto con il Giappone. I titoli selezionati da ciascun yamatologo, dei quali è consigliata la lettura per poter meglio interagire durante gli incontri, saranno disponibili in anticipo sul sito dell’Istituto. Calendario: martedì 28 gennaio, ore 18.30, a cura di Matilde Mastrangelo, Università di Roma “Sapienza”; martedì 18 febbraio, ore 18.30, a cura di Andrea Maurizi, Università di Milano “Bicocca”;  giovedì 12 marzo, ore 18.30, a cura di Noemi Lanna, Università di Napoli “L’Orientale”.

MAXXI: SI PARLA DI SPIRITUALE IN RELAZIONE ALLA STORIA DI ROMA

andrea_carandini_bartolomeo_pietromarchiGiovedì 23 gennaio, alle ore 18, al Maxxi, Andrea Carandini in conversazione con Bartolomeo Pietromarchi sul tema “Lo spirituale in relazione alla storia della città di Roma, a partire dal mito della sua fondazione e ai rituali sacri dell’epoca”. Nell’odierna era digitale la smaterializzazione dell’esperienza ci obbliga a riconsiderare gli elementi fondanti del nostro essere umani e sentiamo quindi la necessità di tornare ad un’esperienza vera e profonda della spiritualità individuale. In questo senso, soprattutto per gli artisti, Roma costituisce il simbolo di un luogo originario da cui poter ripartire e per questo motivo in mostra sono esposti, a fianco ad opere di arte contemporanea, diversi reperti archeologici risalenti all’VIII sec a.C., alle origini di Roma, sino alla fine del IV sec d.C., quando il Cristianesimo diventerà la religione ufficiale di Stato.

LA BIBLIOTECA NAZIONALE ARRICCHISCE LA SUA COLLEZIONE

BIBLIOTECA NAZIONALEIn occasione del Giorno della Memoria 2020, lunedì 27 gennaio, la Biblioteca nazionale centrale di viale del Castro Pretorio è orgogliosa di inaugurare un nuovo spazio dedicato a Primo Levi nel museo Spazi900, ideato e progettato da Andrea De Pasquale e curato da Eleonora Cardinale. All’interno della seconda Galleria degli scrittori, tra chi ha vissuto direttamente e chi indirettamente i tragici eventi della Storia, di fronte alla sezione dedicata ad Alberto Moravia e Natalia Ginzburg, un nuovo spazio accompagnerà il visitatore alla scoperta della vita e dell’opera di Primo Levi. Oltre a prime edizioni e documenti autografi, sarà possibile vedere una pagina autografa di Se questo è un uomo, rarissimo ed eccezionale testimone manoscritto dell’opera, recentemente ritrovato e acquisito dalla Biblioteca nazionale. La pagina appare un’eccezionale prova dell’intenso lavoro di riscrittura del testo da parte di Levi. Oltre a pannelli iconografici e biografici, il percorso espositivo è arricchito da due video che documentano il viaggio di andata e di ritorno da Auschwitz di Primo Levi, realizzati e gentilmente concessi dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino. Dal 27 gennaio si può visitare la nuova sezione dedicata a Primo Levi anche virtualmente sul portale Spazi900 dal sito della Biblioteca: http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spazi900.