L’EX PORTA SALARIA SNODO STRADALE DEL QUARTIERE

È stata realizzata per migliorare la viabilità di Roma dopo la demolizione di Porta Salaria nel 1921. Oggi piazza Fiume è uno snodo stradale nevralgico ed è vicina a tutto: via Salaria, Porta Pia, Villa Borghese, via Veneto, piazza della Repubblica, via Nazionale. Qui in età romana si trovavano gli uffici della dogana, tanto che a poca distanza fu rinvenuta PIAZZA FIUMEuna pietra daziaria sistemata per indicare il confine amministrativo. Ed è sempre da qui che secoli più tardi entrarono Alarico e i suoi guerrieri Visigoti. Era la notte del 24 agosto del 410 d.C. e il saccheggio di Roma durò tre giorni. La commozione e lo sgomento attraversarono tutto l’Impero. Continue reading

SAN LORENZO: HA COMPIUTO 10 ANNI LA VICENDA DEL CINEMA PALAZZO

san lorenzo cinema palazzoEra il 15 aprile del 2011, quando il quartiere di San Lorenzo decise un’azione simbolica per impedire l’apertura di un casinò in piazza dei Sanniti nella sede del Cinema Palazzo. Tre giorni di protesta: residenti, artisti, studenti, attivisti degli spazi sociali e delle associazioni decisero di entrare nello stabile per bloccare il progetto di destinarlo a una sala slot. Ebbene, quei tre giorni sono diventati dieci anni, nel corso dei quali il Nuovo Cinema Palazzo si è trasformato un luogo essenziale per il quartiere e per la città: centro culturale e spazio di aggregazione, polo teatrale e agorà politica.  Questo anniversario sarà ricordato oggi dalle ore 16, proprio in piazza dei Sanniti, nel corso di un presidio e di un’assemblea pubblica. Continue reading

LA PICCOLA LONDRA DI ROMA: IL “VIALETTO” DEL FLAMINIO

via celentanoQuanto sei bella Roma, canta Venditti, ed effettivamente anche per chi Roma la vive ogni giorno questa non smette mai di stupire, con i suoi scorci, le sue vedute e anche le piccole peculiarità. All’improvviso tra gli alti palazzi borghesi di Viale del Vignola e quelli di Via Flaminia, dietro un cancelletto aperto,si apre una stradina percorribile solo a piedi: è via Bernardo Celentano, meglio conosciuta come la Piccola Londra. La stradina è composta da due file di villette strette strette tra loro, con cancelli in ferro e portoni in legno che, per colori e forme, ti catapultano in una versione in miniatura di Notting Hill,  ma con i sanpietrini a terra.  Le graziose villette in stile “old england”, che si estendono per circa 200 metri, rappresentano un frammento urbanistico fuori dal tempo e sono depositarie di una storia tutta loro. Nel 1909 era stato eletto sindaco di Roma Ernesto Nathan, anglo-italiano, cosmopolita, via celentano 1mazziniano, anticlericale il cui sogno era portare Roma al livello delle grandi capitali europee. Appena eletto riuscì a fare approvare un piano regolatore, sottratto alla speculazione edilizia, per cui i fabbricati non dovevano essere più alti di 24 metri e i villini non superare i 2 piani ed avere piccoli cancelli di ferro. Queste indicazioni furono accolte con evidente entusiasmo da Quadrio Pirani, architetto che ha progettato la piccola Londra.  Inizialmente erano destinate agli alloggi degli alti funzionari, quando Roma divenne capitale d’Italia. Ad oggi ne resta un romantico scorcio testimone delle mutazioni che ha subito Roma all’inizio del 1900. La strada via celentano 2incantanta, sebbene sempre suggestiva e apparentemente lontana dal caos cittadino, risente del passare del tempo. Alcune facciate non sono più perfettamente integre e i residenti si contendono una diatriba relativa al considerare o meno la strada pertinenza  dei palazzi,  e quindi chiuderla totalmente al passaggio, anche pedonale. “Prima era una zona più popolare, i bambini giocavano in strada e scrivevano con i gessetti a terra. Ad oggi è diventata una zona solamente d’elite”, racconta con un tono leggermente nostalgico Franco residente in via Celentano dagli anni 60. “Prima erano villini cosifatti fino a Via Donatello.  Ad oggi è rimasto quasi intatto solo il nostro “Vialetto”, dice sorridendo il signor Franco che conclude “a noi residenti è così che piace chiamarlo e non Piccola Londra”.

PIAZZA VERDI, APERTO ALLE VISITE IL CANTIERE DELL’EX POLIGRAFICO

ex zecca piazza verdiLa Cdp Immobiliare, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, apre al pubblico le porte dello storico edificio di piazza Verdi, dove è in corso un progetto di restauro conservativo, ristrutturazione e valorizzazione dell’immobile. A partire da lunedì 26 aprile, infatti, sarà possibile visitare per tre giorni il cantiere dell’ex Poligrafico dello Stato: «Parte così la fase di ascolto attivo delle istanze dei cittadini e delle associazioni sulle caratteristiche del progetto. Cittadini e associazioni potranno così visionare lo stato dei lavori e l’attenzione massima all’integrazione del progetto con il tessuto urbano, chiarire alcuni aspetti legati all’avanzamento del cantiere e ricevere informazioni e risposte». In realtà le polemiche e proteste dei residenti stanno accompagnando il progetto fin dall’inizio. I cittadini si lamentano per il rumore eccessivo e continuo del cantiere e per la presunta sopraelevazione di te piani rispetto all’altezza originale dello storico edificio. Continue reading

I BUSTI DEL PINCIO: STORIA, DATE E CURIOSITÀ

PINCIO 2Pincio. Busto SecchiPasseggiando per villa Borghese, per i viali del Pincio, ci sono ben 228 busti ad osservarci. Ma qual è la loro storia? A quando risale la loro costruzione? E quali personaggi illustri rappresentano? I busti furono collocati nei viali del Pincio all’epoca della Repubblica Romana. Il 28 maggio 1849, il Triumvinato stanziò 10mila lire per la realizzazione e la collocazione dei busti in marmo rappresentanti personaggi meritevoli della storia d’Italia. Inizialmente ne vennero scolpiti 52, ma per due anni furono riposti nei magazzini comunali, per essere poi ripresi in considerazione da Pio XI nel 1851. Il Pontefice commissionò di collocare quei busti e come siti furono scelti il Pincio e la Casina Valadier. Non tutti e 52, però, trovarono una base nella villa romana, alcuni vennero scartati, perché considerati contrari al potere temporale del pontefice. Nel 1857, il conte Luigi pincio[1]Antonelli, decise che i busti non ritenuti idonei, avrebbero dovuto cambiare aspetto e denominazione. Fu così che Girolamo Savonarola, Gaio Sempronio Gracco, Pietro Colletta, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Giovanni dalle Bande Nere e Vittorio Alfieri diventarono Guido d’Arezzo, Vitruvio, Plinio il Vecchio, Zeusi, Archimede, Lorenzo il Magnifico e Vincenzo Monti. Ad busto pincio-2essere del tutto eliminati, invece, furono Arnaldo da Brescia, Giovanni da Procida e Napoleone Bonaparte. Dal 1870, i busti del Pincio passarono sotto la totale responsabilità del Comune di Roma e, nel 1883, si decise che dovevano essere ritratti solo personaggi morti almeno da 25 anni. Nel tempo i busti aumentarono, ne furono realizzati di nuovi, fino a raggiungere il numero di 228. Le sculture rappresentano tutti personaggi maschili, tranne tre donne: Vittoria Colonna, santa Caterina da Siena e Grazia Deledda. Fonte: Romatoday

INCENDIO ISS DI VIALE REGINA ELENA, CI SONO I FILMATI

ISSLe minacce arrivavano senza sosta da mesi all’Istituto superiore di Sanità di Roma. Anche al presidente Silvio Brusaferro, via mail e per posta. Da alcune settimane la prefettura aveva disposto per il professore una forma di vigilanza, abbastanza discreta, quando si spostava per incontri di lavoro. Una tutela leggera ma che nelle prossime ore potrebbe essere rafforzata. A deciderlo sarà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per questa mattina. Intanto è stata aumentata la presenza delle forze dell’ordine fuori dall’istituto. Continue reading

AMA, CHIUSO L’UFFICIO DEL VERANO

AMALamentano gravi disagi le ditte che curano le pratiche funerarie per conto dei familiari dei defunti da quando l’ufficio di Ama in via del Verano 73 è chiuso: da lunedì scorso, dopo che alcuni dipendenti sono risultati positivi al Covid, la sede è inaccessibile. Dal giorno successivo, sospesa l’attività allo sportello, i fascicoli vengono lavorati da remoto con invio della documentazione online. E però, a distanza di una settimana, gli operatori continuano a riscontrare ritardi: «Da quando è scoppiata la pandemia ci siamo ritrovati a entrare negli uffici dell’Ama con il contagocce, in tutta fretta per non esporci a rischi sebbene avessimo segnalato l’urgenza di aumentare le misure di sicurezza – racconta Chiara Santoni, titolare di un’agenzia per l’adempimento delle procedure post mortem – . Basti sapere che il termometro per la misurazione della temperatura è arrivato a dicembre… Chiedevamo la sanificazione degli ambienti e ci siamo rivolti a tutti, dalla Asl alle forze dell’ordine, ma nessuno ci ha ascoltati». Continue reading

SOTTO IL PONTE FLAMINIO DECINE DI BANCHI E COMPUTER

PONTE FLAMINIODecine di banchi accatastati sotto un cavalcavia. E poi computer, neon, alcune sedie e materiale da cancelleria. Un cimitero di ex arredi scolastici costeggia il tratto di strada che da via Pietro de Coubertin arriva fino a via Dorando Pietri. A due passi dall’ingresso dell’Auditorium Parco della Musica, proprio sotto il Ponte Flaminio, le attrezzature che fino allo scorso anno sono state utilizzate dagli studenti adesso compongono una piccola discarica abusiva. Sono state sostituite da arredi nuovi di zecca, garantiti dal Ministero durante l’emergenza dettata dal coronavirus. Rovistando tra quei rifiuti è possibile risalire facilmente alle scuole che un tempo ospitavano gli arredi, adesso trasformati in spazzatura e abbandonati illegalmente. Continue reading

TRA PIAZZA FIUME E VIA SALARIA L’INFANZIA DI LAURA BIAGIOTTI

Laura-BiagiottiNata il 4 agosto 1943 vicino a Porta Latina, Laura Biagiotti, “la regina del cachemire” (come l’aveva definita il New York Times) a sei anni si trasferì con mamma Delia e papà Giuseppe in via Salaria, nei pressi di piazza Fiume, dove la madre aveva una sartoria. Un quartiere sempre rimasto nel cuore della “signora in bianco”, che nelle serate estive o nelle rare giornate libere da impegni amava ripercorrere le vie più belle della capitale per ammirare monumenti e piazze. “Adorava girare in auto, nel silenzio della sera, per godere della bellezza della Città Eterna” ricorda Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni e del reparto Tessile e abbigliamento dell’Unione industriali. Dalle catacombe di Priscilla ai viali di Villa Borghese, Laura Biagiotti era una grande amante di Roma, a cui ha dedicato anche una linea di profumi. La Biagiotti è scomparsa nel 2017.

PRODOTTI ALIMENTARI IN GIORNATA CON AMAZON: MA IL CAR DICE CHE…

AMAZON FRESHAmazon Fresh, il servizio di consegna della spesa in giornata, arriva anche a Roma. Dopo il lancio a Milano circa un mese fa, l’opzione di acquisto è ora disponibile per tutti i clienti Amazon Prime della capitale e nelle aree coperte. Fresh, secondo la compagnia, verrà esteso in altre città italiane entro la fine dell’anno. Amazon Fresh offre una selezione di oltre 10 mila prodotti, tra cui verdura, uova, pasta, carne, e ancora prodotti regionali e in scatola. La particolarità del servizio è la consegna in giornata, in finestre di due ore a scelta, senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 50 euro. Continue reading

BIOPARCO: NON CE L’HA FATTA LA GIOVANE LEONESSA AASHA

bioparco_roma_leoni_cuccioliSi è sperato fino alla fine, ma la giovane leonessa Aasha non ce l’ha fatta e si è spenta al Bioparco di Roma. Assistita dal veterinario Klaus Friedrich, dal curatore generale Yitzhak Yadid e dal personale dello staff, la leonessa era affetta da un male di origine probabilmente genetica. Una rara patologia dovuta ad una malformazione alla base del cranio che impedisce la comunicazione fra il cervelletto e il midollo spinale, schiacciandolo; un difetto congenito purtroppo diffuso fra i leoni asiatici di tutto il mondo, probabilmente associato alla forte consanguineità esistente in questa popolazione, ridotta dagli uomini quasi all’estinzione. Continue reading

VITTORIO SGARBI A COPPEDÈ: DURO ATTACCO ALLA RAGGI

Vittorio Sgarbi-4Vittorio Sgarbi ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco di Roma. Tra le prime tappe, in attesa della presentazione dei movimenti e delle liste che lo sosterranno, c’è stato il quartiere Coppedè: vecchio cruccio del critico e storico d’arte prestato alla politica. Il blitz di Sgarbi al civico 3 di via Ticino dove fino a qualche anno fa sorgeva lo storico villino Naselli, progettato nel 1930: al suo posto oggi c’è una palazzina moderna. Quattro piani dai profili squadrati, facciata principale bianco lucente. Non è basta la cortina di mattoncini che ne contraddistingue il volume laterale, e che lega l’edificio “coerentemente al quadro architettonico nel quale si colloca” – sostiene la Ns Costruzioni, a placare i malumori del quartiere. Continue reading

LA VARIANTE BRASILIANA NELLA SCUOLA DI VIA PIETRO MASCAGNI

VIA MASCAGNIUn caso di variante ‘brasiliana del Covid è stato scoperto in una scuola media a Roma. Si tratta della Sinopoli, in via Pietro Mascagni, che fa parte dell’Istituto comprensivo Sinopoli-Ferrini del quartiere Africano, II municipio, che nei giorni scorsi, per l’emergere di un caso di quella ‘inglesè aveva già disposto la chiusura delle sezioni della materna e della elementare. Si tratta del primo caso della variante, che da inizio mese sta assediando l’Umbria, a Roma e nel Lazio. L’assessore alla Salute Alessio D’Amato ha spiegato che il caso ha un link con l’Umbria. La persona risultata positiva è un’insegnante. Continue reading

COPERTE DALLE ERBACCE LE SCALE MOBILI DI VILLA BORGHESE

VILLA BORGHESEBenvenuti nella capitale dell’abbandono”. Suscita stupore, fa discutere l’immagine delle scale mobili in viale del Galoppatoio, che conducono al parcheggio di Villa Borghese (sul territorio del Municipio II) completamente inservibili. Dimenticate. Gli ingranaggi sono bloccati da una giungla di rami e foglie d’Edera, altre piante rampicanti. Non si sale e non si scende più. L’istantanea catturata dal corrispondente dall’Italia dell’agenzia Reuters Crispian Balmer, pubblicata su Twitter, fa il giro del mondo.”È uno dei progetti di Roma che non ha funzionato del tutto”, ironizza Balmer. Segue, un diluvio di commenti indignati. I romani non nascondono la vergogna: “Continuiamo a fare figuracce davanti ai corrispondenti esteri, cittadini e turisti – scrive un utente – Roma, non da oggi, è diventata una città dove il vivere quotidiano e un’ardua impresa”. Continue reading

FRANA DI VIA ARCHIMEDE: LA PAURA DEI RESIDENTI

VIA ARCHIMEDE“Abbiamo paura che il palazzo crolli da un momento all’altro, il Comune deve intervenire immediatamente”, commentano spaventati i residenti del civico 199 in via Archimede, nel quartiere Parioli. Sotto le loro case c’è il costone di roccia franato il 5 febbraio scorso, il masso che si è staccato è ancora lì e sembra poter cadere da un momento all’altro su viale Pilsudski. Ma ancor più pericoloso è il vuoto che si è creato in seguito alla frana: al posto della roccia ora c’è una cavità profonda circa 6 metri che arriva quasi fin sotto le case di via Archimede. Il II municipio guidato da Francesca Del Bello ha chiesto “l’intervento immediato del dipartimento della protezione civile per valutare la geometria della cavità e le sue caratteristiche meccaniche e per valutare l’utilizzo del dispositivo laser scanner per l’indagine puntuale del vuoto”. Continue reading

MULTE A VIALE REGINA MARGHERITA: SCATTA LA PROTESTA

VIALE REGINA MARGHERITAScoppia un nuovo caso multe selvagge a Roma, già stato soprannominato ‘Portonaccio 2, la vendetta’. La denuncia, arriva dall’Associazione dei consumatori Codici, che sul suo sito pubblica: “Siamo sulla preferenziale di viale Regina Margherita. A causa della presenza costante di auto in doppia fila, gli automobilisti sono costretti a transitare sulla corsia riservata, dove vengono immortalati dalle telecamere e quindi stangati”. In via Portonaccio è nota: una corsia da sempre accessibile divenne all’improvviso una preferenziale mal segnalata ma sorvegliata da un occhio elettronico infallibile che iniziò a spiccare multe a raffica. Continue reading

VIA NOMENTANA: CASA PAPANICE, ARRIVA IL VINCOLO

Per Casa Papanice, il villino del Nomentano capolavoro dell’architettura postmoderna, disegnato nel 1966 dall’archistar Paolo Portoghesi con l’ingegnere Vittorio Gigliotti e da tempo lasciato nel degrado, ora è in arrivo un vincolo. I funzionari del ministero dei Beni culturali, dopo l’invito del ministro Franceschini all’indomani della denuncia di Repubblica, CASA PAPANICEstanno ormai mettendo a punto il dispositivo di tutela e ci si augura che l’ambasciata del Regno di Giordania, proprietaria dagli anni Settanta,  si decida a un completo restauro conservativo di un’opera che da sempre ha occupato le pagine delle più  prestigiose riviste di architettura del mondo. Una svolta decisiva per la battaglia che punta al recupero del villino finito di costruire nel 1969 con la celebre facciata ornata di canne come un organo e rivestita di maiolica con i colori della primavera. A lanciare l’allarme era stato Edmondo Papanice, il nipote dell’imprenditore che lo commissionò, che aveva scritto una lettera alla soprintendente Daniela Porro. Continue reading

TIBURTINO: TURNI DI GUARDIA PER NON FAR TAGLIARE GLI ALBERI

STAZIONE TIBURTINAHanno attaccato agli alberi il cartello con la diffida e fanno i turni per controllare che nessuno venga ad abbattere i (pochi) lecci di piazzale della Stazione Tiburtina. «Queste piante sono il nostro ossigeno – afferma Nella Vecchia dell’associazione Rinascita Tiburtina -, non permetteremo che vengano tagliate. A costo di legarci con le catene ai tronchi». Con lei la professoressa Ivetta Ivaldi, che sottolinea: «L’Ama non viene neppure più a pulire sotto gli alberi, tanto sono sicuri di abbatterli». Non ci sono più davanti alla stazione i piloni e i percorsi sopraelevati della Tangenziale Est, oggetto di lunghe battaglie dei residenti (400 metri demoliti), ma la lotta si è spostata sul progetto di riqualificazione del piazzale. Continue reading